Fratelli detective: Brignano fa lo show mentre il piccolo Todisco indaga, in un mix surreale ma divertente

Vi ricordate il cartone animato “Detective Conan”, quello in cui un investigatore torna bambino e deve risolvere i vari casi ostacolato dalla sua giovane età? Ecco, lo spunto di “Fratelli Detective” (Canale 5) è proprio quello di mostrare un bimbo risolvere i casi più complicati, “aiutato” dal fratello maggiore, un vero ispettore.Avevamo già parlato del

Fratelli DetectiveVi ricordate il cartone animato “Detective Conan”, quello in cui un investigatore torna bambino e deve risolvere i vari casi ostacolato dalla sua giovane età? Ecco, lo spunto di “Fratelli Detective” (Canale 5) è proprio quello di mostrare un bimbo risolvere i casi più complicati, “aiutato” dal fratello maggiore, un vero ispettore.

Avevamo già parlato del successo del format in Argentina e Spagna, successo probabile anche da noi, per il mix di comedy e crime che l’autore Dido Castelli ha saputo fondere in questa puntata pilota in odor di lunga serialità. Questo perchè una trama semplice, con dei casi di puntata che lasciano spazio di tanto in tanto alla vita privata dei protagonisti, ma neanche troppo banale, potrebbe essere facilmente trasposta per più di una serata. Molto dell’originalità di “Fratelli Detective” si deve ai due protagonisti: Enrico Brignano, decisamente cresciuto rispetto ai tempo di “Un medico in famiglia”, si trova a dover fare sì il serio poliziotto, cosa che però non gli impedisce di esprimere la sua vena comica, che torna in numerose scene e che danno ritmo all’intero prodotto.

Ma, manco a dirlo, la vera star è il piccolo Marco Todisco, il Detective Conan de noartri (soprattutto per la sua parlata romanesca, ormai immancabile nelle fiction italiane), che nel giro di pochi minuti conquista il suo pubblico a suon di deduzioni e perle di saggezza. In altre parole: Brignano fa il Brignano un po’ più maturo, e Todisco porta avanti la vera storia, rischiando forse di diventare un po’ troppo saccente a lungo andare.

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Questa è l’unica vera novità proposta dal film. Per il resto, molto è già visto o prevedibile: l’affetto dei due fratelli -che ad inizio film non si conoscevano perchè nati da madri diverse e cresciuti in posti diversi- che si farà sempre più forte; l’avvicinamento tra il protagonista Francesco e Valentina (Tiziana Lodato), che formano sempre più una famiglia di fatto con Lorenzo e le gag all’interno del Commissariato che ci mostrano il resto del team.

Una gamma di relazioni che non ci danno nulla di nuovo nella serialità, ma che, comunque, non annoiano. Si vede lo sforzo di voler fare qualcosa di nuovo, ma anche la paura di osare troppo. Il risultato è della serie “lavori in corso”: quel che è stato fatto ha un suo perchè, ma con i dovuti aggiustamenti (ad esempio riducendo alcune macchiette e togliendo un po’ di miele) si può fare di meglio.

La risata è forse un po’ troppo più presente rispetto alla suspence, ma questo non è un male. Basta saperlo prima, e “Fratelli detective” sarà più adatto a chi ha voglia di una comedy contaminata di giallo piuttosto che di un poliziesco condito di personaggi simpatici. Che dite, rivedremo i fratelli Brignano e Todisco di nuovo insieme?


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