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Il Telegiornale, questo sconosciuto

Uno si gode gli ultimi scampoli di una vacanza che sembrava dover durare tanto e che invece si è rivelata fin troppo breve. E che fa. Legge, scribacchia, vede qualche dvd, si sorbisce un po’ di televisione. Sorbisce è proprio il termine giusto. Perché di questi tempi, quando non ci sono promo per i programmi

di

Malaparte
Uno si gode gli ultimi scampoli di una vacanza che sembrava dover durare tanto e che invece si è rivelata fin troppo breve. E che fa. Legge, scribacchia, vede qualche dvd, si sorbisce un po’ di televisione.
Sorbisce è proprio il termine giusto. Perché di questi tempi, quando non ci sono promo per i programmi che verranno (eh sì, sta per finire il periodo fuori garanzia e si ricomincia con gli spazi pubblicitari garantiti) ci sono perlopiù cose inguardabili.
E la più inguardabile di tutte è il telegiornale, edizione del giorno in particolare.

Per trovare una notizia bisogna fare lo slalom fra influenze dei bambini, maltempo – che è sempre una tragedia, sempre – cene e pranzi, diete post feste, spese per l’ultima che si porta via tutte le altre (per fortuna, dico io), highlights del 2005, previsioni (perlopiù assurde) per il 2006, Harry Potter che arriva, qualcun altro che se ne va.
E’ ipnotico, e quel che peggio, i tg sono quasi tutti uguali, hanno quasi tutti le stesse immagini, il taglio diverso della notizia si raccoglie in sfumature di grigio difficilmente percepibili. Qualcosa non va, mi dico.
O forse, più di qualcosa. Non c’è informazione, se si vuole essere informati bisogna leggere giornali, internet, cercare fra le fonti straniere: conoscere, nell’era della comunicazione a 360°, è sempre più complicato, invece di essere più semplice.

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