Simona Ercolani e la sua Stand by me dall’Italia al mondo (In attesa di Rai1?)

Il mio unico socio è Francesco Nespega, con una piccola quota a Giuliano Tranquilli. Non sono socia di Lucio Presta

di Hit

Se c’è una factory televisiva che da spazio alle storie, sia di gente comune che di personaggi celebri questa è la Stand by me. Titoli come Sfide o Sconosciuti ne sono il più evidente esempio. Prodotti confezionati con cuore e sentimento, oltre che con una professionalità indiscutibile. In un colloquio con il quotidiano della Confindustria la socia e fondatrice di questa società Simona Ercolani, parla della sua azienda e lo fa snocciolando dati di grande prestigio:

“In cinque anni siamo cresciuti: nel 2015 il fatturato crescerà del 60% rispetto al 2014. Il nostro prossimo passo sarà verso l’internazionalizzazione, non vedo perchè non si possano vendere la cultura e la creatività italiana sui mercati mondiali, anzichè importare format e idee dall’estero”.

Già, questo è uno dei punti su cui ci siamo soffermati spesso da queste colonne. Sarebbe ora che s’innesti un percorso inverso rispetto alla -facile- tradizione italiana di comprare sempre format dall’estero, riuscendo a vendere i nostri prodotti migliori alle televisioni straniere. Su questo c’è un piccolo “paletto”, ovvero la questione dei diritti, dice la Ercolani:

“All’estero c’è più propensione al rischio, qui da noi c’è la tendenza a volerci come produttori esecutivi da parte dell’emittente televisiva che poi si prende tutti i diritti. Se va bene ti lasciano l’Africa. Nel caso di Sconosciuti, la Rai ha preso i diritti per vent’anni anche per l’estero, senza venderli. Si lascia il mercato italiano a cinque multinazionali che piazzano in Italia l’adattamento del loro format globale e non fanno battaglia sui diritti, perchè già ce l’hanno. Questo mentre c’è una forte domanda di contenuti locali, ma il nostro mercato è asfittico: devo poter vendere all’estero il format da me ideato”.

La Ercolani chiarisce anche la composizione societaria della Stand By me:

“Il mio unico socio è Francesco Nespega e vi è una piccola quota di Giuliano Tranquilli, entrato in società a settembre che si occuperà proprio dei rapporti internazionali. Non sono socia di Lucio Presta, in altre parole”.

Per altro la Ercolani era stata coinvolta nella girandola di nomi per la nomina del nuovo Presidente della Rai, il governo la voleva per quella poltrona, ma il niet del centro destra sul suo nome ha portato poi Monica Maggioni al settimo piano di viale Mazzini. La Ercolani ha ora un contratto di consulenza con il governo Renzi, per la precisione con il sottosegretario Luca Lotti, incarico di coordinamento e direzione artistica, promozione e diffusione delle iniziative per il centenario della Prima guerra mondiale e del settantesimo anniversario della Resistenza e della Liberazione. Si è parlato di lei anche come principale candidata alla poltrona di direttore di Rai1, staremo a vedere.

Sul futuro della Stand by me Simona Ercolani ha le idee chiare:

“L’obbiettivo di Stand by me è realizzare contenuti in quantità, senza cedere alla qualità che si traduce in performance di ascolti, sfruttando la flessibilità produttiva permessa della nuove tecnologie, che rendono tutto più leggero. La nostra società e questa è la differenza con altre, è allo stesso tempo ideatrice e produttrice dei contenuti. Fa eccezione solo Sfide, ideato da me ma prodotto dalla Rai. Abbiamo ideato e prodotto in 5 anni più di trenta format originali, alcuni di successo, altri meno e produciamo circa 200 ore di tv l’anno. Lavoriamo con tutte le reti televisive senza eccezioni, da MTV a Fox, da Discovery alla Rai. Facciamo docu-reality e docu-fiction. Noi raccontiamo storie, non facciamo quiz e show.”

Insomma un percorso ben delineato per la Stand by me, che ha trovato nel mercato televisivo italiano la sua strada, pronta ora a lanciarsi in quello internazionale.

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