55 giorni - L'Italia senza Moro, su Rai 1 l'orazione civile di Luca Zingaretti

Luca Zingaretti interprete e regista dell'orazione civile tratta dal libro di Stefano Massini per ricostruire l'Italia del Sequestro Moro.

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Il Sequestro Moro ha segnato la vita politica, sociale e civile italiana: i 55 giorni trascorsi dal Presidente della DC nelle mani delle Brigate Rosse, dal 16 marzo al 9 maggio, diventano l'occasione per un'orazione civile ideata, interpretata e diretta da Luca Zingaretti in onda su Rai 1 alle 20.30 di martedì 8 maggio, in apertura di una serata interamente dedicata al 40° anniversario dell'omicidio Moro.

Prodotto da Bibi Film Tv – Zocotoco per Rai1 e Rai Fiction, 55 Giorni. L’Italia senza Moro è tratto dall’omonimo libro di Stefano Massini e porta i telespettatori in quei quasi due mesi di sbigottimento popolare e preoccupazione civile, oltre che di manovre politiche.

Le parole di Massini, insieme all'interpretazione di Zingaretti, a video d'epoca e scelte scenografiche d'impatto cercano di restituire l'atmosfera di quei giorni: si inizia sui luoghi del sequestro, avvenuto nella mattina del 16 marzo 1978 a Via Fani, e si arriva fino a Via Caetani, dove il 9 maggio 1978 fu fatto ritrovare dalle BR il corpo di Moro in una Renault 4 rossa. E quella Renault è stata riposizionata per una sera proprio lì, dove fu fatta ritrovare con una telefonata drammatica fatta da Valerio Morucci a uno degli assistenti di Moro, il prof. Franco Tritto.

Nel corso della lettura anche un ricordo di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978, lo stesso giorno di Aldo Moro.

 

 

55 giorni - L'Italia senza Moro, regia Luca Zingaretti


Oltre a interpretarlo, con il supporto dell’attrice Alessia Giuliani e del pianista Arturo Annecchino che ha composto le musiche, Luca Zingaretti è anche il regista di 55 giorni - L'Italia senza Moro.

 

“L’eccidio di via Fani e i 55 giorni del Sequestro Moro hanno cambiato direzione alla mia vita. Mi ricordo perfettamente cosa facevo e dov’ero quando ne arrivò la notizia, dov’ero e cosa stavo facendo quando arrivò la notizia del ritrovamento del corpo dentro una R4 rossa a via Caetani…. Mi ricordo lo sgomento, la paura, lo sconforto, ma soprattutto lo sconcerto nel leggere la prima lettera dello statista rinchiuso nella sua cella che si rivolgeva a Cossiga e il mio 'non capire' perché tutti dicessero che Moro non avrebbe mai potuto scrivere quelle cose [...] Mi ricordo la scoperta del covo BR di via Gradoli dovuta a una stupida perdita d’acqua, dopo che quasi mille uomini erano andati a Gradoli grazie a una seduta spiritica. Mi ricordo le prese di posizione dei nostri politici: Andreotti, Berlinguer, Cossiga e ancora Craxi, Zaccagnini, Fanfani e La Malfa..."

ripercorre Zingaretti, che spiega anche il perché è importante parlare ancora del caso Moro:

"Dopo 40 anni ancora non sappiamo quasi nulla di quella tragedia che ha modificato il corso della storia del nostro paese. Se la seconda commissione Moro, che ha chiuso i suoi lavori a dicembre 2017, ha sentenziato 'In via Fani c’erano ANCHE le Brigate Rosse' credo che sia doverosa non solo la ricerca della verità, ma anche celebrare, dando loro voce, le vittime di quella tragedia".

 

 

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