Sarabanda, Papi offende la scuola, il Miur e la poesia di Giorgio Caproni (VIDEO)

Un Finale ignorante, degno epilogo di una conduzione giovanilista forzata

Sarabanda ha chiuso un'edizione dimenticabilissima con la peggiore delle colpe: l'ignoranza compiaciuta.

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E' stata un'edizione "ignorante", quella del reboot. Ignorante come certo pubblico dei rapper, a cui qualcuno ha voluto ammiccare senza essere rapper di formazione.

Ignorante come un conduttore che ostenta la sua ignoranza di Giorgio Caproni e ne recita i Versicoli quasi ecologici smontandone gratuitamente il valore poetico.

Così Enrico Papi ha aperto la Finale di Sarabanda 2017, improvvisando un monologo satirico sul Miur e sulla traccia letteraria degli Esami di Stato.

Il conduttore ha cavalcato la retorica qualunquista del "Caproni questo sconosciuto"… atteggiandosi pure a esperto di didattica. Si è spinto, infatti, a tirare le orecchie ai prof che per tutto l'anno spiegano Carducci e Leopardi, quando poi esce Caproni.

Ora, a che titolo parla un esperto di Uomo Gatto, Pupi e Secchione? Evidentemente l'ebbrezza da grande ritorno televisivo, sulla scia della regressione giovanilista a tutti i costi, deve aver annebbiato il conduttore.

Perché oggi le Indicazioni Nazionali invitano i docenti a proporre in classe Caproni (e i nuovi insegnanti appena formati lo spiegano davvero). Come si può pensare che i programmi scolastici - termine pure desueto - debbano restare invariati tralasciando il secondo Novecento?

Inoltre la nuova didattica delle competenze prevede che la capacità di analisi del testo dell'alunno possa essere saggiata mediante la comprensione di un qualsiasi testo della letteratura italiana, laddove presenti snodi tematici e interpretativi affrontati nel quinquennio.

Il conduttore ha espresso parole pesanti anche sul Ministero dell'Istruzione, chiedendo polemicamente se oggi ai ragazzi serva conoscere Caproni "o qualcuno al Ministero".

Da grande estimatore di Enrico Papi ho provato un enorme delusione nel vederlo protagonista di un momento di tv così degradante, che ha offeso la letteratura e la scuola italiana lanciando un brutto messaggio ai giovanissimi sintonizzati.

L'auspicio è che arrivino presto delle scuse ufficiali da parte di Italia1.

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