Deadwood

Mentre in America va in onda la seconda serie, Deadwood è approdato in Italia, con un battage pubblicitario un po’ meno forte di quello che ha preceduto Lost – del resto quest’ultima serie è il caso televisivo dell’anno, e promette di rimanerlo per qualche altro ciclo solare. Privo di SKY, sono riuscito comunque a vedere

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DeadwoodMentre in America va in onda la seconda serie, Deadwood è approdato in Italia, con un battage pubblicitario un po’ meno forte di quello che ha preceduto Lost – del resto quest’ultima serie è il caso televisivo dell’anno, e promette di rimanerlo per qualche altro ciclo solare.
Privo di SKY, sono riuscito comunque a vedere la prima puntata grazie ai file Torrent (in inglese, non ho trovato i sottotitoli, se non in lingua, qui, vera miniera d’oro).
Mi è piaciuta, molto, fin dalla sigla. E’ l’ennesimo esempio di come si possano fare prodotti televisivi di qualità estrema, in questo caso, peraltro, con un prodotto di genere. E’ un western, per la miseria.

Un western. Genere in cui, in teoria, anche gli italiani vantano almeno un grandissimo maestro; genere decisamente popolare, eppure la resa è straordinaria – per i nostri canoni – per scrittura, regia, fotografia e montaggio.

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