CCLXX - 270 giorni, Palomar e Mediapro insieme per una serie tv ambientata a Roma nel 1943

Palomar e Mediapro stanno lavorando a CCLXX-270 giorni, serie tv che racconta la vera storia di Roma durante l'occupazione tedesca nel 1943 e di come un medico riuscì a salvare numerosi ebrei

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La casa di produzione Palomar è sempre più orientata verso il mercato internazionale. Un percorso intrapreso anche grazie al successo de Il Commissario Montalbano, diventato un successo italiano d'esportazione, e che ora inizia a concretizzarsi anche con nuove produzioni. Come CCLXX-270 giorni, appena annunciato a Series Mania, il Festival dedicato alla serie tv che si sta tenendo in questi giorni a Lilla.

Cos'è CCLXX?


CCLXX è per il momento solo un progetto, che vede coinvolti Palomar e la spagnola Mediapro, presentato a Series Mania all'interno dell'European Project and Talent Forum. Un'occasione per trovare un network e, soprattutto, investitori disposti a finanziare questa nuova serie tv, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale.

La presentazione del progetto ha svelato anche la trama di CCLXX, numero romano che indica il 270: ovvero i giorni in cui Roma, nel 1943, fu sotto scacco dell'esercito nazista, che pretese l'inserimento della Capitale italiana nel Terzo Reich.

I romani si trovarono così di fronte ad un bivio: accettare la sottomissione e cedere alle richieste dei tedeschi, tra cui quelle di consegnare loro tutti i cittadini ebrei, oppure opporre resistenza in attesa dell'arrivo di un aiuto esterno.

La serie segue queste giornate, quasi un anno, di combattimenti, fughe e resistenze alle richieste di un Comandante della Gestapo, tramite gli occhi del protagonista, un medico di religione cattolica che per salvare i suoi concittadini ebrei arriva ad inventarsi una malattia estremamente contagiosa, prendendo così tempo e nascondendo decine di persone.

La vera storia di Giovanni Borromeo e del Morbo di K


La storia di CCLXX prende spunto da una storia realmente accaduta, e da un personaggio realmente esistito, ovvero il medico del Fatebenefratelli Giovanni Borromeo, insignito dell'onorificenza israeliana di Giusto tra le Nazioni. Borromeo, insieme ad un team di altri medici, s'inventò una malattia contagiosa, il Morbo di K (come Herbert Kappler, Comandante della Gestapo di Roma), una tremenda malattia che avrebbe portato progressivamente alla paralisi del corpo ed alla morte.

I pazienti in cura per questo morbo erano ebrei e polacchi sotto falso nome, in attesa di un documento falso per poter fuggire nei conventi, mentre l'ospedale li avrebbe dichiarati morti. Un'idea che permise a Borromeo di salvare centinaia di ebrei dai nazisti.

"E' una delle storie più incredibili, coraggiose, acute e potenti che abbia mai sentito", ha detto durante la presentazione della serie il Capo dei contenuti internazionali di Mediapro Ran Telem, "la storia di un medico cattolico, forse l'unico al mondo ad aver inventato una malattia per salvare delle vite".

"Ciò che ha davvero catturato la nostra attenzione", ha aggiunto il managing director di Palomar Nicola Serra, "è che in questa storia straordinaria l'eroe non è il classico eroe, ma un semplice medico, che con le sue grandi azioni coraggiose ha salvato delle vite".

Gli altri progetti internazionali di Palomar


Con questa serie, la Palomar di Carlo Degli Esposti fa un ulteriore passo avanti nel mercato internazionale. La casa di produzione, oltre alla distribuzione in numerosi Paesi de Il Commissario Montalbano, è infatti già al lavoro con su eOne su Gaddafi, serie che racconterà la vita del leader libico scritta da Nadav Schirman e da Roberto Saviano. Non solo: Palomar in questi mesi sta anche girando la miniserie tratta da Il nome della Rosa di Umberto Eco, con un cast internazionale capitanato da John Turturro e Rupert Everett.

[Via Variety]

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