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Outcast su Fox la seconda stagione: riuscirà la serie tv di Kirkman a spiccare il volo?

Outcast su Fox (canale 112 di Sky) la seconda stagione dal 10 aprile, il commento ai primi due episodi in anteprima

Pronti per tornare a Rome e ritrovare Kyle Barnes?

Lunedì 10 aprile su Fox parte la seconda stagione di Outcast, la serie tv tratta dal fumetto di Robert Kirkman (lo stesso di The Walking Dead) in prima tv assoluta e in anteprima rispetto agli USA (dove la serie va in onda su Cinemax ma senza troppo entusiasmo), ma dopo il debutto su Fox UK dove è partita lo scorso 3 aprile. Patrick Fugit rimette i panni tormentati di Kyle Barnes per una seconda stagione da 10 episodi di cui abbiamo visto in anteprima i primi due episodi.

Dopo la presentazione della prima stagione di un anno fa con tanto di anteprima europea a Roma con tutto il cast presente, ci domandavamo se Outcast avesse le carte in regola per trasformarsi in cult come l’altro “figlio” di Kirkman The Walking Dead. Ad un anno di distanza e con un’accoglienza USA a dir poco tiepida su Cinemax (che nel frattempo sta attuando un percorso di ritorno al passato e al mondo action), Outcast è ben lontano dall’essere il cult che sarebbe voluto diventare e a salvarlo è l’ottima produzione di Fox International che tra lancio internazionale e cura del dettaglio non delude le aspettative.

Outcast recensione in anteprima

Le prime due puntate di Outcast riprendono il filo del racconto della prima stagione, esattamente dove l’avevamo lasciato: Kyle (Fugit) torna a Rome insieme alla figlia Amber (Madeline McGraw) dotata degli stessi poteri del padre, il reverendo John Anderson (Philip Glenister) deve affrontare una crisi interiore di fronte all’impotenza della sua fede verso gli eventi che colpiscono la città mentre Megan (Wrenn Schmidt), la sorellastra di Kyle, deve affrontare la morte del marito. Tutto prosegue e tutto resta uguale. E questo è il limite che ha accompagnato la prima stagione di Outcast e che non sembra esser migliorato in vista della seconda. Inutile girarci intorno. Outcast ha bisogno di una scossa, di una svolta significativa, di un momento topico da far entrare nell’immaginario del pubblico. Il racconto delle possessioni demoniache che ruotano intorno a Kyle e al suo ruolo, va ormai avanti da troppo tempo senza una vera e propria svolta.

L’oscuro fascino del male, il sangue, le scene al buio e ad effetto non possono più bastare dopo 12 episodi all’attivo, Outcast ha l’impellente necessità di un’accelerata narrativa per evitare di arrivare alla chiusura della seconda stagione, magari senza avere un rinnovo ma senza nemmeno aver raccontato nulla agli spettatori. Nel frattempo, infatti, negli USA e nel resto del mondo, FOX ha portato agli spettatori anche The Exorcist che, nonostante fosse pensato per il pubblico generalista, ha alzato l’asticella da un punto di vista sia visivo che narrativo. Al contrario Outcast sembra crogiolarsi nella sua oscurità, risultando un prodotto freddo, senza una vera e propria anima. Un vero peccato considerando che ha un buon cast che rifugge i “belli da copertina” preferendo anime e corpi tormentati e ha una cura del dettaglio, delle scene di possessione che meriterebbero maggiore attenzione e partecipazione del pubblico.

Outcast ha tutte le potenzialità per spiccare il volo in questa seconda stagione (dal 10 aprile su Fox), la misteriosa figura di Sidney (Brent Spiner) che sembra essere una sorta di leader di queste presenze ultraterrene che tormentano Kyle, può rappresentare la chiave per dare una scossa a tutta la serie e in particolare a Kyle, al reverendo John e al poliziotto Byron (Reg E. Cathey), l’improbabile squadra chiamata a proteggere Rome e i suoi abitanti dai demoni.

L’appuntamento per vedere tutti gli sviluppi di questa seconda stagione di Outcast è ogni lunedì in prima serata su Fox (canale 112 di Sky).

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