Gianni Sperti a Blogo: “Uomini e Donne non è trash, rispecchia la società”

Gli esordi, Buona Domenica, l’arrivo a Uomini e Donne, i reality e la tv di oggi – (comple)Intervista a Gianni Sperti.

E’ iniziata più di venti anni fa la carriera televisiva di Gianni Sperti. Prima si è fatto conoscere come ballerino (il debutto a La sai l’ultima Vip), poi si è affermato come opinionista e volto parlante. Uomini e Donne è la sua casa da quasi quindici anni ed è diventato un punto di riferimento per i telespettatori, tanto che quando è assente dalle puntate – come successo in questi giorni, perché impegnato a Los Angeles per un incontro con un produttore importante – tutti si preoccupano. Oggi, 12 aprile, è il suo complanno e allora tocca a lui la (comple)Intervista.

Gianni, come sono stati i tuoi esordi?

“Ho cominciato con la danza, non pensando di riuscire ad approdare alla tivù nazionale. All’epoca c’erano tanti programmi con il balletto, cosa quasi inimmaginabile oggi, e li guardavo con ammirazione. Studiavo e non mi perdevo neanche una coreografia con Lorella Cuccarini o Heather Parisi. Poi, spinto dai miei amici (perché io altrimenti non l’avrei mai fatto), sono andato ad un provino ed è iniziata la mia carriera da professionista”.

E’ stato Garrison a portarti in tv?

“E’ stato Garrison. Io studiavo e prendevo lezioni tramite degli stage (quelli che oggi faccio io, come si capovolge la vita). Durante uno di questi Garrison mi notò a tal punto da fermare la classe, mettermi da solo al centro e chiedermi di rifare da solo il balletto. Io mi stavo vergognando da morire, ma alla fine dell’esecuzione disse a tutta la classe: ‘E’ così che lo voglio’. Da lì a poco mi chiamò per un provino. E’ stato il mio talent scout”.

Quindi sei arrivato all’ambita televisione.

La sai l’ultima Vip è stato il mio debutto. Ero estraniato. Mi sono anche chiesto ‘Ma come funziona? Come fa il pubblico a vederci da casa?’. Venivo da un paesello, lo dico senza vergogna, ed ero molto ignorante in materia. Non riuscivo a capire tante cose, neanche come funzionassero le telecamere”.

Nel 1996 sei approdato a Buona Domenica con Maurizio Costanzo. Venivate trattati come personaggi parlanti e non solo come ballerini.

“E’ vero. Ho avuto gli insegnanti più bravi della storia della televisione. La scuola di Maurizio è stata la più grande. E subito dopo, non da meno, Maria de Filippi. Non lo dico io per fare le sviolinate, ma lo dicono gli ascolti e la critica”.

E’ vero, poi, che ti sei preso due anni di pausa perché non volevi più apparire in televisione?

“Ogni tanto ho queste botte di testa. Sono una persona che non vive il mondo dello spettacolo. Non esco alle feste vip e non esco con i personaggi noti. Piuttosto, mi piace stare con la gente che lavora dietro le quinte. Son sempre rimasto attaccato alla mia di vita e non mi sono mai adeguato a quello che questo motore vorrebbe farci vivere. Dopo un po’, però, non ce la faccio più e decido di vivere un po’ di tranquillità. E’ successo quell’anno lì. Non volevo più stare davanti alle telecamere ma dietro. Non volevo più apparire. C’era anche un conflitto interno, avevo due ruoli non ben definiti: uno era quello di ballerino ed un altro ruolo che non si riusciva a capire”.

La popolarità ti crea un disagio?

“C’era un disagio in quel periodo, sì. Ed era legato ad una corrispondenza tra vita privata e vita pubblica”.

E poi?

“Ho ricominciato sempre con Maurizio Costanzo, ma non più da ballerino. Sono stato ospite de L’Uomo Invisibile. Da lì a poco son andato anche a C’è posta per te da Maria. Ero abituato a ballare davanti alle telecamere, non a parlare. Anzi, me ne vergognavo molto”.

So che sei molto timido.

“Tante volte mi chiedo se è questo il mio mondo o se mi ci sono ritrovato per caso. Forse non sono neanche un personaggio adatto: non produco gossip, sono riservato, non voglio stare in prima linea. Mi piace arrivare alle cose per merito e non per spinte”.

Dicevamo, quindi è arrivato Uomini e Donne nella tua vita.

“Non parlavo molto all’inizio. Lo facevo solo quando Maria mi chiedeva la parola. Era un periodo buio per me, non avevo molta autostima ed il fatto che lei chiedesse la mia opinione mi lusingava molto. Mi dava coraggio e forza. E poi il pubblico cominciava ad apprezzare e applaudire i miei interventi. Forse perché dico sempre le cose così come le vivo, senza filtri”.

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Al tuo fianco continua ad esserci Tina Cipollari, da più di un decennio. C’è un rapporto particolare tra voi?

“Ci facciamo da spalla. C’è da sottolineare un precedente. Io e Tina ci siamo conosciuti a Buona Domenica, anche lei faceva parte del cast. Già lì eravamo amici ed uscivamo insieme, forse è l’unica donna proveniente dal mondo dello spettacolo con cui ho un rapporto. C’è stato feeling sin da subito che si è poi consolidato a Uomini e Donne. Senza di lei mi sentirei perso, è ormai un’abitudine. E’ un vulcano, sempre pronto ad eruttare. Non ce ne sono altre come lei”.

Come rispondi a chi dice che Uomini e Donne è trash?

“E’ un programma di intrattenimento che rispecchia uno spaccato della società, significa che forse è la società ad essere trash. Il programma è fatto dai concorrenti. Secondo me, però, non è per niente trash. Anzi, rispecchia molto la società. Se chi critica andasse una sera in discoteca, si renderebbe conto che quei ragazzi non sono così diversi da quelli che vengono da noi. E poi trovo molto più trash quei programmi che partono come dei programmi culturali, o di politica, e diventano molto altro”.

Durante i quindici anni a Uomini e Donne hai avuto anche un paio di parentesi. Come ricordi il periodo da professionista ad Amici?

Amici era bello all’epoca, così come è bello oggi. Oggi forse il livello è più alto, allora c’erano meno professionisti e una tecnica più bassa. Peparini poi l’ha reso uno spettacolo a livello internazionale, non ha nulla da invidiare a programmi americani di danza. Magari ci sono dei momenti in cui mi piace di più e dei momenti in cui mi piace meno, ma credo sia umano”.

Ti dà fastidio che venga ricordata sempre la tua caduta?

“Ho fatto anni e anni di studi per fare coreografie meravigliose, ma tutti si ricordano la caduta (ride,ndr). E’ meglio una caduta che mille balletti”.

Hai chiuso con il ballo in televisione? Non ti vediamo da molto…

“Quando sei giovane, sei anche predisposto ad eseguire le coreografie degli altri. Poi arriva un momento in cui il corpo si rifiuta perché assume una sua forma ed un suo stile. E’ arrivato un momento, quindi, in cui ho capito che il mio corpo preferiva fare altro. Mi sono accorto che non ero più predisposto a ballare le coreografie degli altri, ma le mie. Da lì è cambiato Amici, è cambiata la televisione, e ho sentito di dover chiudere con il balletto televisivo. Però mai dire mai”.

Tra le parentesi televisive, poi, c’è stata anche quella de La Talpa. E’ stata positiva?

La Talpa la rifarei anche domani mattina per quanto mi è piaciuta. L’ho pure vinta, non potrei dire il contrario. Mi è piaciuto tanto vivere in Kenya, senza telefonino, senza televisione e senza comunicazioni con il mondo esterno. Ho sofferto molto non poter sentire i miei affetti e non poter sentire mia mamma per sapere come stessi andando, perché lei è la mia prima critica. Però è stato utile per capire quante cose superflue abbiamo nella nostra vita. Quando sono tornato c’ho messo qualche mese a tornare alla vita di prima. Già il semaforo era una luce strana per me (ride, ndr)”.

Hai chiuso con i reality?

“Non mi piace fare sempre reality e non mi piace vedere reality sempre con le solite persone. Alcuni cast, poi, sono pieni di personaggi che non lavorano più e spesso è triste. E’ come se fosse una seconda opportunità e non vorrei mai arrivare a questo pensiero. Non farei mai un reality per cercare di riemergere alla fine della carriera”.

Non hai mai condotto un programma, ti piacerebbe farlo?

“A chi non piacerebbe? Certo, sarebbe una cosa nuova e ammetto di averci pure pensato qualche volta. Mi piacerebbe un programma sui giovani: quello che vivono e quello che non vivono oggi. Mi piacerebbe poter approfondire con loro il senso della vita al giorno d’oggi”.

Cosa ne pensi della televisione di oggi?

“Dipende. Dipende da chi la fa. Senza fare sviolionate, ma se la fa una persona come Maria de Filippi – che è molto attenta al pubblico e all’evoluzione della società – mi piace perché è una televisione reale e positiva. La televisione patinata, il finto varietà e la televisione vecchia – che spesso propone la Rai – non riesco a guardarla. La battuta finta scritta non la tollero. Così come mi dà fastidio quando la polemica è accesa, a tavolino, per creare qualcosa”.

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