Paolo Limiti a Blogo: “Non mi manca la tv ma mi chiedo perché non ho un mio programma…”

“Non mi manca la tv ma mi chiedo perché non ci sono”: Paolo Limiti si racconta a Blogo.

Notte all’insegna della musica – martedì 9 giugno, in seconda serata – su Retequattro. La rete diretta da Sebastiano Lombardi propone il Gala del Musical! Award. L’evento dedicato agli spettacoli teatrali andrà in scena dal Teatro Manzoni di Milano e segna il ritorno alla conduzione di Paolo Limiti con la collaborazione di Justine Mattera. Trionfatore della premiazione, il musical campione di incassi Priscilla-La regina del deserto, che si porta a casa cinque premi su 10. A Loretta Goggi la categoria Miglior attrice protagonista.

Possiamo definirli gli “Oscar del musical”?

“Lo sono, in effetti. E’ l’unico premio in Italia dedicato a questo genere. La serata andrà in onda dal Teatro Manzoni di Milano, un teatro storico. Il divertimento prevarrà sulle premiazioni: ci saranno canzoni, coreografie, balletti ed esibizioni in costume. E’ il meglio di quello che si poteva fare con i musical nostrani”.

Ci sarà Justine Mattera… ma non Floradora. Siete considerati un trio inseparabile.

“Floradora non c’entrava nulla in questo contesto (ride, ndr). Sono passati dodici anni ma è ancora amatissima dalle persone. E’ stato un personaggio indovinato, peccato non averlo potuto portare avanti. La mia qualità, che è anche il mio difetto, è semplice: a me interessa fare cose belle e con talento, non mi appartiene lo sfruttamento commerciale utile a fare soldi”.

Quando ha tempo libero e non lavora, preferisce andare a teatro per vedere un bel musical o stare a casa per godersi un programma televisivo interessante?

“Non esiste una regola. Io in tv guardo pochi programmi. Guardo solo la prima puntata di ogni nuovo puntata, per curiosità. Invece guardo con molta attenzione i film, le fiction e tutte le serie televisive americane, sono un appassionato del genere”.

Si dice spesso che la tv di Limiti è datata e che è basata sulla nostalgia ed il ricordo. La infastidisce questa definizione?

“La storia della nostalgia si è contagiata da persona a persona. Alcuni, un po’ distratti, hanno cominciato a far notare questo aspetto delle mie trasmissioni. Ma non hanno capito che io presentavo un aspetto della storia della musica e non proponevo un ‘effetto nostalgia’. Notavano Nilla Pizzi che cantava Vola colomba e quindi mi accusavano di fare tv datata. Ma non sapevano minimamente che Vola colomba è una canzone importante per la nostra storia perché era dedicata a Triste quando ancora non era italiana, eccetera eccetera… C’è una storia dietro che va conosciuta perché interessante. Queste persone, però, non parlano di quello che ho fatto in positivo. Io riesco ad essere molto avanti. Un esempio su tutti: molte trasmissioni che stanno avendo successo, penso a Ti lascio una canzone o altri programmi, utilizzano il mio repertorio di dodici anni fa. Ma come, non erano delle por*ate?”.

In effetti il repertorio di Paolo Limiti piace ancora. Quest’anno è diventato una presenza fissa a Domenica in

“Non solo, ho alzato gli ascolti di ogni puntata. L’ascolto, nella mezz’ora in cui ero presente, si alzava del 3-4% di share. Non è una roba facile”.

E allora perché non ha un suo programma?

“Probabilmente chi fa i palinsesti è distratto. Un direttore ha detto che “Fare un programma con Paolo Limiti non è fra le mie priorità”. Mi piacerebbe sapere quali sono le sue priorità: le produzioni proposte sono quasi tutte fallimentari. Se in due anni fai quindici programmi che non vanno bene, significa che c’è qualcosa che non va”.

Ma le manca fare tv?

“Non mi manca e non ho la malattia della lucetta rossa. Io faccio altre cose, scrivo, faccio commedie, mi diverto. Faccio un bellissimo conscorso, Le giovani voci della lirica. Io sono l’unico che sono l’unico che produce i propri programmi, ho sborsato i soldi dalle mie tasche. Ho ho dato questo prodotto alla Rai, ma me l’hanno programmato alle 2 di notte (su Rai 2, ndr). Quindi anche io mi chiedo perché non sono in tv, è strano: i miei programmi hanno sempre fatto ascolti, non ho mai creato problemi ed ho sempre lavorato con forze interne alla Rai, senza appalti o format alle spalle”.

Faccio una provocazione: non ha il manager giusto o l’aggancio politico adeguato?

“Probabilmente mancano le conoscenze. Io non amo intrattenere rapporti, forse questo può essere un errore. Ma il mio manager è il mio curriculum. Non ho tonfi nella mia carriera. Il mio primo programma, piccolo, era Rischiatutto. Poi fatto tutto. Non c’è un programma che sia andato male”.

Vuole dire che la tv si dimentica dei grandi? Se penso anche a Pippo Baudo…

“La tv non si dimentica. Arriva anche il momento di lasciare spazio ai giovani, è giusto. La mia fortuna è stata aver iniziato senza raccomandazioni. Non ho avuto bisogno di trovare qualcuno che mi raccomandasse per iniziare. Il primo programma che ho condotto sulla Rai me lo fece fare Guglielmi, l’allora direttore di Rai 3. Io non volevo accettare quella conduzione, non era il mio ruolo ed ero titubante. Ma decise di insistere ed assegnarmi quel programma. Così sono finito davanti alle telecamere, avrei continuato a fare l’autore dietro le quinte”.

Oggi come sono i rapporti con i direttori di rete? Anni fa in un’intervista a Vanity Fair accusò Fabrizio del Noce ed Antonio Marano…

“Del Noce è stato uno dei miei più grandi nemici. Non ho mai avuto nessun tipo di empatia con lui e neppure mi interessava averla. Io ho i miei difetti, non abbasso la testa e non ne ho mai avuto la necessità”.

Anche Milly Carlucci è fra i suoi nemici? A TvTalk ha raccontato che si rifiutò di averla a Ballando con le stelle

“Milly non è fra i miei nemici, non ho rapporti con lei. Ho semplicemente detto che Ballando con le stelle non è uno dei programmi per cui ho particolare interesse. Il sabato sera io guardo la De Filippi. Fu il mio agente a dirmi che si era rifiutata di avermi nel suo programma. Ed io ero rimasto un po’ spiazzato perché quando la Carlucci ebbe un periodo difficile, io mi feci avanti per aiutarla. E poi mica le avevano proposto il primo che passava per strada…”.

Estate con noi in tv è andato in onda nel 2012 su Rai 1. E’ l’ultimo programma che ha condotto. Che esperienza è stata? E perché non è stato riconfermato?

“E’ una domanda che farei io a lei. Come mai non è stato riconfermato? Secondo lei? Il programma andava bene dal punto di vista degli ascolti. Attualmente ci sono programmi in onda che viaggiano sul 3-4% di share, magari hanno pure delle prime serate e vengono riconfermati per tre-quattro anni di seguito. Non so dare una spiegazione, magari son più bravi di me…”.

C’è qualche nuovo progetto?

“Ho una richiesta continua di rifare Ci vediamo in tv. Quel tipo di programma piace molto al pubblico”.

Te lo chiedono le persone o editori di canali?

“Me lo chiedono le persone che mi incontrano per strada. Non mi fermano per richieste di autografi o foto. Le persone mi chiedono perché non faccio più quel programma. E’ rimasto nel cuore. Ed è stato saccheggiato a destra e a manca. Qualche tempo fa un quotidiano scrisse che sono il più saccheggiato d’Italia. E’ vero. Adesso ci sono pure un sacco di programmi sulla cucina. Ma nessuno si ricorda che nel 1978 ho fatto un programma con Wilma de Angelis sulla cucina: è andato avanti per 17 anni, tutti i giorni…”.

Farebbe il giudice in un talent?

“Mi deve piacere il talent. Io lo farei con la De Filippi. Ho sentito molte critiche nei suoi confronti da personaggi che si danno delle grandi arie da intellettuali, ma sono persone che non capiscono nulla di televisione. Può pure darsi che faccia programmi molto popolari come quello del pomeriggio (Uomini e donne, ndr), però è la conduttrice migliore che c’è in Italia. Ha i tempi, le capacità, ha una sua personalità. E, giusto per anticipare le cose, tredici anni fa la premiai per la prima volta in Rai con il Premio Applauso”.

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