Code Black, su Raitre il medical drama che ottimizza strumenti e medici

Su Raitre Code Black, la serie tv con al centro un Pronto Soccorso che deve affrontare la carenza di risorse ed un alto numero di pazienti

I medical drama sono un genere di cui la tv fa spesso uso: Code Black, in onda da questa sera alle 21:15 su Raitre, è però tratto dall’omonimo documentario di Ryan McGarry, che evidenzia le difficoltà di un Pronto Soccorso americano di fronte alla scarsità di risorse per curare i propri pazienti.

Il “Codice Nero”, infatti, indica la situazione in cui un ospedale non ha le risorse necessarie per seguire tutti i pazienti che si trovano al suo interno, costringendo medici ed infermieri a dover trovare soluzioni alternative per seguire ogni caso medico. La serie tv è ambientata nell’immaginario Pronto Soccorso dell’Angels Memorial Hospital, dove si va in codice nero per circa 300 volte l’anno.

A capo dei tirocinanti al Pronto Soccorso c’è la Dr.sa Leanne Rorish (Marcia Gay Harden), segnata da un tragico evento in passato e molto dura e severa con i tirocinanti, tanto da essere soprannominata “papacito”. Nonostante la sua durezza, però, Leanne riesce ad insegnare come lavorare in un ospedale che richiede particolare attenzione per scarsità di personale medico e di strumenti utili a curare chiunque in modo tempestivo, non dimenticando di essere comprensiva con i pazienti.

Lo show racconta il lavoro all’interno dell’ospedale di quattro tirocinanti: Christa Lorenson (Bonnie Somerville), più anziana degli altri studenti e per questo sbeffeggiata da loro; Malaya Pineda (Melanie Chandra), che ha già svolto un tirocinio all’Angels Memorial Hospital e lo conosce meglio degli altri; Angus Leighton (Harry Ford), che si sente offuscato dal padre, membro del Consiglio di Amministrazione dell’ospedale, e dal fratello, anche lui medico, e Mario Savetti (Benjamin Hollingsworth), di umili origini.

I quattro sono seguiti nei loro turni da Leanne, dal Dr. Neal Hudson (Raza Jaffrey), meno duro della protagonista e da Jesse Salander (Luis Guzmán), capo degli infermieri noto come “mamma” per essere la guida dei tirocinanti ma anche spietato nel rimproverarli quando serve. Tutti sono alle prese con un lavoro che non chiede pause e che, soprattutto, necessita di inventiva e precisione quando si va in codice nero.

L’ispirazione di Code Black è sì un documentario, ma anche E.R., il medical drama per eccellenza degli anni Novanta. Se negli ultimi tempi il genere si era orientato più alla soap opera, la serie tv della Cbs preferisce raccontare i casi attraverso ritmo e personaggi che, sebbene non affascinanti tanto quanto i protagonisti dello show della Nbc, vogliono raffigurare una sanità americana realistica, alle prese con le poche risorse messe a sua disposizione ma anche con l’intelligenza di medici ed infermieri che, spinti dalla necessità di curare i propri pazienti, mettono a disposizione tutto il loro coraggio.

Code Black, quindi, non è niente di nuovo nel panorama televisivo, ma permette al pubblico ormai assueffatto da serie tv in cui i medici devono essere belli e poi bravi di ricordare che il medical drama può anche essere specchio di una Nazione e del suo modo di aiutare gli altri senza dubbi o timori.