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C’E’ UN FUTURO PER NOI VIZIATI DELLA TV?

Leggo con regolarità il nostro Tv Blog, i post e i commenti. Ho imparato una cosa dalla lettura: l’approccio ai programmi e ai personaggi non assomiglia per nulla a quello della stampa o delle stesse tv quando parlano di se stesse. Ci possono essere, nei commenti, asprezze o addirittura invettive[…]

Leggo con regolarità il nostro Tv Blog, i post e i commenti. Ho imparato una cosa dalla lettura: l’approccio ai programmi e ai personaggi non assomiglia per nulla a quello della stampa o delle stesse tv quando parlano di se stesse. Ci possono essere, nei commenti, asprezze o addirittura invettive da stadio (le tv sono uno stadio con le sue gradinate di tifosi) ma affiora un senso di continuità. Un senso di meraviglia per gli eccessi delle tv, gli scandali o scandaletti che le coivolgono, i rapporti stretti anzi simbiotici con la politica. Ecco, questo senso di meraviglia, reattiva e complice fino ad un certo punto con l’andazzo delle cose, è ciò che trovo più convincente ed utile.

In nome di questa mia opinione, mi permetto una segnalazione. Il 16 giugno su Rai3 cominceranno le dieci puntate di “Viziati 3“, ore 23 e rotti, e chiedo la parola (la tastiera del computer) per fatto personale. “Viziati 3″ è un’altra tappa nel viaggio sulle tv che si fanno oggi, con uno sguardo a quel che si faceva ieri o appena ieri: “Viziati 1″ aveva per sottotitolo un interrogativo, e cioè “Quanto ci hanno rovinato cinquant’anni di tv?” (si era al compimento del mezzo secolo della Rai); “Viziati 2” era sottotitolato così: “La tv ha un grande avvenire alle spalle“, nel senso che le tv dal 1980 in poi hanno saccheggiato il passato perchè anche la novità Mediaset saccheggiò la Rai portandole via Mike Bongiorno e tanti altri che poi sono stati mollati e sono tornati al punto di partenza, da Pippo Baudo a Enrica Bonaccorti, eccetera.

Viziati 3” ha un sottotitolo, sempre proposto sul filo dell’ironia, che cerca di andare al cuore della situazione televisiva contemporanea: “E la tv creò il mondo“; ovvero, la tv-intesa come la grande, divina famiglia delle tv da Truman Show- è ormai con saldezza al potere nei massmedia,e non solo,ma è soprattutto riuscita a diventare il modello di vita e di cultura obbligatorio per tutti. Una dimostrazione? Il film”Millionaire”, angloamericano, premiato con l’Oscar, racconta la storia di un ragazzo che partecipa al famoso quiz richiamato nel titolo del film e che ricostruisce non tanto le sue esperienze, la sua stessa esistenza , e i suoi punti di riferimento e di desiderio, quando una condizione mondiale dei giovani nella quale le tv hanno scavato a fondo. Un bel film.

“Viziati 3″, progettato e realizzato parallelamente al film(ignorandolo), amplia una storia che è anche una inchiesta in parte esplicita e molto implicitra, la nostra vicenda di creature pre- tv e post-tv esposte a tutti gli effetti ripetitivi della invazione (devastazione?) delle foresta di antenne e parabole satellitari. Lo spunto da cui parte, fin dalla prima puntata, è quello del viaggio. Mi sono improvvisato nei panni di un immaginario Jules Verne per andare non al centro della terra ma delle tv, nelle TecheRai e in altri archivi per capire il nocciolo della nostra storia di spettatori tv e della questione (il mondo raccontato, spesso inventato, dalle tv).

Cosa ho trovato? Non voglio anticipare nulla. Le due serie precedenti hanno avuto ottimi ascolti,suscitato consensi e critiche (in entrambi i casi con eco in questo Tv Blog). Si animò un confronto che spero si verifichi anche per “Viziati 3″. L’importante è viaggiare,andare con spirito di ricerca e di meraviglia nelle soffitte tv che si riempiono ogni giorno di tante cose e soprattutto di un trash che bisogna guardare, almeno per quanto ci riguarda, per analizzare e usare o riusare. “Viziati 3″ potrebbe essere un terzo termovalorizzatore, dopo gli altri due. Del resto, non c’è arte o comunque spettacoli (cinema, teatro, varietà, melodramma) senza trash. Per individuarlo serve essere capaci di meraviglia. Quella meraviglia, spesso rissosa, ingenua, generosa, che si trova qui in questi spazi.
Italo Moscati

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