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Caterina Balivo e Mariano Sabatini a Festa Italiana: lei si vendica di una sua critica, lui le dà una lezione di giornalismo

Criticare Caterina Balivo, oltre che uno sport nazionale, è diventato ormai un passo obbligato nella carriera di “noi” critici. Considerato che la materia è abusata, bisogna inventarsi ogni volta qualcosa di nuovo per distinguersi nel mucchio, ma fortunatamente la presentatrice rampante non manca[…]

Criticare Caterina Balivo, oltre che uno sport nazionale, è diventato ormai un passo obbligato nella carriera di “noi” critici. Considerato che la materia è abusata, bisogna inventarsi ogni volta qualcosa di nuovo per distinguersi nel mucchio, ma fortunatamente la presentatrice rampante non manca di darci spunti diversi con le sue ininterrotte conduzioni televisive. Merita di essere segnalato un momento di tv verità che l’ha vista protagonista venerdì scorso con Mariano Sabatini.

Quest’ultimo è il critico televisivo di nuova generazione che tutti abbiamo imparato a conoscere, di cui è ben noto il passato tv dietro le quinte e un presente impegnato su più fronti giornalistici (Affari Italiani e Metro tra gli altri). Un bel giorno, però, accade qualcosa che nessuno di “noi” critici, appunto, si augurerebbe. Sabatini è “costretto” a fare promozione del suo ultimo libro Ci metto la firma!, un’interessante disamina sulla gavetta di giornalisti famosi, proprio da colei che ha pesantemente criticato nei suoi pezzi. Risale a inizio maggio, infatti, una sua pesante stroncatura della conduttrice meno amata dagli italiani e dai critici:

Nessuno più di Caterina Balivo sa che “I sogni son desideri”, per lei anche realizzati, soprattutto in campo professionale. Se non ci fosse quel sant’uomo di Fabrizio Del Noce, starebbe ancora a pettinare i materassi Eminflex o a girare i Quattro salti in padella nelle televendite. Ma come!?, direte voi: il personaggio rivelazione del 2009! Sì, ma non dimenticatelo, quel premio glielo ha dato Daniele Piombi… Il giurassico presentatore – fece lui la telecronaca di inaugurazione del Colosseo – pur di palesarsi, una volta l’anno con i suoi Oscar Tv, proclamerebbe rivelazione 2010 Nunzio Filogamo o Mario Riva.

Anche chi non avesse letto prima quest’articolo avrebbe colto l’aria di tensione tra i due, sin dall’annuncio della Balivo che sa già di vendicativo oltre che derisorio per chiunque:

“Festa Italiana è molto generosa, è grande, è una casa, gente che va, gente che viene. Lui è arrivato e andrà via con noi”.

Ora succede questo: la conduttrice sa di poter rinfacciare a Sabatini di aver bisogno del suo programma, seppur orrido, come vetrina promozionale. Perciò tira fuori una “cattiveria” inaspettata, trasformando l’ospite in capro espiatorio di tutte le sue frustrazioni contro la stampa che le è nemica.

Sabatini è, almeno all’inizio, restio nel fare nomi di personaggi che stanno svalutando il mestiere di giornalista, visto che una rubrica sulle riviste ormai non si nega a nessuno. E Caterina se ne approfitta:

“Tutti voi critici, quando venite in tv, non dite mai i nomi e i cognomi. Quando scrivete, però, o lasciate qualcosa su Internet, senza mettere la firma, siete bravi tutti. Tu sei tra pochi, perciò sei qui”.

Questa affermazione era l’ennesima allusione della Balivo a TvBlog, da lei mai citato eppure spesso evocato nel settore quando si sparla di lei. Al di là del fatto che saremmo in buona compagnia, non è aspirazione di tutti andare a Festa Italiana e, a chiunque capitasse prima o poi, non è detto che un’ospitata simile debba prevedere come “tassa” la più sincera devozione a chi lo conduce.

Tornando al nostro caso, la reazione più facile di un qualunque giornalista senza spina dorsale sarebbe stata quella di fare dietrofront, ricredendosi sul conto della padrona di casa e scusandosi imbarazzato per l’equivoco. Invece non solo l’ospite è entrato in studio a testa alta, ma ha risposto a tono a tutte le provocazioni della Balivo, trasformando il ridicolo salotto di Festa Italiana in un talk fatto per la prima volta di contenuti e riflessioni senza filtro.

Rispondendo alla domanda della Balivo sui programmi che non gradisce, ha avuto il coraggio di dire che non “gli piace la tv che usa i bambini”. Quindi anche la nostra non ti piace? Bimbi, a lui non piacete, non gli piaccio neanch’io, ribatte la conduttrice. A questo punto il buon Sabatini, che ricorda di essere padre, puntualizza che proprio per questo non ama l’uso strumentale dell’infanzia in tv, specialmente a Ti lascio una canzone. Poi parte l’arringa contro i reality dei “forsennati” e dei personaggi raccattati agli zoo. E Caterina ribatte:

“Se tu hai fatto un libro, però, e non vende è un flop, al di là che l’hai fatto o no. Io non ho mai capito perché i critici non sono quasi mai d’accordo con i programmi andati meglio come audience. Un po’ come al cinema, ammazzano un film ma è quello che magari fa più incasso”.

Sabatini tira fuori, dalla sua, la teoria del tamponamento, che comporta una fila ma non necessariamente fa sentire migliori e gratificati. La Balivo, che ha provato in tutti i modi a demolirlo, gli rinfaccia come ultima chance quella stroncatura così dura da mandare giù. Visto che lui le aveva rinfacciato il suo titolo di rivelazione dell’anno, lei gli chiede astutamente a chi darebbe questo titolo. E il critico ne esce da gran signore non facendo nomi, perché non crede in questi premi. Poi ricita come prodotto di pregio Tutti pazzi per amore e la conduttrice, allora, arriva a chiedergli se desidera una parte in quella fiction. Lui risponde, ormai basito da tanta acidità, che non è il suo mestiere e che lei potrebbe fare benissimo l’attrice. La Balivo tira fuori la manfrina del “a ciascuno il suo mestiere” e glissa.

Il significato più profondo di quest’agone, però, è racchiuso nella risposta finale di Sabatini: “Non è elegante parlar male del programma che gentilmente mi ospita”. E’ il problema dei tempi. I programmi invitano i giornalisti del momento con lo scopo di blandirti, vogliono che la stampa diventi “fabbrica del consenso” e “amica” quando c’è da metterci una parola buona. E perciò la prassi diventa quella di salotti irrigimentati, pronti a fingere un sorriso di accondiscendenza alla conduttrice, che trasforma la trasmissione in impero del proprio egocentrismo. Altrettanto interessante, a tal proposito, l’allusione di Mariano Sabatini alle difficoltà di fare l’autore tv, coonsiderato che non ti dà potere critico personale e si tramuta in un asservimento ai capricci di chi ha il vero potere, ovvero quello di un microfono in mano.

La Balivo, questa volta, ci ha provato a fare un uso strumentale del mezzo, citando in diretta tv i famigerati materassi a cui Sabatini avrebbe voluto relegarla e poi chiedendogli se Festa Italiana usa i bambini o no. Ma Sabatini, da giornalista pure non blasonato, ha dato una lezione di onestà intellettuale a tutti noi:

“Penso che la televisione abbia un ritorno maggiore dall’uso della gente di quanto la gente se ne appropri e la usi”.

Una chiosa perfetta da metterci la firma. Anch’io. Luciano Traversa.

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