Rita Dalla Chiesa a Blogo: Condurre il Grande fratello? Sarebbe divertente!

Cinque domande alla conduttrice del nuovo programma di Rete 4 "Ieri, oggi, italiani".

Rita Dalla Chiesa a Blogo: Condurre il Grande fratello? Sarebbe divertente!

Parte questa sera dalle frequenze di Rete4 un nuovo talk show in otto puntate dal titolo "Ieri, oggi, italiani". Si tratta di un viaggio appunto in otto tappe per esplorare altrettanti temi e ambienti della nostra società: famiglia, sport, cibo, politica, televisione, cinema, amore e musica. L'idea di questa nuova trasmissione è di Maurizio Costanzo che ha scelto come conduttrice del programma Rita Dalla Chiesa.

E' proprio la conduttrice del programma Rita Dalla Chiesa l'ospite di oggi della nostra rubrica "Cinque domande a...".

Ieri, oggi, italiani; partiamo da qui ed iniziamo con ieri: qual è il primo ricordo che ti viene in mente del tuo passato?

La divisa dei Carabinieri, le caserme dove vivevamo, e Milano che ho amato e amo come nessun’altra città’. La bellezza della sua nebbia, che allora ancora c’era e i tramonti in piazza San Babila. E poi il lattaio di via Moscova dove andavamo con i miei fratelli a mangiare i coni di panna montata con la cannella sopra. Ricordi di un’infanzia felice, con la tv in bianco e nero, e Mike Bongiorno con “Lascia o raddoppia”, che andavamo a guardare tutto insieme al circolo ufficiali.

L'oggi: che sapore ha questo tuo ritorno in televisione ?

Mah, il sapore della canzone di Battisti “ancora tu, ma non dovevamo vederci più’?”. Non me l’aspettavo più’, anche se il ruolo di opinionista nelle trasmissioni giornalistiche di Rai e Mediaset mi ha molto gratificato. Ma non era la “mia” trasmissione. Sai quante volte ho pensato “la scaletta pero’ andrebbe cambiata”, oppure “per questo argomento avrei chiamato xy”...? Mi faceva strano non poter decidere, perché’ io sono sempre stata anche autrice, dovevo conoscere ogni virgola che andava in onda. Essere tornata in tv da conduttrice non lo reputo un riscatto, come qualcuno mi ha detto. E’ un ritorno in quella che considero casa mia. E spero di restarci, questa volta. Le porte si aprono e si chiudono per tanti motivi. Qui mi ha riaperto la porta Maurizio Costanzo. Mi ha restituito qualcosa che avevo perso, ancora devo capire perchè. Poi ci sono questi tre anni passati a lavorare anche per radio e Telenorba. Un’esperienza bellissima, che ricomincerò’ a metà’ aprile con una trasmissione radiofonica, in prima serata, con Ettore Bassi.

Italiani: Chi sono gli italiani di oggi secondo te? Che popolo siamo ?

Siamo un popolo maltrattato e bistrattato dalla politica. Un popolo fatto di un’infinita’ di eroi quotidiani, che non si arrende, e che trova sempre qualcosa, anche nelle giornate più dure, che lo aiuta a scavare con le mani una roccia. Siamo dei grandi e più tentano di ridimensionarci e strattonarci, e più ci incavoliamo perché abbiamo una dignità che impedisce a chiunque di schiacciarci. E’ questa la consapevolezza che dobbiamo continuare ad avere. Noi siamo quelli che gli altri vorrebbero essere. In tutti i settori della vita.

Barbara Palombelli è stata ad un passo dal condurre il Grande fratello, in quel caso magari avresti potuto tornare a Forum, anche se per un breve periodo, cosa ti suscita ancora oggi il programma del mezzogiorno di Canale 5?

Forum, il grande amore della mia vita. Un grande punto interrogativo...Oggi c’è’ Barbara, inutile continuare a parlarne. Tutti mi chiedono “ma se te lo proponessero ci torneresti?”. La risposta la tengo per me...

A proposito di Grande fratello sono alla ricerca di una conduttrice, ti piacerebbe condurre il primo reality show della televisione italiana ?

Sarebbe divertente, non lo so, non ci ho mai pensato. Ma credo che neanche agli altri sia mai venuto in mente di affidarmelo...Ognuno ha le proprie caratteristiche professionali, che non sempre, pero, coincidono con il gusto del pubblico. A me è piaciuta moltissimo, per esempio, la conduzione della Blasi. Diversa da tutte le altre. Se conducessi io dovrei essere un po’ la mamma chioccia, quella che cerca di capire. E comunque non li chiamerei mai “ragazziiiiii....”.

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