Mai più bullismo dal 28 novembre su Rai2 (promo). Le vittime aiutate via Facebook

Per raccontare la propria storia a Pablo Trincia e dire Mai più bullismo si può contattare la produzione in due modi. Ecco quali

Mai più bullismo è uno dei programmi più attesi della prossima stagione tv, in quanto pienamente in sintonia con il servizio pubblico. E’ in onda il promo della trasmissione con il conduttore, Pablo Trincia, che fa il seguente appello ai giovani telespettatori vessati dai propri compagni:

“Il bullismo oggi è uno dei più gravi problemi dei nostri ragazzi perché rende la vita di chi lo subisce un vero inferno. Prese in giro, aggressioni, umiliazioni, indifferenza. So bene di cosa parlo perché l’ho vissuto sulla mia pelle da adolescente. Quindi so come ci si sente. Perciò, se stai subendo del bullismo, so come aiutarti. Ma ricorda soprattutto una cosa. Il problema non sei tu”.

Il promo rinvia i ragazzi in cerca di aiuto a Facebook, in cui la ricerca di storie è partita due mesi fa sulla Pagina omonima dedicata al programma. Ecco l’appello pubblicato sul noto social network:

“I tuoi compagni ti chiamano sfigato, non gli piace come ti vesti, ti prendono in giro, ridono di te e tu non ne puoi più di tutto questo? Hai paura di loro e non sai come risolvere il problema?
Ora puoi cambiare le cose, puoi raccontare la tua storia e ribaltare la tua situazione.
Stiamo preparando un nuovo programma televisivo dove sarai tu il protagonista per riuscire a dare una svolta alla tua vita….non avere paura! Scrivi a progettobullismo@vervemediacompany.com. Telefona alla redazione o via whatsapp al 3938129359”

Intercettato di recente da Blogo, Trincia – in onda tutta l’estate su Nove con il programma di inchieste Lupi – ha così anticipato la nobile missione della trasmissione Rai:

“Il programma è molto bello perché è socialmente utile. L’idea è quella di dare ai ragazzi che subiscono a scuola gravi atti di bullismo la possibilità di filmare quel che accade con microfoni e microcamera nascosta. Non vedremo i volti dei bulli, perché l’obiettivo non è individuare i ‘colpevoli’: lo scopo invece è di convocare i bulli, i loro genitori, anche i compagni di scuola che magari non si sono mai accorti di nulla o che non sono mai intervenuti. Non si vuole puntare il dito contro nessuno, ma spiegare che le offese continue, l’isolamento, possono far male. Il taglio è propositivo, non inquirente”.

Mai più bullismo è tratto da un format spagnolo, in cui “si vedono i bulli che chiedono sinceramente scusa quando si rendono conto dei danni provocati. Nessuno li ha costretti a scusarsi, ma si capisce quanto sentano la responsabilità del proprio comportamento una volta capito cosa hanno creato, senza essere messi all’indice come cattivi”.