Nasceva 25 anni fa Videomusic, la prima tv musicale d'Europa. Storia di una rivoluzione fagocitata dal progresso

VideoMusicSapevate che è stata la prima tv videomusicale d'Europa? Sapevate che ha "sdoganato" la musica nera, mandando in onda, come primo video in assoluto, "All Night Long" di Lionel Richie, anticipando di molto tempo Mtv? Sapevate che venne prima, molto prima, della tv musicale di Richard Branson in Inghilterra? Sapevate che fece conoscere agli italiani il video di "Rock the Casbah" dei Clash? Sapevate che, come televisione, diede, per prima, l'appoggio a Nelson Mandela con una maratona di 18 ore sui temi dell'apartheid e dei diritti civili? Sapevate che i grandi discografici stranieri si rivolsero a loro per sapere se il disco sul Live Aid era da pubblicare? Sapete che la major telefonarono agli studi per sapere se un signore come Bruce Springsteen fosse o meno da lanciare in Italia? Sapevate che il "Live in Rome" dei Nirvana, fu interamente realizzato da questa incredibile realtà televisiva?

Ricorre in questi giorni il venticinquennale di Videomusic, come già detto, la prima videotelevisione d'Italia e d'Europa. Oggi, laddove la rete venne fondata, cioè in Lucchesia, Toscana, sorge invece un gigantesco resort chiamato "Music Hotel", fondato da quella stessa Marialina Marcucci che a metà degli anni Ottanta, insieme al padre noto imprenditore, mise su l'azienda della grande M verde, dando il "la" a un impero che conobbe, negli anni, somme fortune, cali organici e collassi irrecuperabili. Commenta lei stessa, interpellata da La Stampa:

"Rifuggo dalle nostalgia, ma so che ci sono fanzine e anche un sito costruito sul ricordo. Videomusic ha svolto un ruolo, ha fatto scoprire il pubblico giovanile, ha dato dignità alla musica. Fummo i primi a dare speranza ai neri: Mtv era nata per i giovani, ma forse per l’America benpensante il black non andava agli inserzionisti e solo dopo molto tempo ospitò artisti neri. Lionel Richie fu così riconoscente con noi che, quando anni dopo le reti si combattevano a colpi di esclusive, e Richie imbroccò un altro hit, decise di darlo a noi, proprio perché eravamo stati i primi a ospitare un nero".

La Marcucci è un'imprenditrice rampante, figlia di cotanto padre, classe 1954, ex vicepresidente della Regione Toscana, editore dell’Unità e attualmente presidente della Fondazione Europea Robert Kennedy, una onlus no profit. Al di là di ogni intuito, la rivoluzione dietro l'epopea VideoMusic fu quella di consegnare dignità, potere ed eccellenza a una categoria che al tempo non contava nulla, commercialmente, e che oggi invece, nel bene e nel male, detta le leggi della moda e della tendenza e fa aguzzare le antenne a chi si occupa di piazzare prodotti sul mercato: i giovani.

Commenta ancora Marialina:

"Il valore giovanile non esisteva nelle emittenti, i giovani non erano considerati dagli inserzionisti. Abbiamo avviato il fenomeno. Videoclip, programmi musicali stravaganti. Scorrevano Club Tropicana dei Wham!, Soul Kissing di David Knopfler, Rock the Casbah dei Clash".

Nel 1995 l'inizio della fine con la vendita a Cecchi Gori che utilizzò VideoMusic come mezzo per arrivare a Tmc:

"Per il mercato pubblicitario non bastava un solo canale, e avevamo tentato di fare una proposta per l’acquisto di Tmc. Ma Mediobanca non ci prese in considerazione e arrivò Cecchi Gori: la legge diceva che chi ci comprava doveva già essere concessionario nazionale, e lui non avrebbe potuto comprare se non ne avesse avuta già una. Gli unici eravamo noi, in grosse difficoltà. Ma a Cecchi Gori della musica non fregava nulla".

Il palinsesto divenne allora tristemente più generalista, lasciando spazio anche allo sport, a film e telefilm. Nel giugno 1996, il palinsesto di VM venne ridotto a metà giornata per dedicarne il resto a una nuova tv, TMC2, la cui programmazione spaziava dallo sport al cinema. Nell'estate 1997 sparì completamente il logo Videomusic dai teleschermi per far posto definitivamente a TMC2.

Rimangono i record, rimane la primogenitura di molte cose che siamo abituati a vedere oggi con estrema semplicità. Ancora una curiosità su tutte: la scenografia degli studi fu curata e realizzata da Bruno Rubeo, che in futuro sarebbe diventato scenografo di Oliver Stone, nonché candidato all'Oscar per "A spasso con Daisy". Il logo, invece, quella solida M verde, fu creato da Graziano Gregori, oggi scenografo e architetto di fama internazionale. Qualità e quantità in un'era in cui le cose che ci facevano vedere erano ancora indirizzate a noi, realizzate per il nostro godimento, anche, e non solo per quello di imprenditori e squali d'alta finanza. Buon anniversario VideoMusic.

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