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Barareg Nights – Censura e libertà

Scegliere quale notizia dare automaticamente è un modo per indirizzare l’informazione. Un esempio. Se io citassi solamente quest’Ansa di ieri, in cui si dice che l’Irano sta per lanciare un canale satellitare in lingua inglese per contrastare l’occidente e la manipolazione delle informazioni, faccio una precisa scelta di campo. Se cito quell’Ansa e ci aggiungo

Scegliere quale notizia dare automaticamente è un modo per indirizzare l’informazione. Un esempio. Se io citassi solamente quest’Ansa di ieri, in cui si dice che l’Irano sta per lanciare un canale satellitare in lingua inglese per contrastare l’occidente e la manipolazione delle informazioni, faccio una precisa scelta di campo. Se cito quell’Ansa e ci aggiungo che (via Reuters) ogni sera alle ore 8 va in onda su un canale iraniano una soap-comedy di pesante critica alla vita nella repubblica islamica, ecco che ho un quadro più ampio della situazione.
Noi non facciamo politica, né informazione in senso stretto, ma cerchiamo di parlare di Tv. Ecco che, allora, dette le due notizie, ci interessa concentrarci su questa soap, dal titolo Barareh Nights, mandata in onda dalla IRIB (Islamic Republic Iran Broadcasting).

Ambientata 70 anni fa, la serie ha chiari accenni all’Iran di oggi e tratta con ironia temi caldi: l’uranio, l’omosessualità (uno dei personaggi, il poeta di Bahrare è dichiaratamente gay, e in Iran l’omosessualità praticata è illegale), la corruzione dei politici, i voti comprati, la censura (per dire, in un episodio il gendarme del paese accusa il giornale locale di propaganda bolscevica per aver inserito in un cruciverba la definizione “Capitale della Russia”).
Questo non significa certo che l’Iran sia diventata improvvisamente terra di giustizia e libertà (la serie, ovviamente, ha i suoi fan e i suoi detrattori), ma è comunque significativo che in un paese dove l’Islam è religione di stato possa esistere un prodotto televisivo simile.
A volte, la tv la porta, un po’ di libertà.

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