Westworld al debutto tra le aspettative di HBO e l’inevitabile paragone con Game of Thrones

La serie tv di Jonathan Nolan e Lisa Joy, prodotta da JJ Abrams, al debutto tra forti aspettative e l’ingombrante paragone con Game of Thrones

Finalmente è arrivato il giorno di Westworld. Una delle serie tv più attese dell’anno ha debuttato ieri sera su HBO in contemporanea in Italia alle 3 del mattino su Sky Atlantic HD, in replica questa sera alle 21:15 in versione originale con sottotitoli e da lunedì prossimo in versione doppiata seguita dall’episodio successivo in versione originale.

La serie tv prodotta da JJ Abrams, sceneggiata da Jonathan Nolan e Lisa Joy e basata sull’omonimo film anni ’70 di Michael Crichton, è ambientata in un parco a tema del futuro, popolato da androidi pronti a soddisfare ogni desiderio degli avventori del parco. Ricco il cast tra responsabili del parco, androidi e ospiti vogliosi: da Anthony Hopkins nei panni del costruttore e ideatore del parco a Evan Rachel Wood una degli androidi del parco, come James Mardsen, Thandie Newton o Ed Harris. 

Dopo il clamoroso flop di Vinyl cancellato dopo una sola stagione, le attese in casa HBO per la buona riuscita di Westworld sono altissime. Con un investimento da 100 milioni diviso tra HBO e Warner Bros produttrice della serie, di cui 25 milioni di dollari spesi solo per il pilot da 90 minuti, Westworld si porta dietro una grossa responsabilità. Questo nonostante le difficoltà produttive. La lavorazione della serie è iniziata a agosto 2013 quando venne ordinato il pilot e poi a novembre 2014 la serie ha avuto il via libera per lo sviluppo con la HBO che ne aspettava il debutto per il 2015. Ma non tutto è andato secondo le attese e tra dicembre 2015 e febbraio 2016 addirittura tutto è stato fermato per consentire a Nolan e Joy di rimettere mano alle sceneggiature e pianificare meglio il futuro della serie.

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Il progetto della serie tv di Westworld è stato portato a Jonathan Nolan e Lisa Joy da JJ Abrams, dopo che nel 2000 era stato già tentato un remake cinematografico da parte di Joel Silver, che nel 2002 aveva visto entrare nella produzione Arnold Schwarzenegger che avrebbe dovuto riprendere il ruolo di Yule Brynner nell’originale, interpretato da Ed Harris nella serie. La produzione è proseguita, Jerry Weintraub è entrato nello staff, poi è subentrato anche JJ Abrams che, dopo essersi consultato con lo stesso Crichton ha deciso di virare su un progetto seriale. A quel punto ha approcciato Nolan e Joy portando l’idea di una serie tv incentrata però sul punto di vista degli androidi.

Con Game of Thrones assente fino all’estate 2017, ormai anche avviatosi verso la conclusione, sul progetto di Westworld ha iniziato ad allungarsi l’ombra del paragone e della necessità di diventarne l’erede, sia dal punto di vista degli ascolti, che dal punto di vista del fenomeno globale cult. Ma fiutato il pericolo, JJ Abrams ha provato ad allontanare l’ombra del paragone:

Game of Thrones è un fenomeno che non può essere replicato, credo dobbiamo smettere di paragonarli limitandoci a parlare di un’altra grande serie in onda su un network straordinario.

Abrams ha poi sottolineato come un pò di pressione, lavorando per la HBO è naturale, ma nonostante sia una serie particolarmente intensa, riuscirà a trovare il suo pubblico, quello di cui ha bisogno.

Nonostante pare la HBO e la produzione abbiano già almeno cinque stagioni in mente, non bisogna dare nulla per scontato, soprattutto visto che si tratta di una serie tv costosa e impegnativa per tutte le parti coinvolte. In caso di eventuale rinnovo il tema del parco dovrebbe rimanere ancora il West, questo nonostante nel film esistesse anche un’ambientazione romana e medievale. Considerando anche come il pubblico sia ormai abituato alle serie antologiche e ai cambi di ambientazione, non è da escludere per il futuro di Westworld un abbandono del west, come ha anche spiegato Nolan:

In questo periodo in cui il pubblico è abituato alle rotture delle tradizionali strutture delle storie, sicuramente proveremo ad esplorare tutte le potenzialità delle diverse trame di Westworld.

In casa HBO il nuovo presidente Casey Bloys, che ha preso le redini dopo l’addio di Michael Lombardo sotto la cui direzione era stato ordinato Westworld, si è mostrato molto sereno per il futuro del canale che si appresta a dar vita a una stagione ricca di cambiamenti con l’arrivo della miniserie Big Little Lies con Nicole Kidman e Reese Witherspoon o di The Deuce con James Franco:

Non è che sarà Westwrold o nulla. Capisco che si possa paragonare a Game of Thrones perchè sono entrambi grandi progetti, ma il futuro del network, sia in negativo che in positivo non dipende da questa serie. Ovviamente però se riuscirà ad intercettare una grande fetta di pubblico saremmo felici.

Futuro della serie che non sarà deciso solo dal pubblico live, ma si prenderanno il loro tempo per deciderne l’impatto a livello globale tra on-demand, streaming e altri modi di visione prima di eventualmente bloccare una seconda stagione. La speranza ovviamente è che non ce ne sia bisogno e che Westworld, viste le ottime premesse e la qualità della produzione, diventi fin da subito un nuovo fenomeno globale.

Fonte: deadline, THR

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