Iva Zanicchi: "La mie parole da Santoro non piacquero a Berlusconi. La telefonata a L'Infedele mi addolorò"

Ospite a La mia passione, Iva Zanicchi ricorda la sua partecipazione a Il raggio verde: "Le mie parole non piacquero a Berlusconi". Sulla telefonata dell'ex premier a L'Infedele: "Fu istigato da qualcuno"

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Nella campagna elettorale del 2001 fu probabilmente lo slogan simbolo a sostegno di Silvio Berlusconi: “Facciamolo provare, poi se non va bene tra cinque anni visto che siamo in democrazia gli diamo un calcio nel sedere e lo rimandiamo ad Arcore”.

Ma quell’uscita di Iva Zanicchi a Il raggio verde non fu molto gradita dal diretto interessato, come ha confessato la stessa cantante a La mia passione:

Non gli piacque molto. Non mi chiamò, ma dopo quando lo incontrai mi disse: ‘potevi fare a meno’. In effetti forse era meglio non dire quella cosa”.

Dieci anni dopo, in un altro salotto, la Zanicchi fu nuovamente protagonista, con il premier in carica che telefonò in diretta a L’Infedele per chiedere all’allora esponente di Forza Italia di abbandonare la trasmissione di Gad Lerner, definita nientemeno che un “postribolo”.

Questa sua uscita mi addolorò. Sono certa che lo fece perché istigato da qualcuno. Lui non stava guardando la televisione. Non mi alzai, non potevo, non l’avrei fatto nemmeno se me l’avesse chiesto mia madre”.

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Sempre Berlusconi le aveva sconsigliato di buttarsi in politica, ma quel suggerimento provocò in lei l’effetto contrario: “Avevo una vita molto felice. Quando gli espressi il mio desiderio, mi rispose: ‘ma chi te lo fa fare? Sei matta..’. Nel sentirmi dire così mi scattò una molla: ‘no, lo voglio fare’”.

La Zanicchi ha quindi ammesso di aver pagato per quell’esperienza, anche per responsabilità della sua parte politica:

“Se sei di sinistra sei una diva, un’icona, una star. Se sei di centrodestra sei una merda, ma per colpa della destra che non ha saputo difendere i propri artisti. La sinistra l’ha fatto, di qua invece dita negli occhi”.
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