Filippo Timi: "Skianto su Rai 3 sarà il primo one monster show. La tv spaventa chi arriva dal teatro"

Filippo Timi parla di Skianto, nuovo varietà di Rai 3 (dall'autunno).

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Filippo Timi c'ha preso gusto. "Io guardo molto la tv ma sono un po' snob perché in tv ti propongono cose buone, ma non c'è il tempo per farle bene. Anche se mi considero abbastanza bravo, sono convinto che quando manca il tempo...", sosteneva qualche tempo fa con un po' di puzza sotto il naso. Poi ha 'ceduto' al fascino televisivo proponendo Tadà, una striscia quotidiana su DeejayTv (ora Nove). E ora prepara un nuovo varietà in onda su Rai 3 nella prossima stagione televisiva: Skianto, titolo che arriva da un suo spettacolo teatrale nel quale un bambino disabile sogna di uscire dal proprio corpo e vivere.

La televisione, ammette, "spaventa un po' chi arriva dal teatro. Il teatro si fonda sul 'qui e ora' e su un pubblico necessariamente ristretto; in tv è tutto esponenziale e bisogna avere un senso morale perché sei dentro un oggetto che sta nelle casi di milioni di persone, arrivi in salotto e stai sotto la foto del matrimonio, prendi il caffè con loro. E infatti la gente pensa di conoscerti [...] Si crea questa strana familiarità, ti dicono: 'L'ho vista l'altra sera'. I delitti del BarLume regala un sorriso, sempre. L'umorismo mai volgare con una detection mai troppo tecnica con tipetti ottantenni mai noioso crea nel racconto un equilibrio ideale", ha raccontato l'attore a Silvia Fumarola di Repubblica.

Skianto, comunque, nasce grazie a Daria Bignardi, nuova direttrice di Rai 3. "Sono affezionato a Daria Bignardi da quando mi ha intervistato per il libro Tuttalpiù muoio, poi ci siamo frequentati perché abbiamo amici in comune a Milano. Parlando con lei ho pensato che si poteva sperimentare in televisione". Dunque sarà "il primo 'one monster show', è la storia dei personaggi che mi porta dentro dall'infanzia che si schiantano con la vita, le contraddizioni, gli amori. E' come mettersi nel posto davanti nella cabina sulle montagne russe, chiudere gli occhi poi aprirli di fronte al sogno, lasciare il manubrio - tre, due, uno - e allargare il cuore. Tra monologhi e canzoni si mescolano i generi, gli ospiti faranno con me delle cose. Sarà un modo per conoscerci".

Incuriosisce.

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