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Loredana Lecciso e la musica – Si vive una volta sola

Era nell’aria da tempo, ma finalmente il singolo di Loredana Lecciso – e l’evento è tale da indurci anche a resuscitare per un giorno, poi chissà, il Soundsblog – è uscito, si può ascoltare, ha un testo, una musica, una voce che canta, tutto quello che una persona ragionevole potrebbe aspettarsi da una canzone, insomma.

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Era nell’aria da tempo, ma finalmente il singolo di Loredana Lecciso – e l’evento è tale da indurci anche a resuscitare per un giorno, poi chissà, il Soundsblog – è uscito, si può ascoltare, ha un testo, una musica, una voce che canta, tutto quello che una persona ragionevole potrebbe aspettarsi da una canzone, insomma.
E allora, direte voi, dov’è la questione? Mentre per le considerazioni squisitamente musicali vi rimando a altri lidi, affronto quelle mediatiche e del personaggio-Lecciso qui, nella sua sede naturale. Perché Loredana, con questo singolo che già circola in rete, ha fatto l’ennesima promozione mediatica di se stessa; esce con una canzone reality, che parla di lei, di Al Bano, del loro rapporto che si consuma davanti alle telecamere, alle macchine fotografiche, sulle pagine patinate dei rotocalchi di gossip, e che ha definitivamente provocato attacchi di orchite a chiunque voglia godersi la televisione senza di loro.
Però, se ne deve parlare, perché è trash, questa canzone. E’ il simbolo di una vita da mediano spesa a cercar quella fama che rimane, a volte, notorietà.
Ma visto che questa notorietà viene costantemente ricercata, e che è giusto che il pubblico si possa produrre in un’analisi critica della canzone, quale miglior modo di celebrare l’ennesima sortita di Loredana Lecciso, se non copia-incollandovi il testo della canzone?
Naturalmente, non c’è bisogno che io ve lo dica, la potete anche sentire qui. E converrete con me che – quantomeno – la donna ha del coraggio.
Mentre leggete, ascoltatevi il brano. Lo trovate qui.
[Grazie a Simone]

Si vive una volta sola

Io sarei una donna azzardata,
una madre snaturata.
Una showgirl improvvisata
anche un po’ stonata,
gamba alta e voluttuosa
e appaio anche odiosa.
Guardami negli occhi,
guardami nel cuore,
ogni donna ha un suo dolore
che si porta dentro,
non mostra al mondo
e che non confessa mai.
Guarda il tempo come vola.
Si vive una volta sola.
Io sarei una strana creatura,
quella storia che esplode.
E non dura.
La tempesta e l’azzurro del mare
che ti fa delirare”.
E il brano si conclude
con una chiara dichiarazione di intenti:
“Sono l’incubo delle tue notti intere.
E se ancora non l’hai capita,
io voglio il miele della vita