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Cuochi d’Italia, una sfida ruspante che mantiene le promesse

Cuochi d’Italia debutta su Tv8: la prima puntata live su Blogo.

Cucina regionale, cuochi di tradizione, piatti da trattoria, preparazioni tramandate da generazioni: Cuochi d’Italia prometteva di essere la prima sfida tv tra le cucine regionali e in questa prima puntata mantiene le promesse. Nessuna sofisticatezza da Masterchef, nessuna concessione alle ‘stelle’, ma solida e ruspante cucina di casa, non vista come un limite ma come ‘calore’ aggiunto.

“Basta con queste categorizzazioni! Cucina ‘di innovazione’, cucina ‘di tradizione’… Esistono solo due cucine: quella buona e quella cattiva”

dice Cristiano Tomei col sorriso sulle labbra che non manca, complice e accogliente, neanche su quelle di Gennaro Esposito. Insieme sono una coppia piuttosto omogenea e vivace. La frase di Tomei – ci cui si sentiva la mancanza in tv dopo l’esperienza de I Re della Griglia – sintetizza un po’ la filosofia del format, che definirei croccante. 40′ tutto compreso, piglio veloce (proprio di Alessandro Borghese, che in queste produzioni non si batte) e approccio gustoso. Poco talent, in realtà, molto cooking/tutorial, che strizza l’occhio a La Prova del Cuoco per le modalità di interazione tra conduttore e concorrente, ma riesce a coniugare anche le dinamiche da ‘consigli’ per i telespettatori, senza pedanteria.

Fresco, veloce e saporito, senza pretese da gourmet, anche grazie a due giudici stellati che rompono il canone dello sguardo ‘che non deve chiedere mai’ per gettarsi generosamente sui piatti da assaggiare. Carnali, amanti della cucina e dei cuochi, inclini al consiglio più che al giudizio, rispettosi delle storie e delle tradizioni altrui. E che fanno venire fame.

Un ribaltamento rispetto agli attuali canoni di genere e rispetto anche agli altri prodotti di daytime: non dimentichiamoci che in gara ci sono ristoratori, diversamente da quel che accade a La Prova del Cuoco o a Cuochi e Fiamme, e che non gareggiano per sé, ma per conto di un territorio. Rispetto ai colleghi di prime time, poi,  non vogliono essere top chef, cimentarsi in cucine infernali o essere ‘accettati’: difendono e diffondono una tradizione, non loro stessi. E’ un’altra cosa. E funziona.

In questo senso si inquadra anche la presenza del pubblico in studio, le curve delle tifoserie (simulacro dei campanili italiani, per certi versi), che da quel retrogusto popolare assente nelle produzioni ‘luxury’. Non amo la scelta, ma ha una sua coerenza narrativa. Coerenza che si ritrova anche in una confezione che mantiene toni ruspanti, senza quel tocco patinato che comunque i prodotti DryMedia sanno sfoggiare. Vedo nella ‘grana’ della fotografia una ‘grossolanità’ che mi auguro voluta (sarebbe in tono). Mi auguro, invece, che la regia di questa prima puntata risenta del debutto: non è proprio invitante.

In sostanza (e mi ripeto) Cuochi d’Italia, in questa prima puntata, mantiene quello che promette: cuochi regionali, piatti della tradizione, sostanza da trattoria, il tutto condito da giudici senza spocchia (sarebbe fuori contesto), conduttore al servizio del racconto, cucina e tradizione protagoniste. Un mix misurato e piacevole, senza barocchismi e leziosaggini. Il gusto (non il lusso) della semplicità.  E ci piace.

 

Ah, la prima sfida è stata vinta dal Lazio di Ciro, che batte l’Emilia Romagna della pasta fresca di Lucia. Ma, diciamocelo, è un dettaglio.

Cuochi d’Italia, diretta prima puntata

  • 18.14

    Qualche minuto ancora prima del debutto di questo nuovo format tv dedicato alla cucina.

  • 18.21

    Certo che mettere un documentario sulla vita di Totti e Ilary prima del cooking show mi pare strano… e vabbè che stasera c’è la partita, ma…

  • 18.29

    Gli sfidanti della prima puntata sono Ciro Del Pezzo, da Roma, chef del Ristorante Maledetti Toscani e Lucia Antonelli, da Bologna, chef del Ristorante Taverna del Cacciatore.

  • 18.30

    Oddio, studio con pubblico e applausi. Nuuuu.

  • 18,31

    C’è anche il tappeto musicale. Conosciamo gli chef: da Castiglione de’ Pepoli Lucia,

  • 18.32

    Ed ecco lo sfidante, Ciro.

  • 18.33

    Si presentano anche i giudici, Cristiano Tomei e Gennaro Esposito (perché parlano di Costiera Amalfitana? Vico è sulla Sorrentina).

  • 18.33

    Nella gara d’andata gioca in casa Lucia: sotto le sue tre cloche ci sono tre piatti della tradizione dell’Emilia Romagna. Tortellini in brodo, Cappellacci di Zucca e Tagliatelle ai funghi porcini. La scelta è dell’ospite Ciro, che sceglie i cappellacci di zucca.

  • 18.35

    Hanno 45′ di tempo per fare il piatto. I giudici hanno a disposizione 10 punti.

  • 18.35

    Non manca il confessionale anche in questo format.

  • 18.36

    Borghese va in modalità Clerici e parla con i concorrenti, chiedendo a ciascuno i segreti dei propri piatti, che diventano consigli per i telespettatori.

  • 18,37

    Lucia fa la pasta fresca tutte le mattine: devo dire che è brava a tenere il discorso. Buona esposizione. La collana col tortellino la dice lunga: anche per questo Ciro ha evitato i tortellini in brodo.

  • 18.38

    Si passa da Ciro, che se la gioca sul gusto più che sulla tecnica, sulla quale sa di essere inferiore alla maestra emiliana.

  • 18,39

    Regia un po’ alla ricerca di una misura in questa prima puntata.

  • 18,39

    Tutti gli occhi, quelli dei giudici inclusi, sono lu Lucia che tira la pasta un mattarello lungo che apparteneva alla suocera della suocera.

  • 18.41

    Si parla anche del ristorante di Lucia che l’anno prossimo festeggia 50 anni di attività. Devo dire che Lucia è davvero brava a spiegare il proprio piatto. Zittisce anche il logorroico Borghese (che con la pasta fresca anche ha un suo passato/presente).

  • 18.43

    Lucia annuncia un cappellaccio, ma di fatto fa un tortello. Intanto per Tomei lei è una macchina da guerra per come produce pasta fresca.

  • 18.44

    Si portano i piatti alla postazione dei giudici. Quello verde è di Lucia, ma i giudici si aspettavano una forma diversa. La presentazione è di certo rustica.

  • 18,45

    Più eleganti, e più in ‘forma’, quelli di Ciro.

  • 1845

    La ruota centrale che gira mi ricorda Cuochi e Fiamme. Il rosso e il verde La Prova del Cuoco.

  • 18,46

    “Mi hai fatto stare proprio bene. Vederti lavorare la pasta è stata un’esperienza” dice Tomei. La forma però è importante, anche se il gusto è ottimo. Per lui voto 8.
    “Hai insegnato a fare la pasta a tutta Italia” dice Esposito. Ma lui è uomo di sostanza, e la forma va in secondo piano anche per lui: 8 da Esposito.

  • 18,47

    “Capace e sensibile, modernità e golosità” dice Esposito a Ciro, al quale dà 7; Tomei usa la metafora del calcio: “Sembrava fossi partito dall’Eccellenza e poi invece hai fatto un gol di tacco alla Socrates”: per lui 15 punti. E’ solo di un punto sotto.

  • 18.49

    Manche di ritorno: ora tocca a Lucia scegliere uno dei piatti della tradizione laziale. Per lui Rigatoni alla Carbonara, Carciofi alla Giudia e Bucatini all’Amatriciana. La Cacio e Pepe no? Lì sarebbe stata dura. Lucia sceglie… dopo la pubbliictà.

  • 18,56

    Si torna dalla pubblicità con la voice over che riassume quanto è successo. Come in 4 Ristoranti. Per la sfida a base di Lazio, Lucia sceglie i Rigatoni alla Carbonara.

  • 18,57

    In questo caso paste secche e per il piatto hanno a disposizione 30′. In effetti la proposta di Ciro non è stata particolarmente cattiva: poteva giocarsi un 5/4. E Lucia comunque ha scelto un piatto difficile. Forse il più difficile dei tre proposti. Con la carbonara non si scherza.

  • 18,58

    Gareggiare con Borghese che ti guarda mentre far la Carbonara è una difficoltà in più.

  • 19.00

    Lucia lascia un po’ di albume nelle uova, mette il pecorino nelle uova… insomma ha una sua strategia. “Ha le idee chiare” nota Esposito.

  • 19.00

    Il ruolo dei giudici è piacevole. Intervengono senza acrimonia, seguono con curiosità: sono due entusiasti della cucina e dei cuochi.

  • 19.01

    Si va alla scoperta di Ciro: 29 anni, in cucina da 8 anni, passione dalla mamma campana.

  • 19.02

    “Basta con queste categorie… “cucina innovativa, tradizionale… Di cucina ce ne sono solo due: quella buona e quella cattiva” Tomei dixit. Amen.

  • 19.03

    Si va all’assaggio. Partiamo da Lucia, col suo piatto della mamma.

  • 19.04

    Ciro è già più ricercato.

  • 19,05

    Ma la soddisfazione con cui assaggiano i cuochi? Fanno venire fame e voglia di assaggiare con loro.

  • 19,06

    E siamo al giudizio: la Carbonara di Ciro è da sogno per Esposito, forse un po’ troppo maltrattata in padella e quindi un po’ meno al dente dell’optimum. 7 da Esposito. Il guanciale croccante ci voleva nel piatto per Tomei: e dà solo 6. Per un totale di 28.

  • 19.07

    “La pasta è cosa tua” dice Esposito, che però trova l’uovo indietro di cottura. Per lei 6. Tocca a Tomei: se dà 6 si va a parità, se dà di più vince ed elimina il Lazio. “Sei una cuoca vera e si vede da come hai cotto la pasta. Il taglio sottile del guanciale è piacevole, ma l’uovo è sbagliato, è indetro, è una zuppetta”. Tomei dà 5 e vince il Lazio.

  • 19.09

    Vince il Lazio di Ciro, il primo a passare il turno. Addio a Lucia.

  • 19.10

    Oca contro Sarde in Saor domani nella sfida tra Umbria e Veneto dice Borghese sui titoli di coda. Ma sono davvero questi i piatti di domani? Spoiler?

Cuochi d’Italia | 13 novembre 2017 | Anticipazioni prima puntata

Debutta oggi, lunedì 13 novembre 2017, Cuochi d’Italia, il primo cooking talent dedicato alla cucina regionale che prende il via alle 18.30 su Tv8 e che seguiremo in liveblogging su TvBlog. Alla conduzione Alessandro Borghese, in giuria Cristiano Tomei e Gennaro Esposito.

Cuochi d’Italia | La gara

Sono 20 i concorrenti di questo cooking talent, uno per ciascuna regione d’Italia, a contendersi il titolo di Miglior Cuoco Regionale d’Italia. In ogni puntata due cuochi, rappresentanti di altrettante regioni italiane, si sfidano in una doppia manche. Le prime 10 puntate sono sfide “dirette” di andata e ritorno tra due cuochi, che si danno battaglia prima su un piatto tipico di una regione e poi su quello dell’altra, che incoronano un vincitore di puntata. Nelle successive 5 puntate, ritroviamo i vincitori del primo turno che si sfidano in due manches: nella prima, il concorrente che ‘gioca in casa’ porta un ingrediente tipico della propria regione, al quale i due giudici Esposito e Tomei aggiungono altri ingredienti a sorpresa che si ritrovano spesso in molte ricette tipiche di quella regione; nella seconda, invece, sarà l’avversario a proporre, con le stesse modalità, un ingrediente simbolo della propria regione di appartenenza.

In cinque accedono al terzo turno, mentre il sesto sfidante viene individuato grazie al ripescaggio. Tre puntate nelle quali i cuochi in sfida – nelle due manche di ogni puntata – si contendono la vittoria affrontandosi sui rispettivi migliori ingredienti regionali a loro scelta.Solo in4 accedono alla semifinale, dovesi sfidano in due duelli diretti: ognuno cucina un piatto della propria regione scelto da Esposito e Tomei.

Alla fine, solo in 2 accederanno alla finale. Per aggiudicarsiil titolo di primo “Miglior Cuoco Regionale d’Italia” i due finalisti dovranno presentare alla giuria un menu regionale di due portate, che sappia valorizzare al meglio la tradizione e le materie prime del proprio territorio.

Cuochi d’Italia | I concorrenti

I concorrenti delle prime sei puntate, quindi a coprire le prime 12 regioni in gara, sono

  • CIRO DEL PEZZO (LAZIO, Roma), chef del Ristorante Maledetti Toscani VS LUCIA ANTONELLI (EMILIA ROMAGNA, Bologna), chef del Ristorante Taverna del Cacciatore;
  • MATTEO ZANUS (VENETO, Bassano del Grappa), chef del Ristorante Teochef VS VALENTINA SANTANICCHIO (UMBRIA, Orvieto), chef del Ristorante Capitano del Popolo;
  • MIRELLA PARIS (TRENTINO ALTO ADIGE, Trento), chef dell’Agritur Mirella VS LORENZO ZAPPI (MARCHE, Ancona), chef del Ristorante Hotel Fortino;
  • PAOLO VIDOZ (FRIULI VENEZIA GIULIA, Gorizia), chef dell’Agriturismo alla Madonna VS SILVIA CARDELLI (LIGURIA, La Spezia), chef dell’Osteria della Corte;
  • WALTER BRAMBILLA (LOMBARDIA, Bergamo), chef della Trattoria come una volta VS GIUSEPPE BONSIGNORE (SICILIA, Licata), chef dell’Osteria L’oste e il Sacrestano;

 

  • EMILIANO ROSSI (TOSCANA, Cortona), chef dell’Osteria del Teatro VS GENA IODICE (CAMPANIA, Napoli), chef del Ristorante La Marchesella.

Cuochi d’Italia | Come seguirlo in tv e in live streaming

Il programma, prodotto da DRY MEDIA per TV8 in 20 puntate da 60′, va in onda da lunedì al venerdì alle 18.30 su Tv8 e non è possibile seguirlo in live streaming. Cuochi d’Italia è scritto da Nicola Lorusso, Monia Palazzo, Luana Picardi e Luca Derienzo. La regia è di Gianni Monfredini, consulenza registica Lele Biscussi.

Cuochi d’Italia | Second Screen

Per seguire il programma in second screen si può andare sulla pagina Facebook di TV8. L’hashtag è #cuochiditalia.


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