Parallelo Italia, fuori onda di Riotta furioso (VIDEO). Denunciati tre manifestanti

L'autore del lancio della bottiglia è stato denunciato per violenza privata e tentativo di lesioni, oltre che per manifestazione non autorizzata e tentativo e/o interruzione di servizio pubblico.

Malika Ayane ha appena interrotto la sua perfomance musicale live abbandonando il palco; il conduttore di Parallelo Italia, Gianni Riotta, si dirige nel dietro le quinte per urlare agli agenti di Polizia:

Non siete riusciti a difendere i miei ospiti, presi a bottigliate!

E - prevedibilmente - riceve dai manifestanti una serie di insulti e offese, tra cui "pagliaccio". Quindi Riotta risale sul palco e riprende la diretta.

Il video diffuso da ildesk.it e che vi proponiamo in apertura di post permette di ricostruire quanto accaduto nel backstage nei momenti più complicati della puntata di martedì scorso di Parallelo Italia, svoltasi in Piazza Municipio a Napoli.

Intanto la polizia ha identificato e denunciato tre ultra-quarantenni, aderenti al gruppo 'Reddito minimo di inserimento', già denunciati in passato. L'autore del lancio della bottiglia è stato denunciato per violenza privata e tentativo di lesioni, oltre che per manifestazione non autorizzata e tentativo e/o interruzione di servizio pubblico, come gli altri due. Al vaglio della Digos le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificare altri responsabili dei disordini.

I contestatori lamentano di non aver avuto spazio in trasmissione:

Avevamo chiesto, avendo l'ok dalla produzione del programma, di intervenire per qualche minuto sulle emergenze sociali che affliggono questa città e per parlare della campagna sul reddito minimo da noi lanciata in occasione dell'insediamento del nuovo consiglio regionale ma ciò non è avvenuto.

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Diversa la versione di Riotta, che ha spiegato che Parallelo Italia voleva

realizzare un dibattito proprio sul Sud, dando voce a tutte le forze politiche e a tutte le forze sociali, dagli imprenditori al sindacato ai movimenti di base. Siamo stati minacciati online a lungo e pure abbiamo proposto anche ai contestatori, che erano già in piazza, di venire a raccontarci le ragioni della loro protesta: al mio redattore, che li ha invitati a salire sul palco per raccontare le loro rivendicazioni, uno dei capi ha risposto 'noi protestiamo per mestiere, non vogliamo dialogare e quindi non veniamo'.

Riotta ha aggiunto:

Si dice spesso che i giornalisti restano chiusi nei talk show, noi andiamo in piazza per la prima volta dopo vent'anni e non riusciamo a lavorare con serenità.

Malika, dal canto suo, su Facebook ha tentato di ridimensionare quanto avvenuto:

Nessuno mi ha preso a bottigliate come ho letto in giro, ho visto una bottiglia di plastica sfiorare Brando e ho visto contestatori e polizia correre, il pubblico dentro la transenna attonito e spaventato. quando ho percepito un clima teso e surreale mi sembrava di estremo cattivo gusto rimanere sul palco a favore di camera. Nessuna indignazione, mi sentivo solo un filo fuori luogo. Se fossi rimasta lì a finire di fare il mio lavoro, forse non se ne sarebbe accorto nessuno.

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#Napoli questa mattina ha una luce meravigliosa, un peccato lasciarla. Approfitto però della strada verso l'aeroporto...

Posted by Malika Ayane on Mercoledì 22 luglio 2015
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