Sky, Fabio Caressa difende l'azienda e affronta il caso Dazn: "La legge ci impediva di prendere tutto"

Durante Sky Calcio Club, Fabio Caressa affronta di petto il caso Dazn: "La legge ci impediva di prendere tutto. Sky ha permesso ai suoi clienti di avere uno sconto sull'altro abbonamento"

Tempestati di domande. Al bar, al ristorante, durante le partite di burraco. Ecco allora che durante il primo appuntamento stagionale di Sky Calcio Club Fabio Caressa ha voluto porre un punto sul caso Dazn.

A cercare risposte erano – e sono – gli abbonanti alla piattaforma satellitare, che dai dieci match domenicali di Serie A si sono visti ridurre l’offerta a sette, con la gara del sabato sera puntualmente trasmessa dalla concorrenza.

“È una cosa molto semplice, è giusto spiegarla con grande tranquillità. Fino all’anno scorso c’erano due operatori (Sky e Mediaset Premium, ndr) e tutti e due avevano le partite. O uno si comprava un operatore, o si comprava l’altro, e si vedeva le partite. Uno dei due si è ritirato, quindi la Lega non ha più venduto tutti i diritti a tutti, ma ha voluto dividere i diritti come esclusive. C’è una legge che impedisce ad un operatore di prendere tutto. Quindi ci sono stati due operatori”.

Caressa ha sottolineato a più riprese l’impossibilità di operare in regime di monopolio (“è vietato dalla legge”), ribadendo come la perdita sia stata compensata dal ritorno della Champions League (che si somma all'Europa League), per la quale non occorrerà un abbonamento aggiuntivo a coloro che già seguono il massimo campionato. Nessun cenno tuttavia all’altro pacchetto volato tra le braccia del gruppo Perform, ossia l’intero campionato di Serie B.

Visto che c’è l’altro operatore che è Dazn – ha proseguito il conduttore - abbiamo permesso ai nostri clienti di avere uno sconto sull’altro abbonamento, che si accolla Sky. Abbiamo deciso di fare questo sconto ai nostri abbonati, ma non è che Dazn è un’altra cosa nostra. Sky e Dazn sono due proprietà diverse, di Paesi diversi”.

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