L'Arena: salta intervista ad Alfano, Ncd protesta, Rai smentisce

Nuova polemica politica per Massimo Giletti, a pochi giorni dal referendum

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Nei giorni conclusivi della campagna referendaria, L'Arena torna ad essere bersaglio di una polemica politica. Stavolta ad attaccare la trasmissione di Rai1 condotta da Massimo Giletti è il Nuovo Centrodestra denunciando che l'intervista prevista ad Angelino Alfano sia poi saltata.

Valentina Castaldini, portavoce nazionale del partito del ministro degli Interni, chiede che la questione venga affrontata in Vigilanza Rai:

Viene compromessa la pluralità delle opinioni che permette ai cittadini di conoscere il merito della riforma e votare con consapevolezza e coscienza domenica 4 dicembre.

Gianni Sammarco va oltre parlando di un fatto "di una gravità inaudita" e di "una vera e propria censura".

In una nota Rai1 fa sapere che "non era prevista la partecipazione del ministro Alfano e che di questo la segretaria del ministro era stata informata nella giornata di venerdì":

Il programma ha ospitato due rappresentanti del fronte del sì e due rappresentanti del fronte del no dando pari spazio alle due posizioni da parte di quattro soggetti politici differenti, rispettando dunque le norme sulla par condicio e le indicazioni dell'Agcom.

Ma il portavoce di Alfano ribatte:

La presenza era stata concordata il 16 novembre e prevista per la data odierna. La comunicazione dell'annullamento - mai avvenuta in alcun modo e della quale infatti non può esistere traccia - è solo una parte del gravissimo fatto avvenuto oggi. È importante e necessario, ai fini della trasparenza del servizio pubblico, conoscere immediatamente le motivazioni della cancellazione - ribadisco "mai comunicata" - della presenza di Angelino Alfano quale leader del partito alleato di governo.

Per la cronaca, ieri a L'Arena (in versione ridotta, causa Formula 1) Giletti ha intervistato Luigi Di Maio (che qualche giorno fa aveva alzato un polverone in qualche modo legato al programma domenicale di Rai1) e Matteo Salvini per il no e Matteo Richetti e Flavio Tosi per il sì.

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