Agon Channel come Charlie Hebdo: in tv il logo diventa Je Suis Agon Free

Il canale italiano delocalizzato in Albania si schiera a favore del proprio editore. Con un paragone forse un tantinello azzardato...

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La notizia del mandato di arresto per Francesco Becchetti, editore di Agon Channel, sta facendo discutere da ormai una settimana buona. Se Antonio Caprarica, scappato a gambe levate dal canale italiano delocalizzato in Albania, non ha perso l'occasione per togliersi l'ennesimo macigno dalla scapra, Becchetti dice di essere, sostanzialmente, un perseguitato. E a dar man forte a questa teoria pensa la sua stessa rete che, da questa sera, presenta al posto del classico logo la curiosa scritta Je Suis Agon Free. Agon Channel come Charlie Hebdo, dunque. No, a questo non eravamo preparati.

Mentre scorrono le immagini del meglio di Chance, talent Forte Forte Forte style vinto dal fin troppo bravo Matteo Campese, è inevitabile che l'occhio del telespettatore cada sulla scritta in basso a destra, quella che fa il verso all'hashtag simbolo della libertà di espressione, #JeSuisCharlie. Becchetti, nel frattempo, ha rilasciato un'unica intervista all'AdnKronos parlando così della propria situazione attuale e del futuro di Agon Channel:

Nessun terremoto per Agon Channel. Chi pensava di intimidirci sta ottenendo un risultato contrario. Il canale 33 del digitale terrestre chiuderà? Non direi proprio. Sono loro (i dipendenti, ndr) che mi hanno detto "Andiamo avanti tutta".

E sul fatto che i dipendenti stiano davvero dalla parte del loro editore non ci sono proprio dubbi. Basti guardare la foto dei giornalisti di Agon, orfani di Caprarica, che si sono fatti immortalare col bavaglio per sostenere Becchetti. Ebbene sì, anche loro sono Charlie:

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