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Call Center. Sitcom. All’italiana.

Tutte le volte che sento parlare di sitcom in Italia, mi metto le mani nei capelli e mi vien voglia di gridare. In Italia non facciamo sitcom. Facciamo scenette, gag, numeri comici, sketch, non sitcom. Camera Café non è una sitcom. E non lo sono Il Mammo, Casa Vianello e via dicendo. Friends è una

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Jerry SeinfeldTutte le volte che sento parlare di sitcom in Italia, mi metto le mani nei capelli e mi vien voglia di gridare.
In Italia non facciamo sitcom. Facciamo scenette, gag, numeri comici, sketch, non sitcom. Camera Café non è una sitcom. E non lo sono Il Mammo, Casa Vianello e via dicendo.
Friends è una sitcom.
Seinfeld è una sitcom (nella foto, Jerry Seinfeld nei panni di se stesso).
Battute a raffica, raffinate (la prima puntata di Friends ha una battuta ogni 24 secondi!), intelligenti, linee orizzontali, attori veri (non personaggi televisivi). Queste sono sitcom.
Ora, il leggere toni trionfalistici per Call Center, sitcom italiana presentata a Milano al Telefilmfestival – straordinario evento per gli appassionati di fiction come il sottoscritto, che si rammarica di non esserci stato – qui, per esempio, mi fa un po’ sorridere e un po’ tremare. Ma voglio dare il beneficio del dubbio a questa produzione che dovrebbe andare in onda su Happy Channel da settembre. Magari ci stupiscono.