Otto e mezzo ad alta tensione: scontro tra Alessandro Di Battista e Massimo Franco

Ad Otto e mezzo volti tirati e sorrisi di circostanza tra Alessandro Di Battista e Massimo Franco. Il giornalista: "Cinque Stelle estremisti". L'ex deputato: "Dosa le parole". Veleno sul viaggio in California

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Volti tirati, sorrisi di circostanza e una tensione che si tagliava col coltello. Lunedì sera ad Otto e mezzo è andata in scena la metafora della crisi politica, con Alessandro Di Battista deciso a dare battaglia in un confronto serrato con Lilli Gruber e Massimo Franco.

Il “tu” e l’interlocutore chiamato per nome (anomala consuetudine degli ultimi tempi) hanno a fatica mascherato un’irritazione dipinta sulla faccia dell’ex deputato, in procinto di partire per la California.

Il duello più serrato è stato quello col notista del Corriere della Sera che, pronti via, ha parlato di “deriva estremistica del Movimento”.

Opinione che ha fatto subito esplodere Di Battista:

Consiglio di dosare le parole. Una forza politica che rappresenta il 32% degli italiani e che ha combattuto nell’interesse del paese è antitetica alla sua definizione di estremista. Estremista è chi non rispetta la volontà popolare, chi ha distrutto lo stato sociale provocando povertà e anche morte, perché i suicidi per ragioni economiche nessuno li calcola più. In questo paese se non alzi un po’ la voce nessuno ti ascolta”.

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Il giornalista ha quindi accusato i Cinque Stelle di parlare per slogan e di non dire la verità di fronte ai motivi che hanno spinto il Presidente della Repubblica a respingere la nomina di Paolo Savona a Ministro dell'Economia.

Massimo, questo gioco dialettico non funziona, non vi credono più – ha ribattuto Di Battista – come vi permettete di darci dei bugiardi se in campagna elettorale abbiamo detto che non vogliamo uscire dall’euro?”.

Continui botta e risposta che la Gruber ha gestito a fatica e che nemmeno i titoli di coda hanno contribuito ad affievolire. Tanto che persino una battuta è diventata il pretesto per un ennesimo affondo.

Se resta in California fino a dicembre significa che non si vota, sennò le rovinano la vacanza e il lavoro”, ha ironizzato Franco. “Scrivere è il mio lavoro e pure il suo”, è stata la replica di Di Battista. E all’ulteriore frecciata (“Io non vado in California, purtroppo”), il pentastellato ha sferrato il colpo finale:  “C’è andato in California, me l’ha detto prima fuori dallo studio”.

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