Giffoni 2016 | Claudio Santamaria: "Jeeg Robot? Spero nel sequel"

Claudio Santamaria incontra stampa e giurati al Giffoni 2016: la diretta di Blogo.

GIFFONI VALLE PIANA, ITALY - JULY 22: Claudio Santamaria poses with the Giffoni Experience Award during Giffoni Film Festival Day 9 blue carpet on July 23, 2016 in Giffoni Valle Piana, Italy. (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images for Giffoni Film Festival)

Lo chiamavano Jeeg Robot tra Marvel e Pasolini: Claudio Santamaria colloca il film di Gabriele Mainetti, per il quale ha vinto di David di Donatello 2016 come Miglior Attore Protagonista, a metà strada tra l'immaginario fumettistico americano e l'umanità 'reietta' delle periferie.

"Il percorso del personaggio è il classico percorso dell’eroe. La storia è un incontro tra Marvell e Pasolini: solo lui sapeva raccontare la periferia in maniera così viva e con una purezza nello sguardo, suo e dei protagonisti, che abbiamo cercato di mantenere. E’ una purezza che può sembrare anche scomoda, che non ha filtri sociali"

dice l'attore, che confida in un sequel.

"Mi piacerebbe interpretare il seguito di Jeeg. Il regista e gli autori stanno pensando a come far evolvere la storia. Serve un conflitto a cui legarlo, come per il primo. Altrimenti sarebbe solo un’operazione commerciale. Se sì trova, bene"

aggiunge convinto, ribadendo che Jeeg Robot è stato un film importante, per sé e per l'industria cinematografica italiana:

"Al di là del David mi ha dato moltissimo come attore. Mi è capitato raramente un personaggio così distante da me.
Appena ho letto la sceneggiatura, avrei iniziato il film il giorno dopo. Ha dato una sveglia a tutti: ha fatto alzare la testa a molti registi che avevano progetti nel cassetto, ma anche a molti produttori. Gabriele ci ha messo cinque anni per trovare una produzione, perché dicevano che in Italia i film di genere non interessavano. Alla fine ha creato la sua casa di produzione e se l’è prodotto da solo. Il pubblico ha dimostrato il contrario e ha dato la sveglia anche agli spettatori".

Anche lui ospite del Giffoni 2016, il regista Mainetti ai microfoni di Blogo ha escluso un secondo capitolo di Jeeg.

Nel frattempo lo aspetta un'altra periferia, quella di Brutti e Cattivi, che annuncia già come un altro "piccolo, grande film di culto".

Claudio Santamaria al Giffoni 2016 | Conferenza Stampa | Diretta


  • 19.25

    E a Santamaria si consegna di Giffoni Experience Award.

  • 19.20

    Anche qui si parla di Diaz: "La cosa scandalosa e sconvolgente che accadde quella notte è che in Italia non è mai passata la legge sul reato di tortura. Ancora oggi non c’è. Bisogna insistere, lottare con i mezzi che hai, fare pressioni sul governo. Utilizzare mezzi non violenti per contrastare la violenza".

  • 19.10

    Paz? E’ stata un’esperienza totalmente diversa. Per quanto Paz era una grandissima rockstar ed un grandissimo artista. Ha caratterizzato quel periodo storico come nessun altro, ha inventato un linguaggio. Noi trattavamo i testi e la sceneggiatura come fosse Shakespeare perché Andrea Pazienza era un grandissimo autore. Jeeg l’ho affrontato con una maturità professionale molto diversa. quando sono sono arrivato sul set di Paz mi sentivo molto inadeguato. Mi sentivo spaesato. Poi ad un certo punto mi sono detto: questo personaggio si chiama Pentotal che è il siero della verità ed allora ho pensato che questo personaggio deve essere sempre vero e ho pensato di utilizzare questa inadeguatezza per fare il personaggio. Mi sentivo privo di difese, ho vissuto il film in maniera molto pesante. In Jeeg altro tipo di approccio.

  • 19.00

    "Abbiamo smentito il fatto che in Italia non interessano i film di genere. In Italia sappiamo farli e senza imitare nessuno. Abbiamo tantissimo talento. Li possiamo fare anche meglio, non a livello di effetti speciali, a livello di storia e di profondità dei personaggi. Questo film non ha niente da invidiare ai film americani. Se i produttori di Avengers vedono questo film e mi chiamano, io ci vado".

  • 18.50

    "Fremevo nel fare questo film. A leggere la sceneggiatura ho detto come tutti: finalmente! Perché non possiamo fare un film così in Italia. Sono un fan degli X-Men, ci sono sotto tematiche molto importanti. Ci sono gli Xmen in tutti il mondo. E a Roma non ci può stare un X-Men? Mi è sempre frullata questa idea in testa. Sono un appassionato di fumetti, quel mondo lì mi piace tantissimo. E un po’ questo ha fatto Gabriele facendo una cosa molto credibile. Fare questo film è stato molto bello. Il film l’ho visto nove volte, sono un super fan del film".

  • 18.40

    Jeeg robot e la necessità di una corazza: "Sul dvd che uscirà ci saranno i primissimi provini che abbiamo fatto, poi i provini a metà percorso e poi il film. C’è un avvicinamento progressivo al personaggio. C’era questa trasparenza emotiva che il personaggio deve avere. Di contro quel che ci doveva essere era la corazza. Ho preso quasi venti chili tra muscoli e grasso. Ma era un esercizio ginnico. Serviva una corazza emotiva, capire quale era il bisogno primario di questo personaggio e l’azione che fa per essere amato è chiudersi in casa, respingere tutti e drogarsi di film porno e budini. Bisogna avvicinarsi ad una forma mentis diversa dalla mia. Non venendo da un quartiere così duro, quel tipo di corazza lì non ce l’avevo. Così come andava costruita una voce più bassa, più profonda".

  • 18.30

    Si riparte dalla Sala Truffaut, con i Generator e si riparte da Jeeg Robot: "Il percorso del personaggio è il classico percorso dell’eroe. Il quartiere è molto disagiato e la vita gli ha tolto tutte le cose importanti e belle, Il film sembra un incontro tra Marvel e Pasolini: solo lui sapeva raccontare la periferia in maniera così viva. Siamo andati più volte a Tor Bella Monaca ad ascoltare persone che hanno trascorso l’infanzia Ho riscontrato una purezza che c’è anche nel film. E’ una purezza che può sembrare anche scomoda, che non ha filtri sociali. Sentivamo che era importante restituirla".

  • 17.35

    Si chiude qui la conferenza. Tra un po' lo ritroviamo in sala con i ragazzi.

  • 17.30

    La sua prossima destinazione? Un cortometraggio.

  • 17.28

    C'è modo di tornare anche a Diaz: "Film importante a livello personale, di carriera. E’ stato un lavoro potente perché ha toccato qualcosa dentro di noi. Eravamo tutti scossi per poter interpretare qualcosa di così recente, una pagina buia accaduta nel nostro Paese. Il film ha avuto un un produttore molto coraggioso. E’ stata una grande tappa per me. Facendo film del genere senti che il tuo lavoro non ha solo funzione di intrattenimento, ma anche funzione sociale".

  • 17.25

    "Mi piacerebbe interpretare il seguito di Jeeg. Il regista e gli autori ci stanno pensando a come far evolvere la storia. Serve un conflitto a cui legarlo, come per il primo. Altrimenti sarebbe solo un’operazione commerciale. Se sì trova, bene. Sennò dovrò fare un altro film e fare il cattivo? Magari. Tutti gli attori vogliono fare il cattivo perché ti dà la possibilità di far emergere lati nascosti di te".

  • 17.22

    Si torna su Jeeg Robot: Ha dato una sveglia a tutti, ai registi, che hanno alzato la testa e rimesso mano a sogni nel cassetto, agli spettatori e ai produttori. Mainetti ci ha messo 5 anni a trovare un produttore, perché si diceva che in Italia i film di genere non interessavano. Poi Rai Cinema ci ha creduto in qualche modo. Ma Gabriele ha creato la sua casa di produzione e se l’è prodotto da solo. Anche per questo è un film molto importante.

  • 17.19

    "MI piaceva molto doppiare. Ho iniziato a fare questo lavoro a 16 anni. Più difficile doppiare una scena che farla. Devi trovare una tua verità, ma con i tempi dati già dall’attore che recita nella scena".

  • 17.18

    "Da sedicenne guardavo l’Esorcista, Profondo rosso. Ero appassionato di fantascienza, di cose molto forti. Le commediole le guardavo con una punta di imbarazzo. Mi piaceva Soul man. Evidentemente ero pesante già da allora. Non mi sarei mai rivisto".

  • 17.15

    La musica è una carriere parallela. Ho fatto una tournée con un’orchestra jazz dedicata ai grandi autori della musica italiana, da De André e a Tenco, poi Ciampi e Rino Gaetano. Ora ho una band più rock. Facciamo sempre cover. Mettersi a scrivere è un’altra cosa, è un’altra carriera, ma lo farò, La verità è che gli attori americani possono fare un film ogni due anni perché li pagano tanto. Qui no, dobbiamo lavorare.

  • 17.08

    E' arrivata la felicità 2: "Dovremmo riprendere la seconda stagione. Mi è piaciuta per la scrittura acuta, pungente, anche cinica. La melensità dietro l’angolo era sempre stemperata da una forte dose di ironia. Scritta bene, in maniera intelligente. Avevo bisogno di leggerezza".

  • 17.05

    Si divide tra cinema e tv. "In tv da un bel po' di tempo hanno iniziato a produrre cose di qualità. Le persone vanno meno al cinema, sono più esigenti, c’è il web, c’è la pay tv. Il segreto è scegliere ciò che ti piace, ciò che guarderei, cose che mi sembrano scritte bene. Certo, a volte è più didascalica del cinema, anche l’immagine è sacrificata, ma si trovano cose ben scritte, ben fatte"

  • 17.00

    Il nuovo film è Brutti e Cattivi: "Il titolo è un omaggio a Scola. Anche questo parla di emarginati e della rivincita dei reietti. Interpreto il protagonista: non ha le gambe, è spostato con una ballerina senza braccia e se ne fregano. Era già cult sulla carta. Sarà un altro piccolo, grande film di culto".

  • 16.55

    La maggior parte delle domande ruota intorno a Jeeg Robot. "E' un film importante. Al di là del David mi ha dato moltissimo come attore. Mi è capitato raramente di allontanarmi così tanto da come sono io. Appena ho letto la sceneggiatura, avrei iniziato il film il giorno dopo. Conosco Gabriele da venti anni. Lui voleva fare l’attore per imparare a dirigere gli attori. Ha studiato regia in America. Sa di cosa parla. Sapevo che il film avrebbe avuto successo, sapevo che i ragazzi l’avrebbero visto e rivisto più volte perché tocca una parte infantile. Segna uno spartiacque nel cinema italiano".

  • 16.30

    Arriva trafelato e si ritrova in una sala piena di giornalisti pronti ad aspettarlo. Prima alcune interviste e poi spazio alla conferenza con Tonino Pinto.

GIFFONI VALLE PIANA, ITALY - JULY 22: Claudio Santamaria poses with the Giffoni Experience Award during Giffoni Film Festival Day 9 blue carpet on July 23, 2016 in Giffoni Valle Piana, Italy. (Photo by Stefania D'Alessandro/Getty Images for Giffoni Film Festival)

David di Donatello 2016 per Lo chiamavano Jeeg Robot, prossimamente nella seconda stagione di E' Arrivata la felicità, tra le serie più amate della stagione Rai: Claudio Santamaria è al Giffoni per incontrare i giurati e speriamo che abbia anche voglia di parlare dei suoi prossimi progetti.

Dovrebbe essere sul set di Brutti e Cattivi diretto da Cosimo Gomez, che ha scritto con Luca Infascelli e che vede nel cast anche Marco D'Amore e Marco Pancrazi. Lo abbiamo visto praticamente calvo ai David 2016, dove ha conquistato il premio 'scalzando' Marco Giallini (Perfetti sconosciuti) e Alessandro Borghi (Non essere cattivo), Luca Marinelli (Non essere cattivo), e Valerio Mastandrea (Perfetti sconosciuti) - gli ultimi tre tutti ospiti del Giffoni 2016.

L'ultimo Capodanno di Marco Risi (uno dei casi del 1998), Almost Blue di Alex Infascelli, Paz!, Romanzo Criminale, Diaz e per la tv Rino Gaetano - Ma il cielo è sempre più blu, Le cose che restano, ma anche il Maestro Manzi e poi il protagonista della commedia E' Arrivata la felicità: Santamaria ha attraversato generi e storie. Vedremo cosa ci racconterà a Giffoni. La sua conferenza stampa è prevista per le 16.20.

 

Foto tratta dal sito ufficiale di Claudio Santamaria

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