Porta a Porta 2017-2018, la (finta?) indignazione non fa informazione

Porta a Porta, la prima puntata della 22esima edizione live su TvBlog.

Vespa non si discute: la politica è il suo specifico, ancor di più la storia politica d’Italia, tra eventi e retroscena. Del talk di cronaca nera, poi, ha fatto un genere tv a parte.
Non capisco, però, la sua progressiva tendenza a stare dalla parte dell’indignazione popolare nel caso in cui si parli di cronaca e attualità. Nella prima puntata di Porta a Porta si è parlato del caso dei Carabinieri accusati di stupro a Firenze e delle recenti alluvioni: il Direttore non ha fatto mancare il suo atteggiamento da inquirente alla ricerca della risposta definitiva vestendosi da marziano, ovvero come se non avesse mai vissuto in Italia negli ultimi 50 anni. Ho il sospetto che lo faccia per mettersi dalla parte del telespettatore. Un telespettatore che evidentemente vede come quello di certi programmi in access sulla concorrenza.

Domandare al ministro Pinotti “Cosa può aver indotto 2 Carabinieri a violare… sapendo benissimo, loro meglio di altri, che ci sono le telecamere, che una cosa di questo genere si scopre in 5 minuti…” o chiedere stupito al sindaco di Livorno perché nessuno abbia mandato una lettera agli abitanti del villino liberty sommerso dall’esondazione del Rio Maggiore (tombato negli anni ’80) per avvertirli che vivevano in una zona a rischio è degno di altri programmi. Lo trovo anche rischioso, perché dà più la sensazione di trovarsi di fronte a un inconsapevole che a un simulacro del pubblico a casa. A meno che non sia davvero questa la visione che Vespa ha del pubblico tv. Magari di quello che vorrebbe attirare.

Trovo quasi incredibile, poi, che Vespa non conosca le procedure di accesso ai fondi governativi, lui che ha una conoscenza maniacale di tutto quello di cui tratta. Il ruolo di scandalizzato, insomma, gli si confà poco: o lo sopravvaluto io o, mi spiace, non è in parte. E finisce per non rendere un buon servizio alla sua stessa narrazione.

Così facendo l’informazione, su cui Porta a Porta ha comunque sempre puntato (no?), finisce per essere cannibalizzata – stagione dopo stagione – dal commento fine a se stesso. Se è vero che il servizio sulle tre inchieste in corso sui Carabinieri è stato tra i più chiari finora sentiti è anche vero che tutto il blocco sul caso ha davvero poco senso, se non quello di scatenare l’indignazione dei telespettatori. Una moderata indignazione, sia chiaro. Una indignazione moderata che può rivolgersi verso i due Carabinieri, verso gli studenti americani senza regole, verso il Sindaco che fa poco, verso una società che ‘dove andremo a finire, signora mia…”. A scelta. In questo senso non ci sono tesi precostituite, anche grazie agli ospiti, ben scelti ed equilibrati nelle dichiarazioni. Ed è già tanto. Nel contesto generalista italiano, Porta a Porta resta il ‘corsera’.

Indignazione come simulacro, ma anche come strumento maieutico, utile a stimolare la risposta e la spiegazione da parte dell’ospite. In fondo possono essere lette come le due facce di una stessa medaglia: se mi voglio mettere dalla parte del pubblico c’è bisogno di qualcun altro che spieghi, no? Il tutto è molto rischioso, come dicevo. Ammetto che certe smorfie, certi sbuffi, certe parole hanno minato la mia ipotesi sulla conduzione ‘fictional’ di Vespa: certe volte ho davvero la sensazione che sostenga davvero quel che dice. Ma non può essere così, tout simplement. Deve esserci una volontà narrativa, ci deve essere l’intenzione di essere l’autore ideale di un pubblico ideale, altrimenti non saprei come collocare la chiosa finale, quando, dopo il blocco sulle alluvioni (e un flash sull’incidente nella Solfatara di Pozzuoli in cui sono morte tre persone) Vespa saluta il pubblico invocando la clemenza del clima, perché non siamo preparati a fronteggiarlo, e del Signore, perché “ce la mandi buona”.

Non ci sono più le mezze stagioni, signora mia…

PS. Questo è l’anno del celeste: dopo La Vita in Diretta, anche Porta a Porta sceglie di rivestire il proprio logo (ma per fortuna in questo caso non lo studio), di celeste (blu polvere? Blu carta da zucchero?). Mi sembra di cogliere una strategia di identità di rete nelle scelte cromatiche, dalle ‘Farfalle’ alle grafiche dei programmi di Rai 1. Vabbè, di certo mi sbaglierò. Ma se fosse vero l’intento sarebbe interessante, magari non sempre sviluppato al meglio.

Porta a Porta 2017-2018, diretta prima puntata

Porta a Porta 2017-2018 | Prima puntata | Anticipazioni

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Bruno Vespa si taglia lo stipendio e torna nella seconda serata di Rai 1 con la 22esima edizione di Porta a Porta, al via questa sera – martedì 12 settembre 2017 – alle 23.35. E noi seguiremo come sempre la prima puntata live su TvBlog.

Per la sua prima serata, Vespa ha pensato a una puntata tra terrorismo e turismo, almeno stando al promo che ha girato in questi ultimi giorni. Come sempre gli ingredienti della stagione spazieranno dalla politica all’economia, senza dimenticare la cronaca (nera), il costume, lo spettacolo, l’intrattenimento e la promozione Rai. “Una missione editoriale che permette di essere presente in tempo reale sui grandi eventi e sulle emergenze legate al terrorismo e alla cronaca” si legge nella nota di presentazione di questa nuova edizione.

Porta a Porta 2017-2018 | Come seguirlo in tv e in live streaming

Il programma di Bruno Vespa va in onda il martedì, il mercoledì e il venerdì nella seconda serata di Rai 1 (anche su Rai HD, al canale 501 del DTT) ed è visibile in live streaming, come tutta la programmazione della Tv di Stato, sul portale RaiPlay, dove è poi disponibile anche on demand. In questo modo evita il GF Vip.

 

Porta a Porta 2017-2018 | Second Screen

Il programma ha una propria pagina Facebook, un profilo Twitter e come hashtag #PortaaPorta. Attivo anche il profilo Twitter del conduttore, Bruno Vespa. Noi seguiremo la prima puntata live su TvBlog dalle 23.35 e fino all’1.20.


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