Triangolo Daria Bignardi – Luca Sofri – Marco Travaglio: sulla censura al duo Vauro – Borromeo all’Era Glaciale volano parole grosse

Il caso del taglio dell’intervista a Beatrice Borromeo e Vauro all’Era Glaciale torna alla ribalta, ora che il programma di Daria Bignardi apparentemente in modo pacifico si è chiuso con l’ultima puntata del 12 giugno scorso. Marco Travaglio si è accorto, e non è stato l’unico, che la famosa intervista eliminata per ordine del direttore

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Il caso del taglio dell’intervista a Beatrice Borromeo e Vauro all’Era Glaciale torna alla ribalta, ora che il programma di Daria Bignardi apparentemente in modo pacifico si è chiuso con l’ultima puntata del 12 giugno scorso. Marco Travaglio si è accorto, e non è stato l’unico, che la famosa intervista eliminata per ordine del direttore Antonio Marano non è mai andata in onda, questo nonostante vi fosse stata una chiara promessa in tal senso. Si era detto, infatti, che sarebbe andata in onda dopo le Elezioni. Lo aveva detto Marano, lo aveva garantito la Bignardi, ma ciò non è avvenuto.

In realtà, questo l’ennesimo appiglio per evitare la messa in onda, non sarebbe mai potuto avvenire per una ragione semplicissima. Formalmente la violazione della par condicio cui RaiDue sarebbe andata incontro mostrando l’intervista avrebbe luogo fino al lunedì successivo l’ultima consultazione elettorale. Come noto mancano ancora i ballottaggi delle amministrative, previsti per domenica. Il problema sta quindi all’origine: era falso affermare che l’intervista a Beatrice Borromeo e a Vauro sarebbe stata recuperata “dopo le elezioni” se l’ultima puntata dell’Era Glaciale era prevista per il 12 Giugno, data successiva alle Europee, ma non al secondo turno delle amministrative.

L’attacco di Marco Travaglio, giornalista e blogger, a Daria Bignardi sul tema ha scatenato la reazione di Luca Sofri, marito della suddetta nonché uno dei blogger italiani più autorevoli che ha dedicato a Travaglio un post al fulmicotone sul suo Wittgenstein dal titolo: “Aggiungerei: pirla“.

Ecco alcuni passaggi dedicati da Sofri a Travaglio:

Ci sono tre tratti che contraddistinguono il lavoro dello pseudogiornalista Travaglio da sempre: incompetenza, malafede e vigliaccheria. […] Bugiardo e falso, Travaglio attribuisce a Daria Bignardi il taglio dell’intervista, che sa essere stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare. Bugiardo falso e stupido, Travaglio ritiene che Daria Bignardi abbia trovato una “scusa” per tagliare un’intervista che aveva scelto di fare lei stessa. Bugiardo e falso e vile, Travaglio si inventa che Daria Bignardi abbia “giurato” che l’intervista sarebbe stata trasmessa nell’ultima puntata: e anche in questo dirotta dove gli è più facile le accuse che ha paura di fare ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni visto che simile promessa non l’ha mai fatta nemmeno lui.

Una serie di giudizi negativi molto sopra le righe (non opinabili solo perché soggettivi), affiancati ad una ricostruzione dei fatti piuttosto fantasiosa.

Travaglio non si è lasciato intimidire ed ha risposto da par suo ribadendo alcuni elementi chiave della vicenda che non hanno tema di smentita su Voglio Scendere.

Questo pover’uomo ignora che sono stato il primo a denunciare la decisione di Marano di chiudere il programma di Massimo Fini, “Cyrano”, prima sull’Unità e poi nel primo capitolo del libro “Regime”. Ignora pure che un mese fa, quando Marano ordinò il taglio dell’intervista a Beatrice e a Vauro e la Bignardi servilmente si piegò alla censura, scrissi sull’Unità quanto segue: “Si attende da una settimana che la Commissione di Vigilanza e il Cda Rai, ma anche le ‘authority’ e i ‘comitati etici’ dicano qualcosa, una parola non di più, sulla censura subìta da Vauro e Beatrice Borromeo all’”Era glaciale” a opera del direttore Marano e nel silenzio della cosiddetta conduttrice Daria Bignardi. Che poi è la versione giornalistica di Lorena Bianchetti. In Spagna avrebbe qualche problemino, ma in Italia Daria Sbianchetti farà un carrierone”.

E’ la Bignardi, non certo io, a temere di contraddire Marano. E’ lei, non io, a temere per la sua comoda poltroncina. Io non vado in onda perché Marano mi abbia ingaggiato, strappandomi a suon di centinaia di migliaia di euro a La7: io vado in onda perché mi ha chiamato Santoro, che a sua volta va in onda grazie alle sentenze dei giudici di Roma, a dispetto dei vertici Rai che si sono opposti in ogni modo giudiziariamente al reintegro di Michele epurato dall’editto bulgaro. Marano non s’è mai permesso, in tre edizioni di Annozero, di censurare alcunchè: forse perché aveva di fronte un Santoro, non una Bignardi.

Non era certamente immaginabile un tale incredibile polverone attorno ad una semplice intervista. Chissà poi cosa avranno detto di tanto grave, aldilà della parte che ha fatto imbufalire Antonio Marano, quei due. Probabilmente non lo sapremo mai.

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