Romagnoli (Rai Sport): “Gap con Sky incolmabile, lì pagano 20 volte più della Rai. Rimedio è bravo ma pochi ricordano suo nome” (VIDEO)

“Se l’offerta degli altri è superiore non c’è partita. L’unica strada è fare meglio l’approfondimento e il racconto. Da gennaio 2017 nuovo programma per rimpiazzare Il processo del lunedì”

Che la chiarezza sia una delle sue doti è fuori discussione. La conferma è arrivata oggi pomeriggio quando Gabriele Romagnoli è stato il protagonista dell’audizione della Commissione di Vigilanza Rai. In questa sede ha esposto le linee programmatiche della sua direzione di Rai Sport (la nomina risale allo scorso marzo). Per prima cosa ha evidenziato il ritardo riscontrato in termini di digitalizzazione:

Rai Sport non si ricostruisce in 4 mesi. La prima necessità è la modernizzazione, ho trovato una struttura nella quale non era ancora stata applicata la digitalizzazione. Quando ho chiesto di vedere un servizio mi è stata portata, con mia grande sorpresa, una cassetta. È un unicum anche all’interno della Rai stessa.

Il direttore di Rai Sport ha garantito che “raggiungeremo la digitalizzazione entro 18 mesi“. Poi ha ironizzato sulla “immagine desueta” del canale:

C’è un’immagine desueta di RaiSport. Ho visto delle cravatte troppo larghe, degli studi dei colori sbagliati. Non so chi abbia immaginato il giallo e il nero come il . Quando li vedo penso a una vespa che mi vuole aggredite e portare dentro una bara decorata d’oro.

I successivi step indicati da Romagnoli per la modernizzazione di Rai Sport sono “il rinnovamento di studi” e “l’innovazione dei contenuti“. A tal proposito ha però specificato:

Il fatto che io scriva ha fatto pensare a qualcuno che io voglia Hemingway in redazione. Non è così, lo sport ha già la trama in sé, non bisogna inventare nulla. Il racconto va avanti d sé. Faccio l’esempio di una tappa del Giro, in cui si è visto Nibali scattare e il telecronista lo ha capito un attimo prima. Quella è la trama perfetta, è un plot di Simenon. Il grande giornalista sportivo è quello che sa riconoscere quando la gara sta per svoltare.

Romagnoli ha quindi ammesso che la distanza tra Rai Sport e gli altri competitor è “incolmabile“:

Esiste un incolmabile gap tra noi e altri. Non faccio la corsa su Sky, che può spalmare un commentatore su 40 ore di programmazione, prende un commentatore e lo paga 20 volte rispetto a quello che può pagarlo la Rai. Conosco quanto Sky paga i vari Marchegiani, Costacurta… Quando non si hanno le stesse possibilità, bisogna usare altre armi, sperimentando e provando.

A proposito delle indiscrezioni sul possibile arrivo da Sky del telecronista Maurizio Compagnoni (in verità mai citato da Romagnoli):

Dobbiamo sforzarci di fare cose nuove, con persone non necessariamente nuove. Escono sui siti le cose più improbabili sulla campagna acquisti. Io dico: intanto vediamo cosa abbiamo a disposizione. Utilizzando le forze che la Rai ha a disposizione dobbiamo fare nuovi programmi in un ambiente moderno, differente dal passato. In RaiSport ci sono due giornalisti sotto i 40 anni. Occorre dare opportunità a chi è a metà carriera, se non ora quando.

Ancora, su Sky:

Abbiamo perso la pallacanestro per motivi evidenti: se l’offerta è superiore del 40% non c’è partita. L’unica strada è fare meglio l’approfondimento. Abbiamo fatto, ad esempio, prima di Sky un approfondimento sul Leicester.

Guardando al passato recentissimo, ossia gli Europei di calcio, Romagnoli ha spiegato che una ricerca svolta ha fatto emergere che “è stata molto apprezzata la telecronaca di Rimedio (la voce della Nazionale, Ndr), ma pochissimi ricordano il suo nome“:

È perché lui non appare, viviamo in una società in cui essere bravi non basta, bisogna metterci la faccia

Ed ancora:

Sugli Europei abbiamo provato ad innovare con la app, che è stata apprezzatissima. Si è provato anche a fare format diversi. La Rai non è univoca. Rai1, Rai1 e Rai3 hanno pubblici diversi, da qui i diversi tentativi sulle tre reti. Sono arrivate risultanze in parte prevedibili: il pubblico reagisce positivamente a tutto ciò che è nuovo. Il pubblico, ad esempio, ha trovato sorprendente Antinelli, un giornalista giovane che ha condotto la Domenica Sportiva l’anno scorso, ma su Rai1 è stato percepito come nuovo. Lui non è usurato, non è prevedibile.

Guardando, invece, al futuro prossimo, ossia alle Olimpiadi di Rio al via il 5 agosto (esclusiva Rai Sport):

Sulle Olimpiadi ci sarà la più ampia copertura mai fatta. Due terzi della programmazione di Rai2 sarà dedicata ai Giochi. Io sarò in regia a Rio per dare priorità agli eventi, ma non c’è evento che non sarà coperto, con brevissimo spazio alle chiacchiere. Credo sia l’ultimo grande evento sportivo in esclusiva assoluta. La spedizione Rai conta 200 persone. Di questi i giornalisti sono 48 e trasmetteremo più di 5 mila ore. L’unica emittente che ha lo stesso numero di inviati è la tv francese, che trasmette 3 mila ore. La tv tedesca ha 480 inviati per 2 mila ore, la Bbc 455 per 2 mila ore. Non credo che la delegazione degli sportivi italiana sia inferiore a 48 unità.

Quindi, ha annunciato che RaiSport 1 da settembre avrà un vero palinsesto puntando su “sci, ciclismo, pallavolo, pallacanestro e calcio nelle altre accezioni“. Confermata la chiusura di RaiSport 2 (“condivido e non rimpiango la scelta peraltro di chi mi ha preceduto, perché l’originalità della rete si riduce a tre ore di trasmissione su 24, per il resto è una replica, l’audience non arriva mai all’1% con alcuni picchi“).

Infine, Romagnoli ha ricordato che “da gennaio verrà rimpiazzato Il processo del lunedì con una trasmissione nuova di approfondimento e di racconto” ed ha definito “doloroso” la riduzione di 90esimo Minuto di Serie B dovuta a logiche di palinsesto. Al contempo ha però osservato che Stadio Sprint (dalla prossima stagione Calcio champagne) guadagnerà in minutaggio il sabato su Rai2. In chiusura ha annunciato che ridurrà a 5-6 unità il parco di ex allenatori e calciatori nel ruolo di commentatori.

da gennaio verrà rimpiazzato Il processo del lunedì