Gianmarco Mazzi a Blogo: Ecco come ho costruito con Massimo le tre serate evento di Rai1

L’intervista all’autore insieme a Massimo Giletti delle tre serate evento d’inizio stagione della prima rete della televisione pubblica

di Hit

Ha confezionato insieme a Massimo Giletti le tre prime serate con Zucchero e Mogol che hanno occupato il sabato sera di Rai1 in questo inizio di stagione, con grande successo di ascolti. Gianmarco Mazzi è oggi ospite di TvBlog per parlarci proprio di questi tre appuntamenti, della loro preparazione e dell’eventuale presenza nel palinsesto del primo canale della Rai di prossimi appuntamenti figli di questo format televisivo.

Partiamo da un tuo commento rispetto al successo delle due serate dedicate alle canzoni di Mogol e a quella di Zucchero

C’è grande soddisfazione, ma non tanto per aver battuto qualcuno, quanto per essere riusciti a rappresentare al meglio quell’idea che ci eravamo prefissi in sede di preparazione di questi spettacoli.

Hai realizzato queste serate insieme a Massimo, come è nato il rapporto fra voi due ?

Con Massimo è nato un rapporto molto forte. Ci siamo conosciuti per il mio primo Sanremo che feci con Gianni Morandi. In quell’occasione vedendo il grande successo dell’Arena, lo chiamai e gli chiesi se voleva fare da partner al Festival concedendoci il suo spazio per presentare i cantanti in gara. Fino a quel momento l’elenco dei partecipanti al Festival veniva diffuso tramite comunicato stampa, oppure nel corso del Tg1. Pensai che fosse giusto “spettacolarizzare” la cosa lanciando i concorrenti del Festival durante il suo programma ed in effetti la cosa ebbe successo tanto che ancora oggi Carlo li annuncia proprio all’Arena. In seguito la Rai mi chiese di costruire con Massimo un evento e così nacque Cinema con Andrea Bocelli e Sophia Loren, che fece più di 5 milioni di ascolto ed il 22% e da quel momento iniziammo a lavorare insieme. Quest’anno abbiamo realizzato questi tre spettacoli che sono il frutto del nostro lavoro, nel senso che la Rai ci ha fornito i mezzi, ma la produzione artistica è stata totalmente nelle mani mie e di Massimo. I network sono importanti, ma sono più importanti i gruppi artigianali che creano il prodotto, anche perchè se non fosse cosi le reti farebbero grandi ascolti tutte le sere, cosa questa che non accade.

Come è stato preparare queste tre serate ?

Sono stati sei mesi di duro lavoro, fatti di continue telefonate con i vari artisti e praticamente senza fare vacanze. Per esempio abbiamo passato la vigilia di ferragosto a casa di Zucchero per preparare la sua serata, visto che a fine mese avremmo dovuto registrare la trasmissione. Poi c’è stata la preparazione delle due serate dedicate alle canzoni di Mogol, con la mente concentrata a confezionare due appuntamenti di grande qualità e che potessero anche fare ottimi ascolti, cosi come è stato.

Quali sono state le differenze nel confezionare le serate dedicate alle canzoni di Mogol e quella di Zucchero ?

Con Zucchero ci conosciamo da sempre, ancora prima che “diventasse” Zucchero, quindi abbiamo potuto costruire la sua serata partendo dal suo vissuto. Li poi dovevamo lavorare su repertorio naturalmente più ristretto, quindi la sfida era di allargare il pubblico dei suoi fans e con grande soddisfazione ci siamo riusciti, visti gli ascolti e questo nonostante lui -grande artista di fama mondiale- forse non era -almeno sulla carta- propriamente adatto al pubblico di Rai1. Nelle due serate di Mogol abbiamo invece potuto lavorare con uno sterminato repertorio di canzoni e di grandi successi che ci hanno aiutato a confezionare uno spettacolo più ampio.

Come ti pare Massimo Giletti alla conduzione di questi appuntamenti di spettacolo ?

Io sono convinto che Massimo non ha espresso ancora tutta la sua forza. Massimo è uno strano mix ed è molto forte. Ha cioè la capacità di spettacolarizzare quello che fa e contemporaneamente ha una esperienza giornalistica che gli permette di mettere gli accenti al posto giusto. A mio parere è un unicum in Rai oggi. Inoltre è uno straordinario compagno di lavoro. In questi sei mesi abbiamo lavorato 20 ore al giorno entrambi con la stessa tenacia, la stessa determinazione.

Tu e Massimo dunque vi siete occupati della parte artistica dello spettacolo, avete sentito l’appoggio della Rai in tutti questi mesi di lavoro ?

Certo e ringraziamo la Rai per il supporto che ci ha dato. La Rai è bravissima in tutta quella parte tecnica. La Rai fa quello che è giusto faccia un grande gruppo televisivo, penso che sia la stessa cosa che succede a Mediaset con il gruppo di Maria De Filippi. Io penso che un lavoro come questo sia una cosa artigianale, poi l’industria, in questo caso il network, deve pensare a dare le risorse e a diffonderlo.

Cosa succederà ora dopo tutto questo successo? Farete altre serate ?

Ci eravamo dati come obbiettivo di vederci dopo queste tre serate e fare insieme un consuntivo. Ci vedremo proprio questa settimana con Massimo per parlare di questo e per vedere insieme come proseguire questa collaborazione. Di certo ti posso dire che il rapporto con Massimo è molto dinamico e ci troviamo molto bene insieme, perchè entrambi siamo dei perfezionisti e ci piace alzare sempre di più l’asticella per migliorare il prodotto. Vedremo se dare una continuità ad eventi come questi, che poi alla fine sono nati come “format”. Dopo di che parleremo con la Rai.

Quindi se ci saranno altri appuntamenti di questo tipo saranno esclusivamente su Rai ?

Massimo ha un contratto fino a giugno, quindi qualsiasi cosa decideremo di fare da qui alla fine della stagione la faremo in Rai, poi non poniamo limiti alla provvidenza. Detto questo ti dico che io ho sempre avuto un rapporto molto forte con la Rai ed attualmente con il direttore di Rai1 Fabiano e con il vice Rosa Anna Pastore, con cui ho fatto la serata di Bocelli a dicembre 2015 e mi sono trovato molto bene. So bene anche il tipo di importanza che ha la Rai per determinati tipi di prodotti, ma oggi siamo in un mercato in cui si sono affacciati nuovi operatori, per cui vedremo.

Cos’è per te la Rai ?

La Rai la considero un po’ come una casa, anche se non mi sono mai sentito organico alla televisione pubblica. Ricordo per esempio che quando riuscii a portare Celentano a Sanremo la direzione della Rai di allora, nei suoi massimi esponenti, un pochino si distaccò, forse se fossi stato un interno questa cosa non sarebbe successa. Ho sempre paura che i legami troppo stretti influenzino la mia libertà nel fare e nel come farle le cose. Ho bisogno che mi venga a messo a disposizione tutto ciò che mi occorre per mettere in pratica le mie idee, non di chi mi chiede continuamente di modificare le cose. Diciamo che in questo sono un po’ scorbutico e quindi preferisco rimanere un lupo solitario.

Ti manca il Festival di Sanremo ?

Ti posso dire la verità, anche se tu non ci crederai? No. Facevo molta fatica a farlo e questo nonostante tutti dicano io sia molto combattivo, anzi Tony Renis diceva che io sono un mastino. E’ un meccanismo talmente vincolato, pieno di burocrazia e che ti mette sotto i riflettori che davvero non ne sento nostalgia. Quindi non mi manca davvero.

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