La Gabbia chiude, Paolo Barnard: “Paragone non è un giornalista, è l’uomo del 3% di share”

L’economista esulta per la chiusura della trasmissione di La7

La notizia della chiusura di La Gabbia ha suscitato qualche flebile protesta o lamentela di censura, rientrata nei ranghi ben presto non appena i vertici di La7 hanno fatto intendere che per Gianluigi Paragone sono previsti nuovi impegni all’interno dell’azienda.

Interessante è leggere il punto di vista di Paolo Barnard, l’economista protagonista di un lungo tira e molla con il giornalista concretizzatosi in polemiche rotture tra i due e clamorosi ritorni in studio. Sul suo sito, Barnard ricorda che “le mie ultime parole a Gianluigi Paragone quando quasi un anno fa mi cacciò per la terza volta da La Gabbia di La 7 furono: ‘Tu sei l’uomo del 3% e lì morirai’“:

La Gabbia è stata chiusa perché da 4 anni a ogni fine puntata Paragone e l’autore Montanari ci dicevano: “Dai, che fra un mesetto cresciamo!”. Non sono mai cresciuti. E io glielo dicevo tutte le volte. E li hanno chiusi, punto. Erano il 3% eterno.

Dopo una velenosa frecciatina a Diego Fusaro, il filosofo lanciato in tv proprio da La Gabbia, Barnard prosegue così:

Tu prendi un imprenditore come Urbano Cairo che gestisce una Tv esattamente come Berlusconi gestiva il Milan, cioè si comprano tutti i grandi nomi al chilo, e infatti La 7 è diventata il ricettacolo del 98% delle cariatidi dell’italico giornalismo. Roba che avevi 3 minuti al giorno di qualsiasi cosa, e il resto info. Quando io dissi questo a La Zanzara di Cruciani, Cairo s’incazzò come una pantera.

Poi prendi un esempio sovietico di apparatchik politico, Paragone, e pensi che uno che è cresciuto a svicolare per i corridoi dei giornalucoli di partito sia un giornalista. No, non lo è, è più giornalista un dromedario, fidatevi. Ma Cairo gli mette in mano uno show.

Quindi il racconto della genesi della collaborazione professionale con Paragonale, iniziata ai tempi di L’Ultima parola, in onda su Rai2:

Quando io arrivai per la prima volta da Paragone, eravamo ancora all’Ultima Parola di RAI2. Mi trovai in una specie di mini stadio con curve ultras, il populismo più ritrito ancora in esistenza, roba che già si era vista 25 anni prima, nessun filo conduttore della trasmissione, servizi (spesso fatti da ottimi giovani) buttati alla cazzo. Poi c’era una roba da american trash Tv che era sto Nessuno che 9 su 10 sparava cazzate di economia equivalenti a dire che 5+7 fa 32, ma il peggio del peggio era la tipa che replicava anche qui la Tv ritrita da 25 anni con la telecamera che insegue il politico nelle piazze di Roma. Ribadisco: il tutto in un frullato senza la minima linea editoriale.

Poi l’avventura su La7:

Ricordate? Gian che nei promo diceva “Rompiamo la gabbia di questa Europa”. Io, Barnard, divento centrale alla trasmissione come rostro da sfondamento dell’Eurozona. Pronti? Ai posti? Via…

Ecco cos’era la Gabbia: lo stesso paciugo dell’Ultima Parola, dove si passava da Equitalia, ai furbetti del cartellino, a Stefania Craxi, a Mughini (mai capito di cosa parli Mughini), poi eccoti per 5 minuti contati l’Eurozona con Barnard editorialista (e questa era La Gabbia della EU da spezzare… 5 minuti di tempo), seguiva il resto della trasmissione che al 99,9% non riprendeva MAI neppure una sillaba sull’euro, e tutto riprecipitava fra operai licenziati con gli striscioni, poi si passava da Equitalia, ai furbetti del cartellino, a Stefania Craxi, a Mughini, a Gomez contro Letta, ragliate dei Piddini, un 5S che sbucava sui faldoni nascosti a Roma…

(…)Ricordo l’ultima puntata di una serie dove ‘qualcuno’ dei capetti urlò fuori onda “ma cazzo siamo nello Tsunami dell’euro e qui si parla anche del cornetto Algida ma non di euro, per forza non ci guarda nessuno!”. Paragone indisturbato.

Quindi la rivelazione che non t’aspetti. Silvio Berlusconi deus ex machina degli interventi di Barnard da Paragone:

C’era una regia sotto e la scoprii quando fui convocato a Roma da Marcello Fiori, il rampante leader dei Club di Forza Italia, perché il Presidente voleva sapere di questo golpe che io andavo denunciando da 3 anni e che lo aveva defenestrato (nov. 2011 poi arriva Monti). Per farla breve, compresi che la mia presenza a La Gabbia con le mie precedenti due cacciate su motivi falsi – Paragone dalla Bignardi a mentire come un sorcio sul fatto che io avevo offeso le donne sul mio sito, zero chance di replica per me, & poi la storia di una tal Cazzaniga della redazione che avrei molestato, cosa che la stessa mesi dopo negò fosse mai accaduta – insomma compresi che la mia presenza a La Gabbia, e TUTTA LA BATTAGLIA ANTI EUROZONA dipendevano dai capricci della mente fuori controllo di Silvio Berlusconi, che trasmetteva segnali a La7, che poi li trasmetteva a Paragone. Una fonte interna a Palazzo Grazioli che mai rivelerò, mi disse “Silvio ormai è diventato ingestibile, si sveglia la mattina con un’idea e dopo 4 ore non se la ricorda più e ne ha un’altra”.

Il post sul sito si chiude così:

Che Gianluigi Paragone, mai stato giornalista, non avesse la più pallida nozione di cosa sia una linea editoriale era ormai divenuto tanto chiaro quanto il caos del programma. E qui si ritorna, perché il tempo passa e passa, al famoso “Dai, che fra un mesetto cresciamo!”, proclama di fiducia insensato per bocca di un dittatorello che faceva di testa sua e… 3%, 3%, 3%, 3%, 3%…

L’unica volta che vidi il volto di Gianluigi deformarsi in un latrato contro di me, fu quando io con la mia proverbiale mancanza di diplomazia gli dissi “Scusa, ma se quel Minus Habnes di Parenzo in onda pochi minuti prima di te e fa il 7-8% e una volta anche l’11%, c’è qualcosa che non va Gian…” Lui gridò MA SE VA LUNGO, CALA ANCHE LUIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!, Ok Para, un’autocritica no vero?

Paragone non è capace di fare quel mestiere. Gli portai il dossier riservato delle Assicurazioni Generali dove esse stesse ammettevano che la previdenza integrativa era una bufala che sarebbe finita con solito bail-out di Stato per miliardi su miliardi. Voi pensate che in decine di trasmissioni sui pensionati Gianluigi abbia mai sbattuto in faccia a qualcuno quel dossier? Mai. Gli proposi una bomba in pieno periodo ISIS-terrorismo, e cioè un altro dossier interno al Qatar dove vi erano le prove che una quota del petrolio rubato dall’ISIS passava dalla Turchia, poi per Israele e poi arrivava a un bel paio di petrolieri italiani… Gian replica “Roba che non frega un cazzo a nessuno, non farai ascolti”. Ah! Ok. Gli dissi poi diecimila volte che il Barnard rostro di sfondamento anti Eurozona calato dal soffitto della trasmissione per 5 minuti come un marzianino, e poi fine argomento euro per altri 50 minuti, era una roba penosa che non insegnava nulla a nessuno. Anche qui considerato 0.

Poi anche i servizi esterni erano crollati in qualità, con le neoassunte ‘Santorine’ che facevano la scenetta vista dai tempi di Bernabei con la solita gggènte in strada a stirarsi il collo per essere 34 secondi in Tv, gli striscioni, e le ‘Santorine’ microfono in mano. Poi Gomez, poi Mughini, poi Colaninno, poi Equitalia, poi la Boschi, poi i Piddini… insomma tutto quello che facevano tutti gli altri show 7 su 7 da 25 anni.

3%.

Tutto fra me a il Gian finì quasi un anno fa, con un suo urletto al telefono “Mi hai scocciato!”, e io “Tu sei l’uomo del 3% e lì morirai”.

Ora abbiate la decenza di, prima cosa non descrivere La Gabbia come 60 Minutes della CBS e Paragone come l’omologo italiano di Jeremy Scahill, e poi di non di blaterare che La Gabbia viene chiusa perché non piace al nuovo boss o perché dice cose scomode. Ma daiii… è il 3% fossilizzato per 4 anni, e quello è il risultato di un apparatchik a cui un Patron di una squadra di Serie A ha affidato una trasmissione

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