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STRANI GIORNI PER RAISAT, DAL CIELO ALLA TERRA…

Strani giorni per Rai Sat. Le notizie dopo un lungo tam tam si sono spente in poche righe dei giornali. Nessun rinnovo del contratto fra Sky e Rai per Rai Sat ( i canali satellitari). La questione è seria, intricata, complessa. Non so da dove prenderla e forse non siamo pochi a non sapere come[…]

Strani giorni per Rai Sat. Le notizie dopo un lungo tam tam si sono spente in poche righe dei giornali. Nessun rinnovo del contratto fra Sky e Rai per Rai Sat ( i canali satellitari). La questione è seria, intricata, complessa. Non so da dove prenderla e forse non siamo pochi a non sapere come capire, come giudicare. Però una notizia tra le altre mi ha colpito. Ieri, se ho letto bene, c’è stata una veglia delle persone che lavorano a RaiSat allo scopo di stare un pò insieme nel momento delle decisioni gravi che possono colpirle nel posto di lavoro e nel sentimento di appartenenza a un lavoro svolto in dieci anni, qualche canale magari anche da meno tempo. Una veglia carica di ansia e di aspettative. Non c’è niente da sorridere: non una veglia funebre, spero.
Strani giorni per Rai Sat. Proprio oggi 30 luglio c’è stata a Roma la consueta conferenza stampa dei dirigenti della Biennale e della Mostra del cinema per annunciare il programma, le iniziative, le giurie e tutto il resto della rassegna che comincerà ai primi di settembre. Alla Mostra non ci sarà Rai Sat Cinema. Così mi è stato detto quando ho chiesto informazioni proprio in casa Rai Sat. Parlo anche per motivi personali. Da dieci anni ho fatto le dirette da Venezia, insieme ad altri amici, bravi o bravissimi, e sempre tornando a casa carico di qualche esperienza in più e di non poche soddisfazioni condivise con gli altri, con tutti gli altri di Rai Sat.
Mi rendo conto che sotto le mie parole, e anche sopra, circola un tono emozionato, anzi lo dico esplicitamente: emotivo. Non si può raccontare senza partecipazione, in questi giorni infelici, la cronaca, anzi le cronache felici condivise con Paolo, Mimma, Piccio, Enzo, Sergio, Marina, Paola, Marinetta, Bettina e ancora molti. Lo scorso anno le dirette erano divise per i tre canali e anche Extra e Premiere erano state coinvolte e anche in questo caso altri amici, altri professionisti come Lorenzo, Marco, Leopoldo, Luca e tanti altri. A far da gran capo Carlo che si spostava di set in set come una trottola, fra riunioni, telefonate, grane e ancora grane, giornate e approdi senza grane, con un senso appagato di un servizio compiuto.
Molto si potrebbe scrivere, potrei scrivere sulla attività di Rai Sat, avendo collaborato al canale Cinema, a Premiere, a Extra e persino al Gambero Rosso (figuratevi mi avevano invitato a parlare di Pasolini, secco come un grissino divoratore di sedani e di Ferreri, ciccione, tanti chili di pancia e ancor di più di intelligenza).
Alti e bassi. Convinzione.Illusioni. Incazzature. Fervorose discussioni. O preoccupanti vuoti. Vuoti di mezzi e di prospettive. A volte con la sensazione di lavorare alle giornata. Un mare difficile per Rai Sat Cinema investito dall’alto, anche da Sky, da competenze varie: film e cinenotizie dal mondo, paesi terzi o quarti, opere remote. Una navigazione complessa per non scontrarsi con altri canali di cinema sul satellite. Ma, nonostante tutto, nonostante incertezze, pochi soldi e incertezze, c’è stata una stagione bella. Quella in cui Rai Sat Cinema era diventata il luogo televisivo per i film e gli autori italiani di qualità o comunque sia opere spettacolari, ovvero spettacolo popolare, comico, commedia, e tutto quanto era degno di uscire dal dimenticatoio, sempre in nome della qualità; qualità che, a parer mio, significa una cosa sola: non trattare gli spettatori da deficienti, vuoti da riempire, vuoti a perdere. E poi c’erano interviste agli autori, servizi dai festival. Un grande rotocalco con arte dentro. Una fase bella che ha poi dovuto fare i conti con altre strategie, altre intenzioni, altri obblighi, altri orizzonti.
Ecco il punto finale. Gli orizzonti. In questi strani giorni voglio pensare che si possano alzare gli occhi e guardare avanti, a questi orizzonti. Alti , anche se non satellitari. Terrestri ma non nel senso di Pedestri.
Oggi come oggi, Rai Sat si sposta. Che giorni saranno? Giorni, spero, che non meritino veglie. Per ritrovarsi, ritrovarci, con il pubblico di Rai Sat che non ha mai tradito e ci ha seguito con pazienza e fiducia. Vogliamo, anzi volete deluderlo, signori delle Tv? Per favore…non fatelo…
Italo Moscati

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