L'aria che tira e Autostrade per l'Italia: una storia tutta italiana

La7 e Autostrade per l'Italia hanno siglato una partnership a inizio luglio. Ma ai collegamenti entusiasti fino al 10 agosto durante L'Aria che tira Estate, ha fatto seguito il gelo successivo alla tragedia di Genova

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Chiamatela casualità, consideratele banali coincidenze. Ma se davvero tre indizi fanno una prova, possiamo tranquillamente affermare che a L’Aria che tira Estate è nato un piccolo caso. Piccolo perché fatto di dettagli, a tratti impercettibili, che poggiano sulla sola memoria del telespettatore, ulteriormente distratto dalla settimana di pausa che il programma si è preso durante ferragosto.

Quel ferragosto sconvolto alla vigilia dal tragico crollo del ponte Morandi di Genova. Da giorni non si parla d’altro tra dirette fiume, talk, accuse, polemiche, dibattiti con ingegneri e architetti e un grande osservato speciale: Autostrade per l’Italia.

Nonostante le responsabilità siano ancora da accertare, la società sta subendo attacchi da tutti i fronti, con il governo che ha annunciato di voler revocare la convenzione a vantaggio di una nazionalizzazione. A risentirne è inevitabilmente il livello di popolarità nell’opinione pubblica, evidentemente sceso a tal punto da condizionare il conduttore della trasmissione di La7, Francesco Magnani.

Per comprendere meglio la faccenda è doveroso un passo indietro al 9 luglio, quando l’emittente di Cairo e Autostrade per l’Italia siglarono soddisfatti l’avvio della partnership “all’insegna della qualità dell’informazione e della centralità del cliente”.

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Magnani annunciò la notizia con entusiasmo, ribadito quotidianamente attorno alle 13.20, al momento del lancio dell’ultimo nero pubblicitario, a cui sarebbero seguiti gli aggiornamenti sul traffico autostradale.

Dobbiamo andare in pubblicità, ma restate con noi perché dopo il break torneremo con L’Aria che tira Estate sulle Strade”. E al rientro il trasporto non calava: “Ci colleghiamo subito con My Way - Autostrade per l’Italia per tutti gli aggiornamenti su quanto avviene sulla nostra rete autostradale”. Motivetti ripetuti giorno dopo giorno, fino al 10 agosto, data dell’ultimo appuntamento prima della ‘sosta’.

Il ritorno in onda del 20 agosto è stato contornato da tinte fosche e  puntate quasi interamente dedicate al disastro del Polcevera. Ecco quindi che, scoccate le fatidiche 13.20, il refrain del giornalista è mutato in modo sostanziale, a cominciare dall’avviso pre-pubblicitario, completamente sparito. “Il nostro tempo è finito, ho l’obbligo di andare in pubblicità”. Stop.

Persino più gelido l’atteggiamento al rientro, con il nome “Autostrade per l’Italia” mai uscito nei primi tre appuntamenti di questa settimana dalla bocca di Magnani.

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In suo soccorso sono arrivati i più generici “aggiornamenti sul traffico autostradale”, con la rapida chiamata in causa delle speaker Patrizia Iorio e Valeria Colombo. Differenti pure gli sfondi alle spalle delle due ragazze. Se prima il logo di Autostrade per l’Italia era dominante fin dalla partenza del collegamento, da lunedì scorso questo appare solo nella parte conclusiva.

Chiamatela casualità, consideratele banali coincidenze.

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