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La battuta del giorno

Ieri la Littizzetto ha in qualche modo scalzato dal podio quella che avrebbe dovuto essere la citazione della domenica. Ma il bello di questa rubrica sul TvBlog è che è totalmente decontestualizzata dalla successione temporale degli eventi televisivi – pur cercando di pescare sempre nella contemporaneità – e si propone di riproporre ai nostri lettori

Ieri la Littizzetto ha in qualche modo scalzato dal podio quella che avrebbe dovuto essere la citazione della domenica. Ma il bello di questa rubrica sul TvBlog è che è totalmente decontestualizzata dalla successione temporale degli eventi televisivi – pur cercando di pescare sempre nella contemporaneità – e si propone di riproporre ai nostri lettori le perle televisive che meritano di essere ricordate.
Ora, domenica a SerieA di perla ne abbiamo pescata una di quelle grosse che si trovano solo in profondità. Accade che Delio Rossi, allenatore della Lazio, venga intervistato a proposito dell’ennesimo saluto romano di Paolo Di Canio allo stadio – il calciatore peraltro è già stato ospite di Belpietro in una puntata de L’Antipatico, dove ha avuto l’opportunità di enumerare, fra l’altro, i suoi tatuaggi fascisti (fascisti, sì, per sua stessa ammissione): il duce, l’aquila, il fascio littorio, e dio e il re soli sanno quanti altri. Come se la cosa fosse veramente importante, capite? – e che riesca, Delio Rossi, a fare di tutte le premesse possibili alla sua scontata difesa di Di Canio, ragazzo un po’ focoso, La Migliore Premessa Possibile. Eccolo, questo gioiello:

Qui mi sembra che si faccia di ogni erba un fascio.

Eh.

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