Catena Fiorello choc su Facebook: “L’omertà uccide il 90% degli ambienti tv. Mi chiamano e spariscono”

“Una mia ospitata bloccata, dopo che mio fratello ha difeso un conduttore tv. Per colpa di una conduttrice e di un capostruttura…”

“Capistruttura della Tv nazionale che fanno i padroni imponendo veti a una mia misera ospitata fanno più paura dell’Isis. La libertà si paga. Dovevo essere ospite di un programma tv, era tutto confermato, poi all’improvviso qualcuno ha posto un vento In certi studi televisivi – e questo non è mai accaduto in Mediaset – funziona così. La responsabile del programma fa la padrona, o il tale capo progetto in carica per oscuri motivi. Decidono per simpatie personali e usano il loro piccolo potere per vendicarsi e umiliare le persone. Auguro buona vita alla ‘povera crista’ che da anni si diverte a umiliarmi (pensa lei!) chiamandomi e poi revocando l’ospitata. Ho pagato tutti i giorni l’essere la donna della famiglia Fiorello”.

Tutto è cominciato una settimana fa, quando Catena Fiorello ha scritto un post di fuoco sulla sua pagina Facebook. Presumibilmente rivolto alla tv di stato, e a cui è seguito un video-sfogo altrettanto lungo. Così la scrittrice ed opinionista ha fatto cenno a un programma dell’estate – d’altronde solo i salotti Rai sono aperti per ferie – che l’avrebbe ‘epurata’ all’ultimo momento:

“La maggior parte di voi mi dice di fare i nomi per una curiosità morbosa… Essendo la compagna di un avvocato penalista mi è stato detto, da chi fa questo mestiere e ne capisce di come tutelarsi, che in una piazza virtuale come quella di Facebook non è necessario fare il nome di tale capostruttura. A voi non cambia nulla. I nomi si fanno a colloquio privato coi direttori di rete. Invece è importante qui far passare un preciso messaggio. Ci sono luoghi, come gli studi televisivi di varie reti, dove alcuni per avere un piccolo orticello di potere si sentono onnipotenti… I conduttori dicono agli autori televisivi: ‘Quella non la voglio, non mi piace’. E spesso gli autori si lamentano dei loro capi, dicono che hanno le mani legate, mi vorrebbero invitare e non possono”.

Poi la Fiorello ha fatto cenno a suo fratello Rosario, dopo che già in passato aveva evidenziato le difficoltà di essere una ‘sorella di’:

“Anche quando mi hanno promesso di invitarmi, in momenti particolari in cui mio fratello dice certe cose, mettendosi a favore di un conduttore Rai (sempre su Fb ha specificato si trattava di Giletti, ndr), subito dopo mi arriva un messaggio ‘Guarda che non mi fanno passare il tuo contratto’. Peraltro io vado sempre gratis perché i miei contratti dicono ‘basta che si parli un po’ dei suoi libri’.

Catena ha, quindi, aggiunto:

“Mi dicono che rosico per i miei fratelli. Nella mia famiglia non esiste invidia. Di cosa dovrei essere invidiosa? Se avessi voluto fare la showgirl… io ho sostenuto per 25 anni mio fratello Rosario nelle cose più importanti. Spesso nelle redazioni televisive ci sono ex collaboratori di mio fratello e, quando si diventa ex, ci può essere pure quella sorta di… In televisione, bene o male, ci conosciamo tutti. Guarda caso ci sono redazioni in cui i miei libri sono cestinati subito e dicono: ‘Questa no!’. Noi non lavoriamo tutti e tre insieme, può essere che Giuseppe fa dieci film e qualcuno mi ostacola per oscuri motivi, tenendo presente che la donna in certe strutture gerarchiche e maschiliste è l’anello debole… Siccome i due fratelli Fiorello hanno il potere, secondo loro, in televisione gliela famo pagare alla terza. Mi sono sentita più volte di dire ‘Mò pure questa famosa?’.

A questo punto la scrittrice ha sottolineato i suoi meriti televisivi dimostrati sul campo:

“In Rai ho lavorato benissimo a un certo punto portando dei risultati. Nati senza camicia andava su Rai3 dalle 11 a mezzanotte e faceva uno share veramente alto per un programma notturno. Ho fatto quel programma perché un programmista della Rai aveva letto il mio libro e deciso di farne un programma. Ci diedero pochissimi soldi. Facemmo la prima puntata con i Pooh, andò benissimo e da quel momento mi fecero fare le altre puntate. Andando benissimo il programma mi è stato riproposto per l’anno dopo, andò ancora meglio, benissimo. Nel terzo anno sparito il programma. Non volendoci rinnovare misero un programma che chiuse alla prima puntata”.

E poi, ancora:

“Seconda esperienza televisiva: Reazione a catena. Andava in onda in tarda serata su Rai2. Mi hanno visto a Unomattina in cui presentavo il mio libro. Sono stata chiamata dal mio ufficio stampa. La Ministra, allora Giovanna Melandri, mi disse che non perdeva una puntata. Chiunque venne in quel programma ci fece i complimenti per quanto era bello. Eppure, proprio per non avere appoggi, c’era un capostruttura che veniva negli studi e mi faceva quelle piccole cattiverie”.

E ancora:

“Ho fatto un altro programma su Alice Tv, trovato grazie a un ragazzo che all’epoca faceva l’autore. L’Isola sul gusto è andato pure talmente bene da essere uno dei più visti in assoluto di Alice Tv, tanto che quelli di Alice lo hanno mandato in onda per i cinque-sei anni dopo perché anche le repliche andavano benissimo”.

E di nuovo:

“Idem per quando sono andata ospite a La vita in diretta o dallo stesso Giletti, che mi ha ospitato perché mi stima molto, anche se mi disse all’epoca che aveva avuto qualche problemino a farmi ospitare…”.

Alla fine la Fiorello ha ripreso a parlare della recente ospitata sfumata:

“Fino ad oggi mi hanno sempre chiamato, non è che io volevo andare a tutti i costi a fare l’ospitata. Mi avevano chiamata, gli autori mi hanno detto che erano contenti di avermi e misteriosamente sono scomparsa, come sono scomparsa da un canale in cui avevo proposto di fare un programma. Mi hanno chiamata e dopo 15 giorni, misteriosamente, sono spariti. La cosa strana è che il 95% degli autori che conosco mi dicono ‘Catena, ma tu sei troppo brava. Dovresti fare un programma televisivo'”.

Dure le parole della Fiorello contro l’intero sistema:

“L’omertà uccide il 90% degli ambienti televisivi. Loschi giri, tutti sappiamo e tutti le diciamo queste cose. Ma nessuno ha il coraggio di parlare perché ognuno ha qualcosa da nascondere. A me una volta una signora mi disse in Rai che per fare un programma ci vuole un certo background… io dal quel momento mi sono messa a vedere queste persone che arrivano a presentare anche programmi importanti. Queste ragazze che arrivano da radio e che subito diventano presentatrici…”.

Parole condivise effettivamente da molti nell’ambiente televisivo, seppur tacitamente:

“Un giorno un capostruttura mi disse che per fare un programma dovevo far chiamare qualcuno. Nella mia famiglia nessuno ha usato le telefonate. Io dico, perché non posso fare tv se l’ho fatta bene? Non posso avere anch’io un’ambizione? E’ scritto che ci sono delle difficoltà sulla mia persona, ma c’è un momento in cui questo schifo deve venir fuori. Se l’Italia continua a essere il Paese delle cose occulte, in cui i palinsesti si definiscono tra di noi, non va bene. Si sceglie nei salotti chi farà questo o quel programma. Io mi chiamo Fiorello e sono penalizzata in partenza. La storia di Beppe è la storia di Beppe, la storia di Rosario è di Rosario. Non si fanno un tanto al chilo. Se c’è la fetta degli amici degli amici, che si dia una fetta a chi ha il merito”.