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Vite Spiate 3 – L’ultima frontiera del reality?

Siamo al terzo post dedicato a Vite Spiate, mentre cerco un contatto con gli ideatori dell’antesignano CiccioCiccio per avere una loro opinione. No, non la demonizzerò, né mi metterò a moralizzare: questo prodotto è – qualunque cosa significhi veramente questa locuzine – figlio del nostro tempo. Intanto alcune precisazioni: per ora rimangono le stanze a

Siamo al terzo post dedicato a Vite Spiate, mentre cerco un contatto con gli ideatori dell’antesignano CiccioCiccio per avere una loro opinione.
No, non la demonizzerò, né mi metterò a moralizzare: questo prodotto è – qualunque cosa significhi veramente questa locuzine – figlio del nostro tempo.
Intanto alcune precisazioni: per ora rimangono le stanze a visita gratuita – anche se compare un minaccioso e allo stesso tempo intrigante avviso per minori di 18 anni. L’interazione con i ragazzi e le ragazze della casa è notevole: in ogni stanza hanno un monitor dove possono leggere la chat. Leggono e parlano con gli utenti. Ieri hanno comunicato anche con Melog (nella puntata di oggi infatti c’erano in onda stralci di questa interazione) e hanno letto queste paginette (ovviamente aperte anche ai loro commenti).
Ma c’è di più, in questo progetto che – dichiara la produzione – ha registrato impressionanti dati di ascolto (351.079 contatti sabato 7 e
644.514 domenica 8): il gusto del chiedere e dell’ottenere. Un siparietto che in altri momenti avrei definito delizioso fa impallidire il ci scappa la tetta di ieri. Vediamo.

Gli utenti, arrapati, entrano in chat e chiedono. E una delle ragazze si concede, si mostra e mostra di conoscere fin troppo bene le ragioni primarie del successo di un reality. Vediamo il perizoma, vediamo. Vediamo i tatuaggi.
La segreta speranza dell’utente medio – inutile negarlo – è che si arrivi al sodo. Accadrà? E soprattutto, è questa la frontiera del reality? L’utente che da casa decide – o meglio ha l’illusione di decidere – cosa devono fare i concorrenti?