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Marco Carta insultato a Castrocaro (ma è l’uomo da copertina dopo Berlusconi). Venegoni ammette: i migliori nei talent show.

Insultare Marco Carta in modo latente, senza neanche avere il coraggio di nominarlo: è accaduto ieri sera alla finale del Festival di Voci Nuove Castrocaro (qui il vincitore). Posto che comunque vige il diritto di opinione in una libera democrazia, sparare a zero sul cantante sardo è diventato[…]

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Insultare Marco Carta in modo latente, senza neanche avere il coraggio di nominarlo: è accaduto ieri sera alla finale del Festival di Voci Nuove Castrocaro (qui il vincitore). Posto che comunque vige il diritto di opinione in una libera democrazia, sparare a zero sul cantante sardo è diventato (spesso a buon diritto, altre volte più gratuitamente) lo sport più amato dalla critica. Eppure stiamo parlando di un fenomeno che non si può ignorare: nella classifica delle dieci personalità apparse più volte sulle copertine di giornali e riviste nei primi sei mesi dell’anno, il cantante sardo è salito sul secondo gradino del podio maschile, seguendo il premier Silvio Berlusconi.

Come già anticipato, la serata andata in onda ieri sera è stata un pretesto per “smontare” molti degli artisti portati al successo proprio da RaiUno. In particolare, sono finiti sulla graticola i vincitori delle ultime due edizioni di Sanremo, Lola Ponce & Giò di Tonno e Marco Carta.

I critici, musicali e non, presenti in giuria, nello specifico Marinella Venegoni e Marino Bartoletti, hanno esternato il loro sconcerto contro la vittoria dell’ultimo Sanremo, giudicandola un segno di profonda discesa qualitativa della kermesse. E’ ormai evidente che un talent idol che vince la più importante manifestazione canora nostrana non vada giù a più d’uno. Eppure, programmi come Amici e X Factor stanno monopolizzando l’intero mercato di aspiranti talenti. La stessa Venegoni oggi “ribadisce” sulla Stampa che il livello dei partecipanti di Castrocaro è diventato scarso proprio perché i migliori vanno altrove, anziché bruciarsi un’occasione in un concorso datato:

“Ho fatto bene, ho fatto male. Mi hanno invitata, ci sono andata. Ma mentre ero lì, a sentire questi ragazzi, mi è venuto in mente che ugole libere in Italia non ce n’è più, son tutte in fila a fare le audizioni per X Factor o per Amici. Fra un po’, anche Sanremo non troverà più voci nuove. Tocca far fuoco con la legna che si ha. Mi è sembrato che chi era più disinvolto in scena lo fosse solo dal punto di vista fisico, e che la voce fosse l’ultima cosa cui pensare, per un gareggiante. Non so se avranno ancora un senso in futuro manifestazioni di questo genere; ma solo perché manca il materiale umano, che è tutto in coda da un’altra parte”.

Insomma, Marco Carta non merita di prevalere su Patty Pravo ma vale più di tanti vincitori di Castrocaro messi insieme? La posizione della Venegoni è un controsenso, o vuol dire che i talentuosi televisivi, per non essere massacrati, devono restare nel loro recinto e non invadere la discografia istituzionale? Maurizio Battista, di suo, fa del facile sarcasmo sulla discografia del vincitore di Sanremo:

Se fai un cd come Marco Carta non lo puoi chiamà Ci rincontreremo, me redevi ridà i soldi se ce rencontramo però”.

C’è chi ci scherza su, chi prende una posizione netta contro i cantanti miracolati dal pubblico ma non da un grande talento. Una cosa è certa: non è il divario tra la massa e l’elite che si sta allargando, ma è l’elite che, non potendo più rivendicare alcuna superiorità sulla massa, si serve delle pedine più facili per dare un senso al proprio ruolo.

Passi una “badessa” della critica musicale come Marinella Venegoni, così ribattezzata da un reality talent come Music Farm a cui pur prese parte, passino quelli che siamo più abituati a vedere in altre dignitose vesti, e forse per questo Bartoletti poteva risparmiarsi il fastidio… Ma quelli che offendono per partito preso la carne da macello televisiva dovrebbero prima vantare dalla loro una professione vera, avulsa dall’essere pagati per fare polemica. Vero, Davi e Rostagno?

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