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Anche i film della Medusa da Sky a Mediaset Premium?

L’inquietante scenario delineato per Sky da Giovanni Pons in un articolo pubblicato da Repubblica ieri non è in realtà una grande sorpresa per quanti hanno smesso da qualche anno di credere alle favole. Secondo le “indiscrezioni” raccolte da Pons in ambienti televisivi la casa di produzione cinematografica Medusa Film, alla cui presidenza siede l’ex direttore

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L’inquietante scenario delineato per Sky da Giovanni Pons in un articolo pubblicato da Repubblica ieri non è in realtà una grande sorpresa per quanti hanno smesso da qualche anno di credere alle favole. Secondo le “indiscrezioni” raccolte da Pons in ambienti televisivi la casa di produzione cinematografica Medusa Film, alla cui presidenza siede l’ex direttore di Tg5 Carlo Rossella, avrebbe deciso di firmare il prossimo contratto di esclusiva per la programmazione in pay tv delle proprie pellicole con Mediaset Premium.

Sky Italia subirebbe così una nuova dura perdita in quella strategia di aggressione messa in atto dal sempre più temibile competitor di Cologno Monzese. Quando nel gennaio 2008 Mediaset Premium lanciò la sua offerta gallery, nonostante lo spazio ristretto dei mux del digitale terrestre, annunciò in contemporanea di aver siglato un accordo pluriennale da 500 milioni di dollari con le major americane strappando esclusive importanti (sui film e sulle serie tv) a Sky che non si poté permettere tale investimento non avendo accesso, per via della sua posizione dominante sul satellite, all’etere analogico e digitale.

Così i film di Universal e Disney (Warner) presero il volo, o meglio delle orbite attorno al pianeta tornarono a terra. Sky continua a moltiplicare i canali dedicati al cinema e non solo, ma può godere su esclusive che tendono sempre più a ridursi di fronte all’intraprendenza di Mediaset che certo non avrà problemi a trovare un accordo più che conveniente con la sua controllata Medusa. Se a questa circostanza uniamo l’acquisto dei diritti tv per il calcio, Serie A e Champions League, insieme all’esclusiva dell’Europa League, ovviamente offerti a prezzi (e qualità) decisamente più bassi di Sky a tutti gli italiani, anche quelli prossimi ad essere coinvolti nello switch-off, abbiamo un quadro più chiaro della situazione. Si spiega perché Pier Silvio Berlusconi sembra sempre più ottimista sulla possibilità di “fermare” nel giro di pochi anni l’espansione di Sky, per altro già arrivata vicina ai suoi massimi fisiologici.