Cinepanettoni, il caso sbarca in tv. Paolo Ruffini a Neri Parenti: "Promuoverò il tuo film a Colorado"

A Stracult confronto tra Neri Parenti e Paolo Ruffini: "Non dovevi firmarti come regista". Il conduttore: "Ti invito a Colorado per promuovere il tuo film"

Ruffini

La tv come campo di battaglia, ma anche come terreno di una possibile pace. Il caso cinematografico di fine anno trova la sua esplosione e, forse, la sua risoluzione sul piccolo schermo.

Stiamo parlando della querelle relativa ai tre cinepanettoni che dal 14 dicembre occuperanno le sale di tutta Italia. Uno su tutti è finito al centro delle polemiche, ovvero quel Super Vacanze di Natale che raccoglierà trentacinque anni di pellicole targate Filmauro.

Accadrà così che Massimo Boldi e Christian De Sica, oltre che essere al cinema con i loro film ufficiali – Natale da chef da una parte e Poveri ma ricchissimi dall’altra – si ritroveranno loro malgrado coinvolti nel progetto curato da Paolo Ruffini, che nei trailer e nelle locandine apparirà sotto la veste di regista.

Ed è proprio attorno a questo particolare che è scoppiata la bufera. Ad infuriarsi con la Filmauro – e di conseguenza con lo stesso Ruffini – sono stati i veri registi di quei successi, a partire da Neri Parenti (rivale diretto con Natale da Chef) che durante la puntata di giovedì di Stracult ha avuto modo di confrontarsi con il conduttore di Colorado, entrato in studio dopo la mezzanotte per evitare la sovrapposizione col programma di Italia 1.

Non sono qui per fare polemica – ha dichiarato Parenti - ma sono un po’ arrabbiato con Paolino perché avrebbe dovuto cercare in tutte le maniere di fare il suo lavoro evitando che sui manifesti ci fosse ‘regia di Paolo Ruffini’, visto che i registi sono altri. Lui con che l’ha girato il film? Col videoregistratore?”.

Ruffini non ha ribattuto optando per la strada della conciliazione:

“Non ho fatto nemmeno un metro di pellicola. I registi sono Neri, Carlo Vanzina, Volfango De Biasi e Enrico Oldoini. Non ho nessun tipo di arroganza artistica. E’ un atto d’amore, li ringrazio per aver fatto ridere me e mezza Italia per oltre trentacinque anni”.

Parenti però, anziché ammorbidirsi, ha rincarato la dose:

Sei diventato Paolo Ruffiani. Dovevi evitare di firmare come regista, potevi firmare come curatore, oppure scrivendo ‘da un’idea di’. Non me ne frega niente dal punto di vista morale, me ne frega per il denaro, perché Paolo firmando il film prende i soldi dei diritti”.

La tregua, come detto, a questo punto potrebbe siglarla la televisione. “La prossima settimana, se volete, ospito volentieri Natale da chef e il film di Christian a Colorado – ha proposto l’attore - prometto che promuovo il vostro film e non il mio”.

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