La corrispondenza: Complimenti a Rai1 che si mette in contatto con la sua storica mission

La diffusione del film di Giuseppe Tornatore venerdì sera dalla rete di Andrea Fabiano

di Hit

Ci sono momenti e/o situazioni che ti fanno tornare a dire: questa è la Rai. Venerdì sera la prima rete del servizio pubblico radiotelevisivo ha diffuso in prima visione tv assoluta, anche rispetto alla pay tv (e lo farà anche nelle prossime settimane) un film di grande spessore. Ci riferiamo alla pellicola di Giuseppe Tornatore “La corrispondenza” con Jeremy Irons e Olga Kurylenko. Lui è un professore universitario, lei è una studentessa di astrofisica.

Fra loro nasce una relazione, fatta per lo più di messaggi telefonici e lunghe chiacchierate su Skype. Il fatto singolare che anche quando lui muore, lei continua a ricevere messaggi da lui, grazie ad una rete di complici messa in piedi dallo stesso prof prima della sua scomparsa. Un film “pensante” la cui collocazione in prime time su Rai1 risulta essere una delle scelte più riuscite da parte della televisione pubblica.

Questa scelta mi ricorda moltissimo la Rete 1 diretta da uno dei più grandi direttori del primo canale del servizio pubblico radiotelevisivo, Emmanuele Milano. L’uomo che portò in Rai il Quark di Piero Angela, ma anche il Fantastico in diretta il sabato sera con Pippo Baudo ed ancora il Film Dossier di Enzo Biagi e il Loretta Goggi in Quiz il venerdì con la grande showgirl romana. Poi la Piovra di Damiano Damiani ed il Marco Polo di Giuliano Montaldo, tanto per citare solo alcuni titoli di quel periodo.

Un mix perfetto fra i grandi giornalisti ed i loro programmi di grande contenuto informativo, sempre però in chiave popolare, le grandi fiction dirette dai più bravi registi di quel periodo e gli spettacoli di varietà in chiave moderna ed estremamente popolare con i più bravi professionisti in circolazione. Rai1 deve essere “alto e basso” ma sempre con una costante: professionalità e popolarità e con un occhio alla qualità.

Ecco, la scelta di Rai1 di venerdì sera andava proprio verso questa linea. Visto che da queste colonne spesso e volentieri non risparmiamo critiche quando riteniamo siano doverose, è giusto anche fare i complimenti quando vediamo scelte di questo tipo: bravo dunque ad Andrea Fabiano!

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