Par Condicio? Vale anche per Monti e Beppe Grillo

I limiti della Par Condicio, la legge che dovrebbe garantire pari accesso alle tv nel periodo di campagna elettorale, sono noti. Le limitazioni servono a poco e funzionano a meno, l'effetto deleterio delle stesse norme l'abbiamo sperimentato nelle più recenti elezioni che portarono allo stop di tutti i programmi d'informazione e di approfondimento. All'epoca al buon Berlusconi, in vantaggio più o meno marcato nei sondaggi, serviva silenziare qualsiasi trasmissione potesse parlare anche solo vagamente di politica, stavolta non avverrà lo stesso.

Non dovremo quindi assistere ad un nuovo "blocco" informativo e salvo colpi di scena clamorosi potremo regolarmente vedere in onda Porta a Porta, Presa diretta di Riccardo Iacona e Ballarò. L'unica modifica significativa del regolamento attuativo della Par Condicio approvato dall'AgCom riguarda i "non" esponenti politici che saranno inevitabilmente grandi protagonisti della campagna elettorale. Una norma ad hoc per evitare la sovraesposizione mediatica di due personaggi che, pur non candidati direttamente, avranno un ruolo fondamentale nella prossima tornata elettorale.

Stiamo parlando di Mario Monti e Beppe Grillo. Il presidente del consiglio, ormai ex tecnico, pronto ad accettare (che altruismo!) il ruolo di capo della coalizione "centrista" e di fatto in campagna elettorale pur senza comparire in alcuna lista insieme al comico prestato alla politica, leader carismatico (e secondo i suoi detrattori non solo quello) del Movimento Cinque Stelle. La lista di Grillo è già pronta, manca il "portavoce" che dovrà ricoprire, almeno su carta, il ruolo di candidato premier, ad ogni modo le presenze televisive, anche quelle in differita) del comico genovese saranno regolate dalla Par Condicio.

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