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Editoriale – Cara televisione, feroce e da conoscere

Qualche giorno fa si citava David Foster Wallace, per parlare di televisione. Oggi l’editoriale è un ibrido fra i soliti due pensieri che cerco di propinarvi (quasi sempre) il lunedì, e due contributi che possono essere visti da tutti grazie a YouTube. Nel video qui sopra, Enzo Biagi intervista[…]

Qualche giorno fa si citava David Foster Wallace, per parlare di televisione. Oggi l’editoriale è un ibrido fra i soliti due pensieri che cerco di propinarvi (quasi sempre) il lunedì, e due contributi che possono essere visti da tutti grazie a YouTube.

Nel video qui sopra, Enzo Biagi intervista Pier Paolo Pasolini che propone alcune sue osservazioni sulla televisione. Dopo il salto, troverete un altro video – perdonate l’intro che ha a che fare con il movimento di Beppe Grillo: c’entra poco o niente, ma non si trova in altro modo, il video, su YouTube – in cui l’intellettuale afferma, fra l’altro, Non considero niente di più feroce della banalissima televisione.

E’ evidente come questi due interventi siano estremamente datati: sono passati decenni, la televisione è cambiata (quasi) in tutto. Tuttavia, lo sguardo disilluso – ma non qualunquista – di Pasolini sul medium che tanto amiamo e che amiamo mettere in discussione da queste parti, è clamorosamente lucido e attuale, e dovrebbe essere ascoltato, analizzato, compreso e fatto proprio da chiunque, quale che sia l’orientamento politico.

La televisione è potente e feroce, anche quando sembra innocua. Non è un mostro da odiare nè un nemico da combattere ma è, sicuramente, un mezzo da capire e da fruire in maniera consapevole e critica. Il che non significa che non si debba cedere all’arte dell’entertainment nel suo senso più puro e sincero. Il che non significa che si debbano ricercare solo i momenti più alti ma che è bene avere sempre uno sguardo informato su tutto ciò che ci informa e intrattiene. Anche sulla televisione, dunque.