Antonio Ricci assolve Donelli per i flop di Canale 5 (che allarmano PierSilvio Berlusconi)

Che Canale 5 abbia esordito la stagione tv in sordina, e con vistosi tonfi rispetto alle aspettative, non è un mistero. E’ lo stesso vicepresidente Mediaset Piersilvio Berlusconi ad aver ammesso di recente la sua delusione in un’intervista all‘Opinione: “Non è una bella stagione, Errori ne abbiamo fatti e non stiamo brillando per risultati eccezionali:

ricci greggio iacchettiChe Canale 5 abbia esordito la stagione tv in sordina, e con vistosi tonfi rispetto alle aspettative, non è un mistero. E’ lo stesso vicepresidente Mediaset Piersilvio Berlusconi ad aver ammesso di recente la sua delusione in un’intervista all‘Opinione:

“Non è una bella stagione, Errori ne abbiamo fatti e non stiamo brillando per risultati eccezionali: Italia 1 e Rete 4 non hanno problemi, ma Canale 5, mentre nel day time sta andando bene, è sotto le aspettative in prima serata. Ci sono stati esperimenti che non sono andati bene, abbiamo anche sbagliato. Comunque ci sono le trasmissioni storiche che invece hanno retto benissimo”.

Stando ai dati analizzati dal centro medio Havas, si riscontra un bilancio davvero allarmante per l’ammiraglia Mediaset: nel periodo di garanzia, dal 14 settembre al 4 novembre, ha vinto 10 prime serate (7 grazie a C’è posta per te), contro le 42 delle tre Rai e nell’arco dell’intera giornata il Biscione ha trionfato appena 7 volte contro le 45 delle reti nazionali. Questa situazione di crisi ha subito dato adito a voci di corridoio sulla sostituzione di Massimo Donelli alla direzione di Canale 5. Voci che lo stesso Antonio Ricci tenta di sedare, in un’intervista odierna a La Stampa, assolvendolo dalle colpe del flop:

“Canale 5 va male? Non ci sono colpe da addebitare a una persona. Se ci fossero colpe sarebbero da addebitare a Tiraboschi”.

Con il suo consueto fare imprevedibile il papà di Striscia la Notizia ha rincarato dunque la dose con il direttore di Italia 1 (da molti indicato come successore di Donelli), con cui non è mai stato in buoni rapporti per via della concorrenza in access prime time. Quanto, invece, ai flop della rete in sè, che non contemplano però i suoi programmi di successo, si è così espresso:

“Guardi che la terna malefica dei flop non viene mica tutta dalla rete. Crimini Bianchi è una creatura di Valsecchi, Fantasia è un format giapponese (si è dimenticato di citare il Ballo della sua amica Maria ndr?). C’è una confusione di fondo. E’ un periodo di passaggio, non c’è chiarezza sull’obiettivo da raggiungere. Chi fa la tv commerciale è convinto di doversi rivolgere a un pubblico giovane – per giovane intendo i quarantenni, perché gli under trenta per la tv generalista li do già quasi tutti perduti – ma si continua a guardare i dati Auditel generalisti che calcolano uno spettro di telespettatori vecchio, stanziale. Sono due specialità diverse, come dire: la Rai trionfa sui 10.000 metri, ma Canale 5 ha saltato due metri senza asta. Io e la De Filippi siamo pentatleti, abbiamo pubblico in qualsiasi fascia di età. Ma anche se l’Auditel mi premia continuo a dire che è un meccanismo perverso, getta nello sconforto conduttori e autori fino a creare uno spirale dove l’insuccesso è inevitabile. Programmi come quello della Cuccarini per colpa dell’audience sono stati dichiarati morti appena nati”.

Tra i tanti aneddoti sul passato citati in quest’interessante intervista, segnaliamo il brutto colpo inflitto a Striscia dal Karaoke di Fiorello, talmente innovativo da imporgli di ringiovanire l’immagine delle Veline e di sostituire il comico anziano – che di solito affiancava Ezio Greggio – con Enzo Iacchetti. La vincente co-conduzione del tg satirico dei due, peraltro, sarebbe nata per sbaglio, visto che doveva inizialmente essere Gianni Ciardo, ottimo comico pugliese lanciato poi da Zelig Off, a fare da contraltare meridionale del nordico Ezio. Da una sostituzione dell’ultima ora è nata una delle accoppiate più riuscite della televisione italiana.

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