La Vita in diretta, gli ingredienti, le dosi e la via del Servizio pubblico

Pareri sul nuovo corso del programma del pomeriggio di Rai1

di Hit

Si è tanto discusso e tanto si è detto rispetto a questa nuova Vita in diretta. L’anima giornalistica di chi se ne occupa si vede eccome. Con l’arrivo di Andrea Vianello alla vice direzione di Rai1 con delega appunto a Vita in diretta (e prossimamente a Domenica in) il programma principe del pomeriggio di Rai1 sta provando a cambiare il passo. Fra le tante opinioni ne arriva una interessante di Antonio Dipollina, dalle colonne del quotidiano la Repubblica.

Dipollina promuove la nuova Vita in diretta dicendo che il programma ha i connotati giusti per la televisione pubblica e per corroborare la sua tesi arriva il paragone con il programma della concorrenza, quel Pomeriggio 5 in onda in contemporanea sull’ammiraglia Mediaset. Da una parte si parla di Giulio Regeni, mentre dall’altra di chirurgia plastica. Le due anime sono ben distinte e senza possibilità di essere confuse, anche senza il logo della rete in sovrimpressione.

Poco importa, sempre secondo Dipollina, se strada facendo Vita in diretta arriva a perdere qualche punto di share per strada (anche se una leggera crescita rispetto ad un anno fa c’è) ma la via scelta dalla Rai per il nuovo corso del contenitore del pomeriggio di Rai1 pare essere quella giusta. Certo, in ogni piatto, insieme agli ingredienti sono importanti, anzi fondamentali le dosi dei medesimi, ma scegliere quelli giusti è davvero già un buon inizio, poi strada facendo non si può che migliorare, con un occhio, ovviamente, alla concorrenza.

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La vita in diretta è il rotocalco che presidia il daytime pomeridiano di RaiUno dal 2000, ma l'esperimento era iniziato su RaiDue nel 1994 con La cronaca in diretta di Alessandro Cecchi Paone, diventato nel 1995 L'Italia in diretta con Alda D'Eusanio.

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