Fiorello Show – Meno due. E Fiore dice: “Non sono un tipo da Mediaset”

Fiorello Show alle porte. Mancano due giorni alla prima puntata su Sky Uno – che ovviamente seguiremo insieme a voi, giovedì sera, qui su TvBlog – e nel frattempo, le dichiarazioni del conduttore fanno il giro della rete e dei media. Ogni occasione è buona – e ci mancherebbe altro – per fare promozione all’evento,

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Fiorello

Fiorello Show alle porte. Mancano due giorni alla prima puntata su Sky Uno – che ovviamente seguiremo insieme a voi, giovedì sera, qui su TvBlog – e nel frattempo, le dichiarazioni del conduttore fanno il giro della rete e dei media. Ogni occasione è buona – e ci mancherebbe altro – per fare promozione all’evento, e per parlare delle scelte di campo fatte da Fiorello. Scelte che tutto sommato non si può non condividere.

Ecco come si propone, Fiore, in un’intervista a Tu Style, il settimanale diretto da Marisa Deimiche:

Ho sempre avuto la fortuna di poter fare quello che volevo, a parte la difficoltà, tipica della tv generalista, di sperimentare, perché appena proponi qualcosa di nuovo pensano subito agli ascolti. La verità, a proposito di libertà, è che io non sono un affare per un’azienda. Non sono un tipo da Mediaset perché lì servono personaggi che facciano le telepromozioni e io non mi presto

Eppure, in Mediaset Fiorello ha cominciato: qualcuno di voi se lo ricorderà bene, come il sottoscritto, nel 1992, sul famigerato Karaoke (Dopo il salto, un assaggino di questo Karaoke, un programma che, fra le altre cose, vide esibirsi alcuni volti allora sconosciuti e poi variamente famosi. La cantante Elisa, per esempio. E poi Camila Raznovich e Laura Chiatti).

Va detto che dopo la parentesi Karaoke (fortunatissima), Mediaset non è stata una buona vetrina per lo showman: a parte i Festivalbar, le altre apparizioni di Fiorello sulle reti del biscione non sono state propriamente eclatanti (per usare un eufemismo).

Ricordiamo, a volo d’uccello, Non dimenticate lo spazzolino da denti, La febbre del venerdì sera, la Buona Domenica di Costanzo-Barale-Lippi, Matricole, lo sfortunatissimo Superboll.

Altra aria in RAI, decisamente, con gli one man show che tutti ricordano – il preferito del sottoscritto resta Stasera pago io Revolution. Ma non bastava: sono recentissime, infatti, le polemiche di Fiorello contro la tv generalista di cui ci siamo abbondantemente occupati. Ricordate? Fiore dichiarò:

Ci vorrebbe una legge che vietasse la possibilità di ripetere un programma per più di due o tre edizioni. Anche i reality, che prima vedevo, mi hanno stancato. E pure i pacchi di Affari Tuoi […] i programmi sono sempre gli stessi, meglio il calcio […] gli autori non pensano più, tanto ci sono i format già pronti da tirare fuori dal magazzino […] Sembra che dal 2004 io sia stato tutti i giorni in tv a fare La Russa o ‘Il Cocciante-gobbo di Notre Dame’ e invece io in tv non c’ero! Le continue repliche di quegli spezzoni mi hanno costretto a starmene defilato

Le reazioni furono molteplici. Il risultato è che il conduttore non è tornato a Mediaset, come avrebbero voluto alcuni, ed è migrato verso SKY, dove non solo ha a disposizione spazi per la sperimentazione che vuole, ma gode anche di un battage pubblicitario che si autoalimenta. E lui, intelligente uomo di spettacolo, analizza così la questione:

Siete voi giornalisti che mi avete trasformato in un fenomeno, io non credo di esserlo. Aver fatto la pubblicità del mio nuovo spettacolo, praticamente a reti unificate, ha suscitato tanto scalpore perché ci si è buttata sopra la stampa. Una giornalista di un’agenzia mi ha visto a Blob e ha detto: “Cavolo, Fiorello a Blob!”. Allora l’ha lanciata come una notizia, i giornali l’hanno ripresa ed e’ partito il meccanismo che mi ha portato a Striscia, X Factor, e via dicendo.

E in effetti è così, anche se Fiorello dimentica di dire che è proprio questo suo fare un programma ognitanto, evitando di essere ossessivamente presente, a generare così tanta attenzione nei suoi progetti.

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