Il paradiso delle signore, su Raiuno gli anni Cinquanta raccontati tramite un grande magazzino

Su Raiuno Il paradiso delle signore, fiction che segue le vicende di una ragazza che inizia a lavorare per un grande magazzino di Milano e che incontra ostacoli ma anche amiche

Da un romanzo di Emile Zola, Raiuno propone una fiction che racconta la rinascita italiana dopo la Seconda Guerra Mondiale attraverso le attività di un grande magazzino e dei suoi dipendenti: Il paradiso delle signore, in onda da questa sera alle 21:20, è infatti un adattamento del libro dell’autore francese di fine Ottocento “Al paradiso delle signore”, ambientato nell’Italia degli anni Cinquanta che, rialzando la testa dalle macerie della guerra, riesce ad affermarsi per creatività e determinazione nel panorama internazionale.

La fiction mostra al pubblico il lavoro all’interno del Paradiso delle signore, un grande magazzino del 1956 che ha lo scopo di rendere accessibile a tutti vestiti ed accessori eleganti ed originali. Il suo fondatore, Pietro Mori (Giuseppe Zeno), è un uomo che dopo essere stato in un campo di concentramento nazista è fuggito in America, per poi rientrare in Italia per aprire una propria attività, grazie al finanziamento del direttore di banca Carlo Mandelli (Corrado Tedeschi). Pietro è un uomo dallo spirito innovativo, che vuole portare in Italia un modo inedito di pensare al futuro: il grande magazzino gli potrebbe così permettere di diventare un imprenditore che vuole portare l’Italia al pari degli altri Paesi.

A Milano, intanto, arriva Teresa Iorio (Giusy Buscemi), giovane siciliana che, dopo aver scoperto il tradimento del fidanzato, decide di andarsene dal Sud Italia per raggiungere lo zio Vincenzo (Fabrizio Ferracane), sarto il cui negozio è in difficoltà dopo l’apertura del Paradiso delle signore. Teresa prova così a convincere Pietro ad aiutare lo zio, ma non riesce a fargli cambiare idea. La ragazza, quindi, decide di concorrere alla selezione delle “Veneri”, ovvero le commesse del Paradiso delle signore, giovani ed affascinanti ragazze che devono seguire le clienti nei loro acquisti.

Teresa deve così vedersela con altre ragazze, ognuna con un obiettivo: Lucia Gritti (Lorena Cacciatore) va contro le regole imposte dalla direzione, avendo già un marito ed un figlio che tiene segreti; Silvana Maffeis (Silvia Mazzieri), invece, è la migliore amica di Teresa, e lavora per poter essere notata da qualcuno e diventare un’attrice, mentre Anna Imbriani (Giulia Vecchio), lavora per trovare un pretendente che possa farle fare la vita da principessa che vuole fare, sebbene riceva le attenzioni del magazziniere Quinto (Cristiano Caccamo). Tutte le ragazze lavorano sotto lo sguardo implacabile di Clara Mantovani (Christiane Filangieri), severa amministratrice delle Veneri che, però, sotto il suo comportamento nasconde ferite e passioni.

Pietro nota subito l’intraprendenza di Teresa, che viene anche notata dal pubblicitario Vittorio Conti (Alessandro Tersigni), al lavoro sul marketing per la promozione dei prodotti venduti all’interno del negozio, professione agli albori in quegli anni. La serie, quindi, segue il triangolo amoroso tra i tre personaggi, l’abilità con cui la protagonista riesce a gestire la esigente Contessa (Valeria Fabrizi), ma anche le aspirazioni delle altre Veneri e la curiosità degli italiani che scoprono di poter pensare ad un futuro migliore che porta il nostro Paese a diventare un’eccellenza della creatività.

Dal romanzo di Zola era già stata tratta una serie tv, l’inglese The Paradise, durata due stagioni ed ambientata nello stesso tempo del libro. Ne Il Paradiso delle Signore, venti puntate prodotte da Rai Fiction ed Aurora Tv e scritto da Franco Bernini, Fabrizio Cestaro, Viola Rispoli, Debora Alessi, Luca Biglione, Mauro Casiraghi, Francesco Cioce, Simona Coppini, Benedetta Gargano, Cristiano Testa e Carlotta Witting, per la regia di Monica Vullo, si è preferito un contesto più recente, che raccontasse al meglio l’evoluzione della società italiana sotto tutti gli aspetti, dall’emancipazione femminile alla cultura, passando per i costumi e l’arrivo della televisione.

Un progetto che punta proprio a comunicare questa voglia di riprendersi, come ha spiegato durante la conferenza stampa il direttore di Rai Fition Tinni Andreatta:

“Questa serie è aspirazionale sotto tutti i profili. Per i personaggi, un gruppo di ragazze che sognano di poter avere una crescita. Il protagonista è un tipo di imprenditore moderno, immagina un sogno che ancora è una scommessa.”

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