Lea, su Raiuno il film-tv su una donna diventata simbolo della ribellione alle cosche

Su Raiuno Lea, film-tv tratto dalla storia di Lea Garofalo, che collaborò con la giustizia per far arrestare il marito e garantire alla figlia un futuro migliore

La fiction d'impegno civile di Raiuno assume i contorni di una storia realmente accaduta, con al centro una donna che ha deciso di lottare contro la propria famiglia pur di garantire un futuro migliore alla figlia: Lea, in onda questa sera alle 21:20, vuole raccontare la storia di Lea Garofalo, la donna che, dopo aver testimoniato contro il marito, un boss della criminalità calabrese, è scomparsa, spingendo la figlia Denise a testimoniare anche lei contro la sua famiglia, facendo condannare il padre all'ergastolo.

Lea (Vanessa Scalera) è nata a Petilia Policastro, in una famiglia affiliata alla criminalità calabrese. Suo padre fu ucciso quando lei era piccola, scatenando la sete di vendetta del fratello Floriano (Mauro Conte) che, con il tempo, diventa uno dei boss del paese. La protagonista cresce abituata a scene di violenza e di sangue, e finisce per invaghirsi del gregario del fratello, Carlo (Alessio Praticò). I due hanno una figlia, Denise (interpretata, nella sua versione da bambina, da Rebecca Capurso e Denise Sapia, mentre nella versione da ragazza da Linda Caridi), e decidono di trasferirsi a Milano, dove risiedono in un condominio gestito dalla 'ndrangheta.

Lea

Quando i Carabinieri arrestano Carlo, però, Lea si rende conto di voler garantire alla figlia un futuro lontano dalla violenza delle cosche. Così, inizia a collaborare con la giustizia, ottenendo il trasferimento a Bergamo in una località segreta tramite il Programma di protezione. Una serie di incomprensioni burocratiche, però, portano alla revoca della protezione. Lea deve tornare in Calabria, dove il fratello è stato ucciso. Il marito, che intanto è uscito di prigione, vuole riavvicinarsi a lei, ma sta preparando la vendetta: il 24 novembre del 2009 la donna scompare.

Denise, ancora minorenne, sa che il padre è il responsabile, e decide di collaborare anche lei con le forze dell'ordine, assecondando la versione di Carlo, secondo cui la madre l'ha abbandonata per andare in Australia. Facendosi intercettare, riesce a smascherare il padre, ottenendo le prove utili per farlo arrestare e condannare.

Il film-tv, scritto da Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana, che è anche regista, si base sul materiale d'inchiesta e sulle sentenze dei processi che hanno condannato all'ergastolo il marito di Lea, Carlo Cosco, ed i suoi complici. Una vicenda recente che testimonia la forza della giustizia, portata in tv sa un regista sempre attento a queste storie e che vuole rendere omaggio alla Garofalo ed alla figlia, donne testimoni di una ribellione diventata simbolo della lotta alla mafia.

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